Intervento chirurgico alla prostata

Esistono diverse forme di intervento in caso di ipertrofia prostatica, che dipendono dalla gravità della patologia.

 

 

Interventi termici per la prostata

Si tratta di interventi che sfruttano il calore o l'emissione di radiofrequenze per indurre la necrosi o l'ablazione del tessuto prostatico.

TUMT e TUNA sono glin interventi consigliati per una prostata che non superi i 50 g di peso.

La TUMT o termoterapia transuretrale a microonde (Trans-Urethral Microwave Thermotherapy) si effettua inserendo in uretra una sonda che induce la necrosi del tessuto della prostata tramite la produzione di onde termiche. Dopo l'intervento il paziente deve portare il catetere per un breve periodo, il decorso è di cica due mesi.

La TUNA o ablazione prostatica con ago a radiofrequenza (Trans-Urethral Needle Ablation of the prostate) utilizza invece le radiofrequenze per eliminare il tessuto prostatico. Il decorso post-operatorio è simile a quello della TUMT

La ILC o coagulazione laser interstiziale (Interstitial Laser Coagulation) utilizza il laser per coagulare il tessuto della prostata. Il catetere va portato per una o due settimane e il decorso post-operatorio è di due-tre mesi.

Interventi chirurgici per la prostata

La TURP (resezione prostatica trans-uretrale)

Intervento rimozione prostata

Tendenzialmente si sceglie la TURP in caso di prostate di dimensioni medio-piccole, si predilige l’adenectomia in caso di prostate di grandi dimensioni.

Le dimensioni della prostata vengono esaminate tramite l'esecuzione di un'ecografia transrettale. La TURP  viene effettuata con un particolare endoscopio (resettore) dotato di un sistema ottico, introdotto nel canale urinario attraverso il pene, che permette di asportare tessuto iperplasico ostruente e quindi riduce le dimensioni della prostata.

 

 

La TURP si effettua su prostate di piccole-medie dimensioni, in anestesia spinale. Una piccola telecamera collegata ad un monitor permette anche al paziente di seguire tutte le fasi dell'intervento. Viene posizionato un catetere urinario che va tenuto per circa 3-4 giorni. La degenza in ospedale si aggira intorno ai 3-6 giorni.

Le complicanze della TURP sono principalmente le emorragie, l’incontinenza urinaria, le stenosi uretrali e la sclerosi del collo vescicale.

Adenectomia prostatica

L'adenectomia prostatica (o intervento di Millin), viene effettuata o in anestesia generale o spinale. Si effettua un'incisione sotto-ombelicale e si raggiunge la prostata per via trans-vescicale. Viene aperta la sua capsula ed enucleata con un dito la parte adenomatosa della prostata. Viene posizionato sia un catetere di drenaggio che quello vescicale, che dovrà essere tenuto per circa 7 giorni.

La degenza in ospedale dopo questo intervento alla prostata dura circa 6-8 giorni, in quanto c’è stata una ferita chirurgica che richiede alcune medicazioni e la rimozione dei punti di sutura. Si ricorre, come già detto, a questo intervento quando la prostata è troppo grande e quindi la TURP non risulterebbe efficace.

TUIP

La TUIP o incisione transuretrale della prostata (Trans-Urethral Incision of the Prostate) è un intervento effettuato in endoscopia per ipertrofie di lieve e media entità, dove non si asporta tessuto ma viene solamente effettuata una incisione sulla prostata. Il decorso è piuttosto breve.

Interventi con il laser

 

 

La HoLEP o enucleazione prostatica tramite laser a Holmio (Holmium Laser Enucleation of Prostate) si effettua per via endoscopica. Dopo aver inserito la sonda attraverso l'uretra si incide la prostata e si elimina la parte in eccesso. Dopo l'operazione si deve portare il catetere per un paio di giorni.

La TULIP o incisione prostatica transuretrale mediante laser (Trans-Urethral Laser Incision of the Prostate) è simile alla tecnica TUIP con tempi di degenza leggermente superiori.

Fotovaporizzazione selettiva

Chiamata anche Green Light PVP, la fotovaporizzazione utilizza un laser a luce verde per vaporizzare la lesione. È un'operazione veloce e con tempi di recupero di due settimane al massimo.

Complicanze degli interventi alla prostata

Dipendono ovviamente dall'importanza dell'intervento ovvero dalla porzione di prostata eliminata e dalla gravità della situazione iniziale.

  • emorragia
  • ritenzione urinaria
  • infezione urinaria
  • orchiepididimite
  • complicanze peri-operatorie che includono broncopolmonite, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, osteite del pube, infezione della ferita chirurgica
  • incontinenza urinaria
  • sclerosi del collo vescicale
  • stenosi dell'uretra
  • eiaculazione retrograda (responsabile di probabile sterilità)
  • deficit delle erezioni

Dopo l'intervento alla prostata

Dopo l'intervento alla prostata (vale per entrambe le operazioni) possono comparire alcuni lievi disturbi che scompaiono poi spontaneamente nell’arco di qualche giorno.

Per esempio il paziente può avvertire un senso di bruciore dovuto al catetere, a volte può aumentare lo stimolo urinario, possono comparire delle urine rosse. A volte può capitare che il paziente abbia delle perdite urinarie: è del tutto normale e vengono insegnati al paziente particolari esercizi che hanno lo scopo di rinforzare i meccanismi muscolari preposti alla continenza dell’urina.

Per circa 1 mese è bene astenersi dall’attività sportiva, sessuale e dai viaggi lunghi in macchina o in treno.

Dopo 10-15 giorni dall’intervento si può riprendere l'attività lavorativa.

Per quanto riguarda l’attività sessuale, sia l’adenectomia che la TURP possono mettere a rischio l’erezione perché, in circa il 10-15% dei casi, possono essere coinvolte le strutture nervose e vascolari adibite a questa funzione.

Per quanto invece riguarda l’eiaculazione, molto spesso (circa nel 70% dei casi)  si viene a verificare la cosiddetta "eiaculazione retrograda", lo sperma refluisce in vescica invece che essere espulso all’esterno e viene poi eliminato tramite le urine. Questo accade perché vengono asportate alcune fibre muscolari che chiudono il collo vescicale, permettendo quindi allo sperma di refluire.

Nota importante è che, in questi casi, la fertilità del paziente viene irrimediabilmente compromessa e quindi il paziente deve essere avvisato di questa conseguenza.

Rimozione della prostata: quando si consiglia?

La rimozione della prostata è consigliata quando il paziente è incapace di svuotare in maniera corretta la vescica, quando si verificano sanguinamenti ricorrenti della prostata, in presenza di calcoli in vescica, in presenza di idronefrosi e di minzione estremamente lenta.

La rimozione della prostata è sconsigliata invece nei casi in cui il paziente presenta problemi della coagulazione o la vescica neurogena.

 

 

 

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