Corsa in acqua (pool running) ovvero come complicarsi la vita inutilmente

La corsa in acqua, anche chiamata pool running o acqua jogging, è un'attività alternativa alla corsa utilizzata da decenni per la riabilitazione.

 

 

Già da diversi anni, tuttavia, è entrata a far parte di quelle attività alternative proposte dal mondo del fitness per mantenersi in forma. 

In questo articolo vi dirò la mia opinione in merito, che si può riassumere in queste due parole: lasciate perdere. A meno che...

Cos'è la corsa in acqua

La corsa in acqua non va intesa come la classica camminata in acque basse, che si fa al mare e che ritengo essere un'ottima attività fisica, soprattutto per i più anziani. Stiamo parlando della corsa in acqua profonde, Deep-Water Running (DWR) in inglese. 

Si tratta della simulazione dell'atto della corsa, che viene effettuato in acque profonde, dove non si tocca. Si possono utilizzare ausili di galleggiamento, come per esempio le cinture galleggianti, che evitano di doversi sostenere autonomamente, con la propulsione delle gambe.

L'acqua running si può svolgere in piscina o in acque libere, l'importante è avere a disposizione uno specchio di acqua dove non si tocca.

Confronto con la corsa

 

 

In acqua è possibile riprodurre esattamente lo stesso gesto della corsa, ma senza alcun tipo di impatto. I muscoli utilizzati sono gli stessi, ma l'impegno è molto differente in quanto (secondo questo studio) l'attività muscolare è ridotta dal 29 al 69% (a seconda dei muscoli), rispetto all'attività sul tradmill.

Il vantaggio principale della corsa in acqua, rispetto a quella tradizionale su strada o tradmill, riguarda evidentemente l'assenza di impatti, che riduce enormemente il rischio di infortunio. Purtroppo, come abbiamo visto, questo va a discapito dell'efficacia, perché l'impegno muscolare è molto ridotto, e anche quello cardiovascolare sebbene le differenze, in questo caso, sono inferiori (sulla carta, poi vedremo che in realtà non è così).

Perché lo sconsigliamo

Il problema della corsa in acqua riguarda il fatto di essere uno sport estremamente poco stimolante e sostanzialmente noiosissimo. Che divertimento c'è nel chiudersi in una piscina, per correre praticamente sul posto, senza alcun tipo di stimolo positivo, se non quello di stare praticando attività fisica? Per fare un'ora di corsa in acqua ci vuole una forza di volontà enorme, come ben sa chi è costretto a praticare tale tipo di attività a scopo riabilitativo. E anche per allenarsi ad intensità elevata bisogna metterci un impegno notevole, sebbene l'acqua opponga parecchia resistenza. Mentre nella corsa su strada o treadmill è sufficiente l'atto stesso della corsa, anche se lentissima, per arrivare ad intensità quantomeno medie, in acqua è un po' come in bicicletta: se si vuole andare pianissimo, facendo poca fatica, è senz'altro possibile.

 

 

La corsa in acqua è un ottimo strumento per la riabilitazione, e infatti è utilizzata da decenni per questo scopo, ma come strumento di allenamento è pessimo, e non tanto perché non sia efficace, quanto perché non è per niente divertente! La camminata in salita, che si può eseguire in un ambiente molto più stimolante e ricco di "distrazioni", è altrettanto efficace (se non di più), è anch'essa poco impattate e può essere svolta da qualunque soggetto sano, non richiede nessun tipo di struttura dove essere praticata, e in definitiva risulta essere molto più indicata come strumento per mantenersi in forma.

Camminare tutti i giorni un'ora, con 100-150 metri di dislivello, è una cosa che possono fare praticamente tutti. Non credo che esista al mondo qualcuno che fa un'ora al giorno di corsa in acqua senza essere costretto (per esempio da problemi fisici)... O almeno lo spero (per lui)!

Chi può trarne giovamento

Esiste un'eccezione alla regola, e riguarda chi già frequenta la piscina per nuotare, ma ancora non è in grado di farlo decentemente (perché sta imparando). Se la massima tolleranza che abbiamo in piscina, nel nuoto, è di 20-30 minuti, già che ci siamo possiamo inserire 15-20 minuti di corsa in acqua, che completeranno l'allenamento dal punto di vista condizionale, ci faranno consumare qualche caloria in più, e ci insegnerà ad utilizzare meglio le gambe anche nel nuoto, sebbene il tipo di movimento sia piuttosto diverso (ma possiamo sempre trasformare la camminata in acqua in un esercizio per il nuoto... Il Vertical kicking!). 

Lo stesso vale se per caso siamo in piscina perché seguiamo un corso di acqua fitness o di idrobike: anche in questo caso, possiamo continuare ad allenarci da soli, dopo la lezione, e se non sappiamo nuotare, possiamo dedicarci alla corsa in acqua.

Morale della favola: se siete già in piscina per altri motivi, e non sapete nuotare bene, la corsa in acqua può essere un'utile attività complementare.

Altrimenti, va bene giusto per la riabilitazione: lasciate perdere, piuttosto uscite tutti i giorni a farvi una camminata veloce, spenderete meno e resterete più in forma.

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Sport

Alimentazione, crescita e recupero muscolare: cosa sapere?

L'alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella crescita e nel recupero muscolare, due aspetti essenziali per chi pratica attività fisica regolarmente.

L'alimentazione perfetta del ciclista amatoriale

Il ciclismo è uno sport meraviglioso, ma una buona alimentazione è fondamentale per cogliere tutti i benefici.

Sport, palestra, fitness

Fare sport per la salute, la bellezza, il divertimento e il benessere.

Dimagrire con lo sport

Lo sport è uno strumento fondamentale per dimagrire e mantenere il peso forma.

 

Come scegliere gli sci: evitate i top di gamma!

Come scegliere gli sci da discesa: caratteristiche diverse in base alle prestazioni.

Quante volte a settimana allenarsi? Prestazione, massa, definizione

Quante volte allenarsi a settimana? Qual'è la frequenza di allenamento che garantisce i risultati migliori?

Sci: la tecnica del carving

L'avvento degli sci carving ha reso più facile la vita di molti sciatori e ha cambiato la vita ad altri.

Memoria muscolare

Il volume di allenamento rappresenta il parametro quantitativo dell'allenamento. Scopriamo cos'è e come si misura.