Perdita dell'olfatto o anosmia: cause, diagnosi, cura

Anosmia o perdita dell'olfatto: cos'è esattamente?

L'anosmia consiste nella perdita totale del senso dell'olfatto, differente dall'iposmia in cui si una solo una riduzione di questa capacità sensoriale. 

 

 

L'anosmia è caratterizzata dall'impossibilità, da parte dei soggetti che ne sono affetti, di distinguere i vari sapori, che siano essi salato, dolce o amaro. I sapori, infatti, vengono percepiti non solo dai recettori presenti a livello della lingua, ma sopratutto attraverso l'olfatto. Come conseguenza di questo disturbo, quindi, i soggetti che ne soffrono non possono godersi il cibo come vorrebbero. 

L'olfatto, nel corso dell'evoluzione umana, ha perso parte della sua importanza che mantiene, in ogni caso, in alcune circostanze, come la percezione emotiva positiva o negativa evocata da determinati odori. Nella percezione degli odori è infatti coinvolto il sistema limbico, ossia quello emotivo-comportamentale. L'olfatto, inoltre, è strettamente connesso al gusto, seppur diviso a livello anatomico dato che vengono percepiti da sensori e nervi differenti. Questa connessione è dovuta all'emozione evocata dall'odore di un cibo, che riconduciamo ad un sapore. 

 

 

Nel tetto del naso, e precisamente a livello della lamina cribrosa che separa questa cavità dal cervello, vi è l'area olfattiva che possiede cellule ciliate la cui funzione è quella di captare gli odori. Le ciglia sono immerse in un gel che aiuta a solubilizzare le molecole volatili responsabili dell'odore, facilitandone la percezione. Proprio dalle cellule olfattive partono i nervi olfattivi, che raggiungono il bulbo olfattivo nel cervello, collegato poi ai centri cerebrali olfattivi della corteccia preippocampica. 

L'anosmia è molto frequente nei soggetti anziani di età superiore ai 60 anni, ma sopratutto dopo i 70 diventa molto più evidente e marcata. 

Perchè si ha anosmia?

Le cause dell'anosmia sono diverse: oltre all'invecchiamento, questo disturbo può essere dovuto ad un'ostruzione delle cavità nasali o ad un edema che ostacola il raggiungimento, da parte degli odori, dell'area olfattiva della cavità nasale e della sua connessione a livello cerebrale.

La perdita dell'olfatto si può avere in seguito a patologie che ne sono causa, come il trauma cranico che deriva spesso da incidenti. In seguito a questo, infatti, si può avere un danno ai nervi olfattivi, che hanno il compito di collegare i recettori del gusto al cervello. Il danno ai nervi olfattivi può essere dovuto anche a infezioni o tumori che colpiscono la lamina cribrosa, ossia la lamina ossea che separa la cavità nasale dal cervello. Il danno ai nervi olfattivi si può avere anche in seguito di patologie degenerative, come la sclerosi multipla, oppure in persone affette da morbo di Alzheimer.

L'anosmia si può avere anche in seguito ad infezioni che colpiscono le vie aeree superiori, come la classica influenza. In questo caso la perdita dell'olfatto è transitoria e la situazione ritorna alla normalità con il ristabilirsi della patologia. 

Una causa di perdita dell'olfatto sembra essere anche l'infezione dal virus Sars-CoV-2. Alcuni medici tedeschi e italiani hanno, infatti, notato l'assenza di olfatto in circa i due terzi delle persone infettate dal virus. Questo sintomo sembra essere solo transitorio e compare dopo pochi giorni dall'infezione, secondo tempi non ancora però noti in modo preciso. Queste osservazioni sono comunque ancora preliminari e necessitano di tempo per poter avere dei dati più certi.

 

 

Talvolta, in soggetti particolarmente sensibili, si può avere perdita dell'olfatto in seguito a terapie farmacologiche o radioterapia antitumorale, oppure come conseguenza di gravi infezioni dei seni paranasali o della presenza di polipi, così come anche per allergie stagionali che causano rinite allergica. In questi casi, l'anosmia può essere transitoria e durare anche per mesi, oppure diventare una condizione permanente. 

Un'altra causa è il tabacco, che sembra ridurre o causare la perdita dell'olfatto, anche se non si è ancora certi di questo effetto. Uno studio del 2020 ha rilevato che in pazienti affetti da perdita dell'olfatto per altre cause e traumi, si ha un miglioramento quando essi smettono di fumare. Il motivo di questo effetto è ancora di studiare. 

L'assenza congenita di olfatto è, invece, una condizione abbastanza rara. 

