Chiropratica: che cos'è, controindicazioni e applicazioni

Che cos'è la chiropratica?

La chiropratica, chiamata anche chiroterapia, è annoverata all'interno delle medicine alternative. Secondo un sondaggio realizzato nel 2008, però, gli specialisti in chiropratica non sono d'accordo, per la maggior parte degli intervistati negli USA, con questa definizione e infatti alcuni preferiscono includere la loro disciplina nell'ambito della medicina integrativa. Quest'ultima è una medicina sistemica, ossia che considera l'organismo umano nel suo complesso, come risultato di un'armonia e coordinazione tra i diversi sistemi e apparati, che comunicano tra loro attraverso l'uso di segnali specifici. Nella medicina integrativa viene preso in considerazione ogni aspetto della vita di una persona, compreso il suo stile di vita, così come anche l'ambiente in cui vive, sia sociale che fisico. 

 

 

La chiropratica si occupa dei disturbi che interessano l'apparato muscolo-scheletrico, non solo nell'uomo ma anche negli animali vertebrati. 

 

 

La storia della chiropratica

La chiropratica fu inventata nel 1895 da un medico canadese, Daniel David Palmer, che riteneva di aver diminuito la sordità di alcuni suoi pazienti attraverso la manipolazione della colonna vertebrale. Successivamente questa disciplina fu sviluppata dal figlio di Palmer, Joshua, che l'aveva integrata con alcune conoscenze dell'epoca, per poi fondare la prima scuola di chiropratica a Chicago nel 1902.

La chiropratica oggi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato delle linee guida per promuovere l'uso sicuro delle pratiche chiropratiche. In particolare, questo documento ha come obiettivo quello di divulgare la corretta preparazione di studio di coloro che vogliono lavorare in questo campo. Altro scopo è quello di valutare le controindicazioni delle pratiche in modo da ridurre i rischi derivanti dal loro uso. Le autorità nazionali, inoltre, possono prendere spunto dalle linee guida in modo da realizzare licenze e regolamentazioni specifiche di categoria. 

In Italia, dal 2008 la professione del chiropratico è regolamentata in seguito alla legge finanziaria. Essa prevede l'istituzione di un registro specifico per i dottori in chiropratica, il cui accesso è consentito solo ai possessori della specifica laurea magistrale. Inoltre, questi dottori vengono riconosciuti dalla stessa legge come professionisti sanitari, legittimati a svolgere la libera professione o in convenzione con strutture sanitarie e Ospedali. Nonostante questa legge, in realtà non esiste ad oggi, nel 2019, in Italia un vero e proprio percorso di studi in chiropratica o dei requisiti che ne regolamentino l'attività. La stessa legge finanziaria del 2008 non stabilisce l'area di competenza di questi professionisti. Come conseguenza, essi rimangono tutt'ora senza un albo e una regolamentazione specifica. oggi, in Italia chi vuole svolgere la professione del chiropratico deve iscriversi ad un college riconosciuto dal C.C.E. (Council of Chiropractic Education), un'agenzia americana che si occupa dell'educazione chiropratica di qualità e che ha una filiale anche europea, con lo scopo di controllare la formazione e le competenze dei chiropratici, in modo da garantire al paziente un servizio sicuro. 

In altri paesi, come la Francia o il Belgio, la professione è regolamentata anche da uno specifico percorso di studi. In Finlandia, le spese relative al ricorso a queste tecniche sono addirittura a carico parziale del sistema sanitario nazionale. 

I principi di base della chiropratica

 

 

Secondo questa disciplina, al centro dell'azione terapeutica c'è il sistema nervoso, che controlla tutto il resto del corpo. La colonna vertebrale, contenendo il sistema nervoso, assume un significato importante per le tecniche chiropratiche, che prevedono, infatti, anche la manovra spinale, una delle tecniche più usate.

Secondo i chiropratici, se si ha un malfunzionamento del midollo spinale si perde o si indebolisce la capacità di autoguarigione che è propria dell'organismo umano. In questa disciplina, quindi, talvolta anche altre patologie che sembrano avere a che fare con altri apparati, come nel caso dell'asma, vengono ricondotti ad uno spostamento delle articolazioni della colonna vertebrale, su cui è necessario agire per risolvere questo problema. 

La terapia chiropratica

Fra le tecniche usate nell'ambito di questa disciplina abbiamo le manovre, in particolare quella spinale. Inoltre, i chiropratici prestano attenzione anche allo stile di vita del paziente, operandone una correzione eventuale. Molti esperti del settore usano anche tecniche mirate al raggiungimento del benessere psicologico, oltre che fisico, dei soggetti trattati. 

I chiropratici attribuiscono all'ambito di applicazione della propria disciplina moltissime patologie, secondo il loro punto di vista curabili applicando le loro metodiche, che sono centinaia, di cui circa 15 sono quelle più importanti e usate. 

