Bronchite

Il termine bronchite indica un'infiammazione della mucosa dei bronchi.

Può essere distinta in acuta e cronica.

 

 

La bronchite acuta spesso inizia come faringite, si estende in trachea e raggiunge i bronchi. La malattia è benigna ed è associata ai picchi influenzali del periodo invernale o ad un fisico debilitato. I virus sono i patogeni responsabili nella maggior parte dei casi, benché il Mycoplasma Pneumoniae sia uno degli agenti principali, seguito dalla Chlamydia Pneumoniae.

Tuttavia sul danno da infezione virale può sopraggiungere l'infezione di batteri quali lo Streptococco Pneumoniae ed i ceppi di Haemophilus Influenzae.

Sono colpiti soprattutto i bambini con un quadro clinico che si risolve in 7-10 giorni.

Bronchite

Il sintomo tipico della bronchite acuta è la tosse persistente associata all'espettorazione di muco in quantità variabile, febbre, dispnea, rumori e sibili all'auscultazione polmonare. Si sottolinea l'importanza dell'espettorazione per l'eliminazione del muco depositato nei bronchi. In caso di sospetta infezione batterica non sarebbe necessario il trattamento antibiotico anche se spesso viene comunque dato per prevenire eventuali sovrainfezioni batteriche; dovrebbero essere prescritti antipiretici se la febbre è elevata, con sciroppi espettoranti e con l'aerosol. Il rischio maggiore è che la bronchite acuta assuma un decorso cronico.

 

 

La bronchite cronica, invece, è definita come l'infiammazione cronica del tratto bronchiale cui si associa iperproduzione di escreato per almeno tre mesi all'anno per due anni consecutivi. I fattori di rischio per lo sviluppo di questa patologia sono il fumo di sigaretta, un età superiore ai 65 anni, malattie cardiovascolari (soprattutto lo scompenso cardiaco) e una FEV1 inferiore a 50% (FEV1= volume espirato forzatamente in un secondo, dato ottenuto con la spirometria). Può essere legata ad agenti infettivi sia batterici che virali come l'Haemophilus Influenzae (40%), Virus Influenzale e Parainfluenzale, Rhinovisrus e Coronavirus (25%), Moraxella catarrhalis (15%) e Streptococcus Pneumoniae (10%).

È sempre meglio in caso di cronicizzazione utilizzare una terapia specifica tramite analisi dell'espettorato e quindi antibiogramma, in modo da mirare la terapia in base all'agente causale.

 

- Consiglia questo articolo su Google

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Salute


Medicina alternativa o complementare

La medicina alternativa comprende una tipologia variegata di discipline che si basano su terapie la cui efficacia non sempre viene dimostrata con metodo scientifico.


Chiropratica: che cos'è, controindicazioni e applicazioni

La chiropratica è una disciplina usata per la terapia del dolore ma non solo, che si basa sulle manipolazione a livello della colonna vertebrale.


Osteopatia: è efficace?

L'Osteopatia è una medicina complementare che si basa sulle manipolazioni per giungere ad una guarigione. Risulta ancora oggi difficile capire se l'efficacia sia reale o meno.


Omotossicologia: un derivato placebo dell'Omeopatia

L'Omotossicologia nasce dall'Omeopatia di cui usa gli stessi principi, ampliandone la farmacopea e usando alcuni principi della medicina convenzionale.

 


Medicina tradizionale cinese: una lunga tradizione senza conferme scientifiche

La medicina tradizionale cinese ha una lunga tradizione millenaria alle spalle e ha basi filosofiche con diversi tipi di cure, non ancora però confermate scientificamente.


Medicina ayurvedica: un'antica pratica dalla dubbia efficacia

La medicina ayurvedica è un'antica pratica nata in India, di cui non è ancora certa l'efficacia. Nei preparati ayurvedici è stata riscontrata la presenza di metalli tossici.


Medicina antroposofica: una storica terapia che non funziona

La medicina antroposofica è una pseudoscienza creata dopo la prima guerra mondiale, ma di cui non si hanno prove scientifiche circa la sua reale efficacia.


Omeopatia o medicina omeopatica: la pseudoscienza dell'effetto placebo

L'omeopatia è una pseudoscienza che fa parte della medicina alternativa. Ad oggi non vi sono studi che dimostrino una sua efficacia se non nell'indurre un effetto placebo.