Perché il powerbuilding (oggi) è peggio del bodybuilding

Powerbuilding: un termine sempre più in voga nel mondo del fitness, nato grazie alla sempre maggior popolarità del powerlifting. Molti lo propongono come il metodo di allenamento ideale, ma dopo aver frequentato una palestra in cui molti si allenano con questa "filosofia", e osservato chi la propone su Youtube, mi è venuto più di un dubbio in merito e sono sempre più convinto del fatto che, per come è declinato attualmente, il powerbuilding non sia una buona scelta perché prende il peggio, e non il meglio, delle due discipline che vorrebbe "unire".

 

 

Alla fine dell'articolo proporrò una mia versione del powerbuilding, che prevede un aspetto che purtroppo non è ancora stato preso in considerazione e che però renderebbe molto più salutare questo "sport".

Cos'è il powerbuilding

Il powerbuilding è una disciplina che unisce il bodybuilding e il powerlifting. Il powerlifting è una disciplina agonistica che prevede l'esecuzione di tre alzate muscolari: la panca piana, lo squat e lo stacco da terra. gli atleti vengono divisi in categorie di peso e la prestazione si misura tramite la somme del totale del peso sollevato nelle tre alzate. Esistono anche gare, e quindi classifiche e record nazionali e mondiali per ognuna delle alzate.

 

 

Il bodybuilding è la disciplina che, tramite l'allenamento e la dieta, ricerca il massimo sviluppo muscolare associato alla minor percentuale possibile di massa grassa.

Le due discipline ovviamente hanno tanto in comune, soprattutto per quanto riguarda l'allenamento (e non solo): molti bodybuilder sono anche powerlifter, ne cito solo uno, il bodybuilder più impressionante di tutti i tempi, Ronnie Coleman, che prima di dedicarsi alla disciplina che lo avrebbe reso famoso, era un powerlifter. Per sviluppare la massa muscolare bisogna allenare la forza, e di converso chi allena la forza vedrà anche crescere la massa muscolare. Tuttavia, bisogna specificare che al bodybuilder potrebbe non interessare minimamente lo sviluppo della forza, come al powerlifter potrebbe non interessare lo sviluppo della massa (anzi, lo auspicherebbe, visto che in questo modo potrebbe gareggiare in una categoria di peso inferiore!).

Ma se le due discipline sono tanto simili, perché è nata l'esigenza di inventarsi questo nuovo termine? Perché in effetti qualche differenza nei due metodi di allenamento c'è. L'ipertrofia muscolare si ottiene sia allenando la forza massima, con carichi superiori all'80% del massimale e con serie composte da un numero di ripetizioni inferiori a 8; sia allenandosi in un range di ripetizioni da 8 a 15, dove si allena in parte la forza massima, in parte la forza resistente. Chi fa powerlifting si allenerà maggiormente nel range di ripetizioni 1-8, chi fa bodybuilding si allenerà maggiormente nel range 8-15. In realtà oggi sempre più bodybuilder utilizzano un approccio ibrido, di fatto già seguendo la "strada" dettata dal powerbuilding, infati c'è chi pensa che il powerbuilding sia solo una trovata commerciale.

Un'altra differenza sostanziale riguarda il tipo di esercizi che vengono svolti in palestra dalle due tipologie di atleti: chi fa bodybuilding in genere utilizza le macchine per allenarsi, e al limite i manubri, ma difficilmente utilizza i bilancieri, mentre il powerlifter usa praticamente solo i bilancieri per allenare le sue alzate. Parlare di prestazione con le macchine non ha molto senso, sia perché ogni macchina può avere configurazioni differenti e quindi non si possono facilmente confrontare le prestazioni (posso sollevare 100 kg di massimale in una lat machine, 90 in un'altra, e 105 in un'altra ancora...), mentre nelle alzate standard come la panca piana, lo squat e lo stacco da terra la prestazione è facilmente standardizzabile.

 

 

Insomma, la grande differenza tra le due discipline riguarda l'obiettivo: il powerlifter è il soggetto interessato solo alla prestazione, ovvero allo sviluppo della forza inteso come massimale nelle alzate di riferimento; il bodybuilder è interessato solo all'estetica, dunque allo sviluppo della massa muscolare e non è particolarmente interessato alla prestazione "pura" ovvero ai kg sollevati nei vari esercizi.

Il powerbuilder è un atleta interessato (o meglio, che dovrebbe essere interessato) sia alla prestazione, che all'estetica.

Il problema di chi fa powerbuilding oggi

Quello che spesso noto frequentando la palestra, è che i cosiddetti powerbuilder in realtà sono soggetti che si allenano come powerlifter, ma non gareggiano. Io tutta questa attenzione all'estetica non la vedo, anzi. I promotori del powerbuilding si focalizzano tanto sulla prestazione, ma non particolarmente sull'estetica e soprattutto, molto poco sulla dieta e in particolare sul contenimento della massa grassa. Il fatto è che forza e contenimento della massa muscolare sono due caratteristiche in antitesi tra di loro. Sono incompatibili. Non si può sviluppare al massimo la forza e contemporaneamente essere molto magri. Non a caso, se si escludono le categorie di peso molto basse, diciamo fino alla 75 kg, i powerlifter sono spesso atleti non particolarmente alti di statura, e piuttosto in sovrappeso o per lo meno non di certo "tirati".