Cosa fare in caso di perdita dell'olfatto

Quando si sospetta una perdita dell'olfatto, ci si deve rivolgere al medico. Questo deve essere fatto in modo pronto e veloce sopratutto nel caso in cui compaiano alcuni campanelli di allarme, come un recente trauma cranico, oppure vi sia la comparsa di sintomi che possono segnalare un malfunzionamento del sistema nervoso, fra cui debolezza, perdita dell'equilibrio, difficoltà nel parlare, vedere e deglutire. In tutti questi casi si può avere anche anosmia. 

Il medico andrà a valutare la situazione, attraverso un'intervista conoscitiva della situazione clinica del paziente ed un esame obiettivo del soggetto. Verranno poste quindi domande riguardanti i raffreddori, l'influenza e i traumi cranici eventualmente subiti, e si andranno a valutare i sintomi neurologici, come la vista doppia, la capacità di deglutizione, la memoria a breve termine. Altre indagini riguardano le terapie farmacologiche in atto, l'esposizione a fumi e sostanze chimiche, nonchè anche eventuali allergie e interventi chirurgici subiti. In seguito a questo, egli potrà valutare ed identificare le cause dell'anosmia o vedere gli ulteriori accertamenti da effettuare. 

Per fare un esame dell'olfatto, il soggetto verrà esposto a degli odori molto comuni e facilmente riconoscibili, come caffè, chiodi di garofano, vaniglia e sapone. Egli dovrà identificare ciascun odore.

Un altro tipo di test per l'olfatto può essere quello in cui si usano dei kit appositi, in cui il soggetto dovrà grattare un campioncino in cui è presente un odore, che lui dovrà identificare. In alcuni casi ciascun campioncino può essere in forma liquida e il medico potrà farne differenti diluizioni, in modo da valutarne le diluizioni percepite dal paziente. 

In caso di presenza di ostruzioni o deviazione del setto nasale, si può fare un esame endoscopico con fibre ottiche. Usando delle sonde sottili è possibili andare ad ispezionare la porzione superiore della cavità nasale, ossia il meato supremo, e di conseguenza identificare la presenza di polipi o ostacoli meccanici che impediscono alle molecole odorose di essere percepite. Questo permette di escludere la causa ostruttiva dell'anosmia e di procedere eventualmente con ulteriori accertamenti diagnostici. 

Nel caso in cui questi tipi di test non rilevino la causa dell'anosmia, allora si sottopone il soggetto ad ulteriori accertamenti, come la tomografia computerizzata, ossia la TAC, o la risonanza magnetica per immagini (RMI) della testa. In seguito a questi esami si può andare ad identificare la presenza di strutture anomale a livello cerebrale, come tumori, ascessi o fratture. 

Curare la perdita dell'olfatto

A seconda della causa dell'anosmia il medico prescriverà una cura specifica che vada ad alleviare questo disturbo. Nel caso di infezioni ai seni paranasali, come la sinusite, si usano di solito degli spray nasali o degli antibiotici ma, talvolta, si ricorre anche ad interventi chirurgici. In alcuni casi, però, nonostante il trattamento l'olfatto non torna, nonostante la sinusite sia stata curata. 

Nel caso dei tumori, anche dopo la loro asportazione e la radioterapia, il senso dell'olfatto non viene recuperato.

Nel caso della presenza di polipi nella cavità nasale, invece, in seguito alla loro rimozione si ha un ripristino della capacità olfattiva. 

Tutte le cure sono comunque dirette alle cause dell'anosmia, ma per il sintomo in sè non vi è un trattamento che possa agire direttamente sul ripristino dell'olfatto. I soggetti che hanno un senso olfattivo ridotto, ma non completamente annullato, sopperiscono a questo problema usando aromatizzanti per cibi molto concentrati. 

Nel caso delle ostruzioni che causano anosmia, è possibile procedere con interventi chirurgici che la rimuovano, portando quindi al ripristino della funziona olfattiva. Questi sono in genere realizzati senza ricovero del paziente e talvolta con la sola anestesia locale, in modo semplice e sicuro.

Precauzione per soggetti senza olfatto

Per i soggetti che hanno subìto la perdita dell'olfatto è importante adottare alcune precauzioni, come l'uso di allarmi acustici o visivi antincendio, dato che non avvertirebbero l'odore di fumo. 

Inoltre, viene spesso raccomandata un'attenzione maggiore nella conservazione dei cibi, in quanto non potendo avvertirne l'odore, non possono rendersi conto degli alimenti eventualmente andati a male. 

Inoltre, si sconsiglia a questi soggetti l'uso di gas naturale per la cottura dei cibi, perchè non potrebbero accorgersi di un'eventuale perdita o fuga di gas. 

 

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