Una delle disfunzioni che vengono prese maggiormente in considerazione dalla chiropratica è la sublussazione, ossia una lesione delle articolazioni che non intacca il contatto tra di esse ma ne altera l'allineamento e la funzionalità. I chiropratici hanno messo in atto delle teorie per spiegare questo fenomeno, pubblicando dei lavori scientifici in proposito.

La principale terapia effettuata è la correzione o aggiustamento, in cui si applicano forze e leve, con precise ampiezze, direzioni e velocità, al fine di agire su tessuti e articolazioni adiacenti, influendo quindi sulla loro funzionalità. Una delle correzioni più usate è la manipolazione vertebrale, per cui si usano le mani dell'operatore o appositi strumenti con cui si sposta l'articolazione. 

Altre patologie per cui viene usata la chiropratica sono le algie neuro-muscoloscheletriche e in caso di diminuita funzionalità degli arti, come le algie degli arti e disfunzioni a livello lombo-sacrale. Risulta molto utilizzata anche in caso di vertigini, acufeni e protrusioni discali.  

Altre patologie in cui si applicano queste tecniche sono quelle che coinvolgono apparati e sistemi diversi da quello muscolare-scheletrico, come nel caso di disturbi dell'apparato sensoriale, respiratorio, gastrointestinale, genitale e cardiaco. 

La manipolazione spinale, tecnica molto usata in questo ambito, è applicata non solo per il sollievo dei dolori, ma anche la riduzione dell'asma, delle allergie e delle coliche. 

Controindicazioni ed effetti collaterali della chiropratica

Vi sono alcune tecniche chiropratiche che sono sconsigliate in caso si abbiano alcune patologie concomitanti, come fratture acute, alcune forme tumorali come quella al midollo spinale o a carico della colonna, ma anche in caso di ernia del disco, malformazione di Arnold-Chiari a livello cervicale superiore, osteoporosi avanzata, idrocefalo e molte altre patologie a carico dell'apparato muscolo-scheletrico. 

Eccetto questi casi, le manipolazioni chiropratiche sono in genere sicure e prive di effetti collaterali. 

La manipolazione spinale, invece, può in alcuni casi causare un irrigidimento temporaneo della schiena nonchè anche danni a livello vertebrale.

La chiropratica è efficace?

Nel 2007, una review scientifica ha valutato in modo critico le tecniche chiropratiche, valutandone la sicurezza, l'efficacia, i prezzi della chiropratica e prendendo in considerazione le ricerche scientifiche fatte a questo proposito. Le conclusioni, a cui sono giunti i ricercatori di questo articolo, sono che la chiropratica risulta efficace nel trattamento dei dolori alla schiena per quanto riguarda la manipolazione. La stessa tecnica non risulta efficace per altri tipi di dolori a livello muscolo-scheletrico. Inoltre, come scritto nella stessa review, spesso si possono avere effetti collaterali in seguito alle manipolazioni, che in qualche caso hanno provocato conseguenze più gravi. L'articolo conclude dicendo che l'efficacia della chiropratica non è dimostrata e non ha solide basi scientifiche che la confermino. 

Nonostante gli effetti collaterali che possono verificarsi come conseguenza in seguito alla manipolazione spinale, alcuni esperti ritengono questa tecnica sia di grande aiuto come coadiuvante delle cure per il dolore e nell'accelerazione della guarigione. 

In ogni caso, non tutti i problemi sono dovuti ad alterazioni dell'equilibrio della colonna vertebrale, come invece molti fautori di questa disciplina ritengono. Quindi non in tutti i casi è necessario applicare la chiropratica, che può essere una delle possibili terapie per alcuni tipi di dolore. A questo proposito, è importante che lo specialista faccia una corretta diagnosi in merito, in modo da valutare se è necessario intervenire oppure ricorrere ad altre strategie terapeutiche. 

Per quanto riguarda la cura con la chiropratica delle patologie che non coinvolgono la colonna vertebrale, come nel caso dell'asma o delle allergie, non esistono prove scientifiche dell'efficacia di queste tecniche in merito. 

Resta, quindi, al chiropratico il compito di definire i casi in cui può agire, e i casi in cui sarebbe meglio evitare, con un'onestà intellettuale che deve essere alla base di qualsiasi professione che abbia a che fare con la salute. 

Chiropratico o osteopata?

Una delle differenze tra le due professioni è a livello legale e dei percorsi formativi. La professione di osteopata è riconosciuta come professione sanitaria in seguito ad una legge del 2018, mentre non vi sono ancora oggi dei veri e propri percorsi formativi universitari, ma solo a livello di istituti privati. 

La differenza principale, però, tra le due discipline è nel principio di base da cui partono le loro teorie. Mentre per la chiropratica, alla base dei problemi patologici, ci sarebbe un'interruzione della comunicazione nervosa, nell'osteopatia le disfunzioni vengono viste come causate da disturbi nella circolazione del sangue. Le tecniche, inoltre, sono differenti, nonostante siano basate su manipolazioni in entrambe le discipline. Di conseguenza possono essere diversi anche i campi di applicazione.

 

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