Per la maggior parte dei cosiddetti "powerbuilder" (date un'occhiata ai vari Youtuber che propongono il powerbuilding...) la massa grassa da "tirati" corrisponde se va bene al 15%, dunque la percentuale al di sotto della quale si iniziano a vedere bene gli addominali. Ma per un bodybuilder questa è la spesso la massa grassa di partenza, quella in "off season"! Insomma, se l'estetica è importante per il powerbuilder, perché quando si parla di powerbuilding non si fa riferimento anche alla massa grassa, alla dieta, e magari anche al cardio necessario per mantenerla bassa? Perché in realtà, oggi, il powerbuilding è molto orientato alla forza e pochissimo all'estetica.

Perché avviene questo? A mio parere perché allenarsi è divertente, fare la dieta no. Quindi è molto più facile appassionare le persone alla prestazione, mostrando come si diventa forti, come si arriva a 100 kg di panca, piuttosto che spingere le persone verso il mantenimento, per esempio, tutto l'anno, del 12% di massa grassa.

Quello che vedo in palestra nella zona "power", dove si trovano le panche e il rack, è gente con una massa grassa spesso superiore al 20%, che cerca di aumentare i carichi ed è disposta a tutto per farlo, spesso anche a ingrassare. Perché il grosso problema è questo: se punto tutto sulla prestazione ben presto scoprirò che più sono pesante, più sollevo, e che la massa grassa mi aiuta a sollevare di più, e quindi naturalmente tenderò ad accumularne in eccesso.

Se poi non gareggio e non ho limiti di peso, auguri: vedo ragazzi ventenni in preoccupante progressione lipidica, concentrati solo sul loro record di panca, e sostanzialmete incuranti dei loro addominali che stanno annegando in una mare di ciccia.

Nessun bodybuilder si proporrebbe come tale senza sfoggiare un fisico asciutto, oltre che grosso. Nel powerbuilding questa attenzione al contenimento della massa grassa non lo vedo mai. Ma allora non dite che il powerbuilder è attento all'estetica, perché essere grossi e grassi potrà piacere a qualcuno, ma non si può di certo dire che sia un ideale estetico "universale".

Il powerbuilding OGGI non è salutare

Il problema vero di questo tipo di approccio è di tipo salutistico. Il fatto di fregarsene sostanzialmente di rimanere al di sotto di una certa percentuale di massa grassa, fa si che molti powerbuilder non pratichino alcun tipo di attività aerobica di medio-alta intensità. Si troveranno così ad avere un sistema cardiovascolare non particolarmente allenato, che associato ad una massa grassa non ottimale, non gioverà di certo al loro cuore, tra l'altro ipersollecitato con sforzi submassimali che tenderanno a farlo diventare ipertrofico, ma nel modo meno salutare (con un ispessimento delle pareti del cuore, e non delle cavità come avviene agli atleti di resistenza).

Inoltre, avendo esclusivamente interesse alla prestazione, la probabilità di incappare in infortuni è praticamente certa, è solo questione di tempo. Perché checché se ne dica, stiamo parlando di un'attività ad alto impatto e uno può controllare fin che vuole la tecnica degli esercizi, ma a furia di cercare di aumentare il massimale prima o poi si arriverà a ridosso del proprio limite genetico (e non ci vogliono 10 anni, ne bastano molti meno), e quasi sempre quando si arriva a questo punto, ci si infortuna. Il fatto è che la motivazione per praticare il powerbuilding è spesso solo l'aumento del massimale, dunque giunti al punto che questo non cresce più, o giunti al punto in cui ci si infortuna, continuare ad allenarsi potrebbe diventare un calvario. Niente di male, sia chiaro, nel voler divertirsi cercando di capire dove si può arrivare, l'infortunio è nelle cose, quando si pratica qualunque sport cercando il proprio limite. Basta però aver contezza del fatto che questo modo di allenarsi e nutrirsi non è di certo quello ottimale per la salute, e che esistono alternative migliori.

Se uno è veramente interessato all'estetica, deve mantenere la propria massa muscolare sotto al 15%. Per farlo, se escludiamo pochissimi fortunati (o i soggetti particolarmente giovani), è necessario introdurre una qualche forma di attività di resistenza (il cosiddetto cardio) all'allenamento con i pesi, a cui affiancare anche un'alimentazione più salutare (con meno calorie). E tutto questo dovrebbe avere la stessa importanza della ricerca del massimale. Il powerbuilding, declinato in questo modo, sarebbe molto più salutare.

Ma chi, tra i fan di questa disciplina, promuove lo svolgimento di un'attività cardio SERIAMENTE? In pochi (che io sappia nessuno, ma non conosco tutti). Ci si limita a dire che una corsetta ogni tanto fa bene (o addirittura che non fa male, perché non limita più di tanto la crescita muscolare), ma questo non è di certo sufficiente. Ci si concentra troppo sull'alimentazione per diventare grossi, e troppo poco su quella per rimanere magri. Per questo dico che OGGI, il powerbuilding non è salutare.

Se il powerbuilding deve essere questo, cioè di fatto un powerlifting non competitivo che di "bodybuilding" non ha nulla, allora molto meglio avere un approccio da bodybuilder: minor ossessione sull'aumento del massimale, con meno probabilità di infortunio. Maggior focus sul contenimento della massa grassa, e di conseguenza maggior enfasi sulla dieta corretta e ipocalorica, e sul cardio. 

Cuore più sano, articolazioni più sane, dieta più sana, migliore estetica.

 

 

 

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