Robiola di Roccaverano

La Robiola di Roccaverano ha origini molto antiche, come attestato da testimonianze risalenti al periodo celtico-ligure, in seguito raccontato da Plinio e Pantaleone, che ne apprezzarono le qualità e ne illustrarono il ciclo produttivo.

 

 

Il suo nome richiama sia il latino "robium", con riferimento al colore rossiccio della parte esterna della pasta, sia il nome del paese di Roccaverano nell'astigiano da dove si è originato il prodotto.

La Robiola di Roccaverano è l'unico formaggio DOP italiano che può essere prodotto con tre tipi diversi di latte: vaccino, caprino e/o ovino.

Una volta era prodotto in prevalenza con latte di pecora e capra, attualmente viene usato latte di vacca (in misura massima del 85%) e di capra e pecora in rapporto variabile (in misura minima del 15%).

Il latte proviene da due mungiture giornaliere, ed è leggermente scremato per affioramento.

La Robiola di Roccaverano è un formaggio grasso a pasta fresca, la maturazione è molto breve e dura 7-10 giorni a seconda della microflora lattea.

L'alimentazione base delle vacche, capre e pecore deve essere costituita da foraggi verdi o conservati. Si produce durante l'intero anno.

Il grasso sul prodotto secco è mediamente del 55%, tende ad aumentare nella produzione autunno-invernale e a diminuire in quella estiva.

Il consorzio di tutela della Robiola di Roccaverano DOP ha modificato il disciplinare nel 2007, rendendo obbligatorio l'utilizzo latte di capra in misura minima del 50%... Una modifica poco coraggiosa visto che il prodotto tradizionale veniva prodotto (e viene tutt'ora prodotto da molti casari) con il 100% di latte di capra.

 

 

Caratteristiche

Robiola di Roccaverano

Forma: cilindrica, diametro 10-13 cm, scalzo 2,5-4 cm

Peso: 250-400 g

Crosta: assente nel prodotto fresco, con fioritura naturale di muffe nel prodotto stagionato, secca nel prodotto secco

Pasta: bianca, molle, finemente granulosa

Sapore: delicato, saporito, aromatico con retrogusto acido, con caratteristiche che aumentano di intensità con la stagionatura.

 

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Qualità

Denominazioni DOP IGP e STG: come distinguerli

Per riconoscere gli ingredienti più autentici della nostra cucina sono stati messi a punto dei marchi: DOC, IGT, IGP e STG.

Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP

Dolcissima, croccante e rossa, sono queste le caratteristiche che rendono tanto desiderata e appetibile la "Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP".

Branding, come funziona e che impatto ha nel settore alimentare

Con il termine branding si fa riferimento adattività che permettono di definire un marchio, rendendo il prodotto differente da quello dei competitor.

I consigli per un'alimentazione sana: come scegliere cibi naturali senza additivi

I consigli per un'alimentazione sana: come scegliere cibi naturali senza additivi

 

Il latte: guida a una scelta di qualità

Il latte (intero, parzialmente scremato o a lunga conservazione): guida ad una scelta di qualità.

Etichette dei salumi: nel 2021 indicazione dell’origine obbligatoria

La normativa sull’etichettatura dei salumi ha subito una modifica temporanea, prevista dalla normativa italiana fino al 31 dicembre 2021 come periodo di prova.

Etichetta dei surgelati: novità e obblighi

L’etichetta dei surgelati deve avere le stesse indicazioni valide per gli altri alimenti, con alcune informazioni specifiche valide per il pesce surgelato.

Etichetta dei cibi per l’infanzia: obblighi e contenuto

L’etichetta per gli alimenti destinati all’infanzia è diversa a seconda che si tratti di prodotti per lattanti o per la prima infanzia.

Accedi ai servizi gratuiti

Se sei già registrato, clicca qui per accedere ai servizi gratuiti:

  • Database Alimenti
  • Calcola Ricetta
  • Slot Machine

Altrimenti, clicca qui per registrarti gratuitamente.