Barbera

La barbera, alcune volte detto anche IL barbera al maschile, è un vitigno a bacca rossa originario del Piemonte, della zona sud-est tra le province di Asti ed Alessandria, dove esprime al meglio il proprio carattere.

La barbera viene coltivata anche nelle zone limitrofe, come nel sud della Lombardia, nella zona detta Oltrepò pavese, e anche in alcune province dell'Emilia (Piacenza, Parma, Modena e Bologna).

Recentemente è stato impiantata anche in altre regioni d'Italia, soprattutto in Lazio, Puglia e Campania, e la sua diffusione è aumentata a tal punto che può essere considerata un vitigno nazionale, seconda solo al sangiovese, grazie anche al fatto che è un'uva molto resistente alle malattie, quindi viene preferita a tante altre più delicate.

Inoltre, la barbera è diffusa anche all'estero.

La barbera può essere vinificata in purezza, oppure usata per realizzare degli uvaggi, inoltre può dare sia vini rossi fermi, che vini rossi vivaci o frizzanti.

A volte viene vinificata anche come vino dolce, si pensi al Sangue di Giuda (Lombardia) o alla Malvasia di Castelnuovo Don Bosco (Piemonte). 

Caratteristiche della barbera

La barbera ha foglia di medie dimensioni, forma pentagonale e pentalobata di colore verde chiaro.

Il grappolo può essere piramidale o cilindrico, molto compatto.

L'acino è di medie dimensioni, di forma ellissoidale, con buccia spessa e pruinosa e di colore blu intenso, che conferisce quel tipico colore rosso rubino dai riflessi violacei al vino ottenuto con l'uva barbera.

 

 

Matura a fine settembre, a volte anche nella prima decade di ottobre e la sua produttività è generalmente costante e abbondante. 

Predilige terreni argillosi mentre non ama i terreni sabbiosi, si adatta bene ai climi siccitosi e ventosi ma non ama le gelate.

Alcuni vini prodotti con percentuali di uve barbera sono: Cesanese del Piglio DOC (Lazio), Bardolino DOC (Veneto), Falerno del Massico DOC (Campania) o il Rosso Orvietano DOC (Umbria).

La barbera e il Piemonte

Barbera

Il Piemonte è la zona prediletta dalla barbera, nonché la sua terra natia. Documenti ampelografici storici, infatti, testimoniano che la barbera è originaria della zona del Monferrato (da un testo del botanico Giorgio Galessio del 1839 che la chiamava "vitis vinifera montisferratensis").

In questa regione la barbera dà vita ad innumerevoli vini, a volte in purezza, più spesso come uvaggio, di cui 18 DOC e 2 DOCG. Le DOCG sono: Barbera del Monferrato e Barbera d'Asti, tra le DOC menziono le principali: Barbera d'Alba, Langhe rosso, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Ruchè e Albugnano.

Barbera del Monferrato DOCG

Il vino Barbera del Monferrato ha ottenuto la DOCG il 30 novembre 2011. La zona di produzione comprende alcuni comuni delle province di Asti e di Alessandria. Qui il barbera ha una resa di 10 t/ha.

 

 

I vitigni con cui è ammesso fare il Barbera del Monferrato sono: barbera per almeno un 85%, più un'aggiunta di dolcetto, grignolino e/o freisa (altri vitigni tipici della zona) per un massimo del 15%.

Il titolo alcolometrico minimo previsto da disciplinare è di 11,5% (12,5% per la categoria Superiore).

Può essere commercializzato nelle categorie: Secco, Abboccato, Frizzante, Vivace o Superiore (se ha subito un affinamento di minimo 14 mesi).

Il colore è rosso rubino, che tende al granato via via che aumenta l'invecchiamento, l'odore è intenso e prevalentemente fruttato (ciliegie e prugne), con note di spezie e di viole.

In bocca è corposo, asciutto, armonico e gradevole, più delicato di quello d'Asti, di facile beva e meno adatto all'invecchiamento.

Si abbina bene al bollito misto tipico piemontese, agli agnolotti, ai formaggi mediamente stagionati e alle carni arrosto in genere.

Barbera d'Asti DOCG

La Barbera d'Asti è un vino a denominazione DOCG dal 30 novembre 2011, la zona di produzione comprende tutta la provincia di Asti e alcuni comuni della provincia di Alessandria.

La Barbera d'Asti è prodotta in grandi quantità in più di mille ettari di terreno e con una produzione annua di 223 mila litri annui (dati aggiornati al 2012), più del triplo della Barbera del Monferrato.

Il disciplinare prevede che sia composta da un minimo di 90% di barbera, più un 10% a scelta tra altri vitigni a bacca rossa non aromatici tipici del Piemonte, solitamente grignolino, freisa e/o dolcetto.

Richiede un invecchiamento di almeno 4 mesi da passare in botte di legno.

La DOCG Barbera d'Asti è suddivisa in 4 sottocategorie territoriali, che vanno menzionate in etichetta:

  • Barbera d'Asti Superiore: alcolicità minima di 12% e invecchiamento di almeno 14 mesi;
  • Barbera d'Asti Superiore Nizza: alcolicità minima di 13% e invecchiamento di almeno 20 mesi;
  • Barbera d'Asti Superiore Tinella: alcolicità minima di 13% e invecchiamento minimo di 23 mesi;
  • Barbera d'Asti Superiore Colli Astiani: alcolicità minima di 13% e invecchiamento minimo di 23 mesi.

La Barbera d'Asti è un vino di grande struttura e sapidità, con un'acidità minore rispetto a quella del Monferrato, ma è più longeva, fino a 4 o 5 anni se correttamente conservata.

Si abbina bene agli agnolotti, al bollito misto, ai formaggi stagionati, a piatti a base di tartufo e alla selvaggina.

La Barbera d'Asti e la Barbera del Monferrato sono tutelate dallo stesso Consorzio.

 

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