Endless pool (nuoto controcorrente)

Per "endless pool" (letteralmente "piscina senza fine") s'intende una piscina di piccole dimensioni nella quale è installato un sistema che genera un flusso di corrente grazie al quale è possibile nuotare rimanendo fermi. In pratica, è l'equivalente del treadmill (o tappeto, o tapis roulant), ma applicato al nuoto.

Questi sistemi sono stati ideati per ragioni di spazio, perché consentono la pratica del nuoto in spazi molto più ristretti rispetto ad una piscina, e ovviamente anche per motivi economici, perché costruire una piscina da 25 metri (il minimo indispensabile per nuotare decentemente) costa enormemente di più rispetto ad una endless pool.

Le prime endless pool sono state ideate e messe sul mercato negli anni 70, all'inizio il getto di acqua era eccessivamente turbolento, dagli anni 80 si iniziarono ad usare macchine più efficaci, in grado di generare flussi di acqua sempre più "puliti".

In Italia questi sistemi sono venduti da diverse aziende, ma non sono ancora molto diffusi soprattutto nelle strutture pubbliche. A Milano ha aperto nel Dicembre del 2017 Tri60, una struttura specializzata nell'allenamento indoor del triathlon, che dispone, oltre alle attrezzature per allenarsi nella corsa e nel ciclismo, di 2 endless pool per un totale di 4 postazioni. Ho provato personalmente ad allenarmi in questa struttura e ho deciso di riportare le prime impressioni riguardo l'efficacia di allenarsi in una endless pool, piuttosto che in piscina.

Come funziona

Endless pool (nuoto controcorrente)

Il flusso della endless pool si può regolare in due modi: tramite un telecomando o tramite un'app per smartphone. Con quest'ultima è possibile programmare un allenamento, semplicemente dividendolo in sezioni e scegliendo velocità e durata di ogni sezione. Una volta fatto partire l'allenamento, la endless pool regolerà automaticamente la velocità in base a quanto impostato nell'app.

La endless pool è dotata di due specchi: uno reclinato, posizionato davanti al nuotatore, che consente di visualizzare praticamente tutto il corpo, dalla testa alle cosce (anche i piedi, se si nuota in posizione avanzata), con una prospettiva frontale / dal basso; e uno piatto, posizionato sotto il nuotatore, che consente di visualizzare praticamente tutto il nutatore con una prospettiva dal basso. Lo specchio reclinato è molto utile perché lo si può guardare in continuazione, mantenendo una posizione naturale della testa durante la nuotata. Per guardare il secondo specchio bisogna inclinare la testa e quindi ci si "dà un'occhiata" solo ogni tanto, per valutare alcuni dettagli della nuotata (per esempio la traiettoria della mano), ma è più complesso guardarlo in continuazione perché bisognerebbe tenere la testa in posizione non ideale durante il gesto atletico.

I vantaggi dell'endless pool

 

 

Le cose che ho apprezzato dell'endless pool sono sicuramente di più rispetto a quelle negative. Di alcune sono addirittura entusiasta.

Partiamo dai vantaggi più scontati: con la endless pool è possibile nuotare in continuo, evitando le virate, per questo viene consigliata ai triathleti, che gareggiano spesso in acque libere. Questo vantaggio certamente esiste, ma a mio parere non è quello strategico (basta andare in una piscina olimpionica per mimare abbastanza bene il nuoto in acque libere). Più interessante è il vantaggio relativo alla possibilità di allenarsi più facilmente nelle transizioni, soprattutto in una struttura come Tri60, in cui nella stanza a fianco ci sono le biciclette da corsa posizionate sui rulli.

Quello che ho trovato favoloso è l'utilizzo degli specchi. Potersi vedere durante la nuotata consente quello che non è possibile fare in nessun altro modo: correggersi mentre si nuota avendo un feedback immediato rispetto a quello che si fa per correggere un errore, e il risultato di questa correzione. Questo non è possibile farlo né con un video, né con l'allenatore, né con nessun altro strumento.

Il video non si può visualizzare mentre si nuota: nel video vediamo l'errore, ma non possiamo "sentire" e quindi memorizzare IN TEMPO REALE le sensazioni che abbiamo MENTRE commettiamo l'errore. Quando torniamo in acqua proviamo a correggere l'errore, e il coach può indicarci se lo stiamo correggendo o meno, eventualmente possiamo fare un altro video che ci dirà se lo abbiamo corretto e come, ma è cosa molto diversa dal poter controllare in tempo reale se stiamo adottando le posture e i movimenti giusti per correggerci. Questo feedback continuo che abbiamo in acqua consente uno scambio di informazioni tra il cervello e i nostri muscoli molto più proficuo e intenso rispetto a qualunque altro allenamento di tecnica.

Probabilmente un nuotatore non evoluto e quindi meno consapevole dei propri errori (o incapace di decifrarli) avrà bisogno di un allenatore che lo aiuti ad utilizzare al meglio gli specchi per eseguire questo tipo di valutazione.  Ma sono convinto che una seduta di allenamento ben fatta, coadiuvata dall'aiuto di un allenatore, con la endless pool, sia molto più efficace di una seduta in piscina, se lo scopo è quello di migliorare la tecnica.

Un altro aspetto interessante dell'allenamento nella endless pool è il fatto di poter impostare una velocità costante. In piscina non sappiamo esattamente che velocità stiamo tenendo, lo scopriamo solo alla fine della ripetizione, guardando il cronometro. Certo, possiamo farlo con opportuni strumenti (tempo trainer o cronometro al polso), ma possiamo controllarlo sempre e solo alla fine della vasca. Con la endless pool invece siamo sicuri di star nuotando a quella velocità e non appena andiamo in crisi, lo capiamo immediatamente perché iniziamo a cedere alla corrente, arretrando. Nel nuoto spesso si tende a "mollare" verso la fine delle ripetizioni, di fatto facendo diventare tutte le serie "regressive" (dove si parte forte e si molla nell'ultima vasca). Con la endless pool questo non si può fare e quindi si impara a "tenere duro" fino alla fine delle ripetizioni, mantenendo davvero una velocità costante.

Gli svantaggi della endless pool

Veri svantaggi non ce ne sono, se si parte dal presupposto che non è possibile sostituire in toto la piscina con la endless pool. Ovviamente non immaginavo che la endless pool consentisse di mimare esattamente il gesto atletico e infatti così non è, anche se devo dire che la sensazione che si ha è molto simile a quella di nuotare in piscina, senza particolari differenze. Lo stesso si può dire per il tapis roulant: ci si può allenare sul tappeto, ma non si può di certo pensare di allenarsi SOLO sul tappeto, se l'obiettivo è quello di gareggiare su strada. Dunque la endless pool può essere tranquillamente utilizzata, anche in modo esclusivo, per mantenersi in forma (come il tapis roulant, del resto), mentre deve rimanere uno strumento di allenamento complementare per chi vuole gareggiare nel nuoto o nel triathlon.

Nella fattispecie, l'impressione che ho avuto è quella di nuotare con le gambe più affondate del solito, e di questo mi pare di aver avuto conferma anche nel video che ho realizzato (anche se per avere una conferma al 100% bisognerebbe eseguire un video subacqueo). Un'altra impressione che ho avuto è quella di un minor coinvolgimento delle gambe e un maggior coinvolgimento delle braccia. Per analizzare meglio questi aspetti, dovrei provarla altre volte: quando accadrà non mancherò di aggiornare l'articolo. Nel frattempo, non posso che consigliare l'uso della endless pool per le vostre sedute di tecnica!

 

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