Aglianico e Taurasi DOCG

Il Taurasi è un vino rosso campano, diventato DOCG nel 1993, la cui produzione è consentita solo in provincia di Avellino e solo con uve Aglianico in purezza (minimo 85%).

 

 

Il Taurasi, pur non essendo molto famoso, è uno dei vini più eleganti e rinomati del Sud Italia, tanto che spesso viene detto "il Barolo del Sud". Con il grande vino piemontese condivide più che altro la capacità di longevità (mediamente di 8-10 anni), ma per quanto riguarda il territorio, l'uva e il gusto sono totalmente diversi.

Caratteristiche del vitigno Aglianico

L'Aglianico è una delle uve più rappresentative del Sud Italia, è diffuso un po' in tutte le regioni del Meridione, soprattutto in Campania (dove dà vita a 2 DOCG: Taurasi DOCG e Aglianico del Taburno DOCG), in Basilicata (dove forma l'Aglianico del Vulture DOCG) e in misura minore in Puglia e in Molise.

Le origini di questo vitigno affondano nell'epoca greca, molto probabilmente, infatti, lo stesso termine Aglianico deriva dalla distorsione del termine "ellenikon", cioè greco, secondo la successione hellenico - hellanico - hallanico e infine aglianico.

Gli Etruschi e i Romani già coltivavano questa uva, che faceva parte della grande famiglia delle Aminee con tante sottovarietà e biotipi diversi, tutt'oggi esistenti.

Oggi la terra d'elezione dell'Aglianico è senza dubbio l'Irpinia, una zona nell'entroterra campano, in provincia di Avellino, caratterizzata da un terreno vulcanico, dove la vite di Aglianico ha trovato il suo habitat naturale e regala le sue migliori espressioni.

 

 

Taurasi

Questa è una delle differenze fondamentali tra l'Aglianico e il Nebbiolo, mentre il secondo, infatti, cresce in terreni argillosi e calcarei, il primo predilige terreni vulcanici, e questo poi si manifesta in tutta la sua diversità anche nei rispettivi vini: Taurasi e Barolo.

Non è un caso, infatti, che anche un'altra DOCG ottenuta con uve Aglianico in Basilicata sia coltivata alle pendici del Vulture, un vulcano spento (Aglianico del Vulture DOCG).

La zona del Taburno, invece, patria dell'ultima nata DOCG a base Aglianico, è una zona montuosa dell'Appennino campano in provincia di Benevento, con terreno calcareo e qui il vitigno dà origine a vini più morbidi.

 

 

L'Aglianico ha una maturazione molto tardiva, si vendemmia tra il 15 ottobre e il 15 novembre, la sua produttività è piuttosto abbondante e costante.

La foglia è media, pentalobata, di colore verde cupo con superficie glabra e opaca. Il grappolo è piuttosto piccolo, compatto, cilindrico o conico. L'acino è piccolo, sferoidale, di colore blu intenso, con buccia pruinosa e resistente.

Il Taurasi DOCG

Il Taurasi DOCG viene prodotto nella zona dell'Irpinia, in un territorio esclusivamente collinare e ben esposto al sole, con assoluta esclusione dei fondovalli umidi e non sufficientemente soleggiati. Questa zona comprende circa 17 comuni in provincia di Avellino.

Taurasi è uno di questi comuni, un piccolo paese che prende il nome da un'antica colonia romana, Taurasia, fondata dopo aver sconfitto il popolo locale degli Irpini, nell'80 d.C..

La resa massima per ettaro è di 10 tonnellate, per una produzione annua di circa 5 mila ettolitri e il titolo alcolometrico minimo è di 12%.

L'Aglianico deve concorrere per almeno l'85% al vino Taurasi DOCG, più sono ammesse altre uve a bacca nera non aromatiche della zona. 

Il periodo minimo di invecchiamento è fissato a 3 anni, di cui almeno uno in botti di legno. Per la tipologia Riserva, invece, il periodo di invecchiamento minimo è di 4 anni, di cui almeno 18 mesi in botte.

Il Taurasi è un vino molto potente, strutturato, molto secco e molto tannico, con grandi sensazioni pseudocaloriche.

Ha un colore rosso rubino molto intenso, con riflessi che tendono al violaceo quando è giovane o al granato quando è invecchiato. 

Da giovane il Taurasi è un vino aspro e sgarbato, che tende ad addolcirsi e ad ammorbidirsi quando è più invecchiato.

Si abbina bene alle grigliate o agli arrosti di carne, alla selvaggina e alla cacciagione e a formaggi stagionati.

 

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