Crioterapia (applicazione di ghiaccio)

Il termine crioterapia o applicazione locale di freddo è il modo più semplice e antico per il trattamento di traumi articolari. Il suo utilizzo, generalmente mediante ghiaccio, si è sviluppato in tutto il mondo in seguito alla sua efficacia, semplicità d'uso, basso costo e facilità di trasporto.

 

 

L'efficacia dell'applicazione del freddo è dovuta principalmente alla diminuzione della percezione del dolore in modo similare a un'anestesia locale. Il freddo è inoltre efficace nel ridurre l'edema, la velocità di conduzione nervosa, il metabolismo cellulare e il flusso sanguigno locale.

L'effetto della crioterapia dipende dal metodo utilizzato, dalla durata, dalla temperatura del ghiaccio e dalla quantità di grasso sottocutaneo.

Modalità di applicazione

Il metodo più comune di crioterapia è quello dell'uso d'impacchi di ghiaccio. Possono essere utilizzati diversi tipi di ghiaccio, i più comuni sono il ghiaccio a cubetti (-20°C), il ghiaccio a 0°C e le vasche di ghiaccio. Sono inoltre disponibili gel freddi e ghiaccio spray.

Secondo uno studio, il ghiaccio a 0°C è il migliore per abbassare la temperatura superficiale durante il trattamento e mantenere la bassa temperatura durante il recupero. È anche il più efficace nel ridurre la temperatura intramuscolare durante il trattamento. In conclusione si può affermare che il ghiaccio a 0°C è da preferirsi per il trattamento degli infortuni e induce rapidamente anestesia locale.

Crioterapia (ghiaccio)

Indicazioni terapeutiche

L'indicazione terapeutica alla crioterapia è secondaria all'insorgenza di un trauma che comprende tutte le seguenti condizioni:

  • Dolore: nelle ore immediatamente successive al trauma l'applicazione del freddo riduce il dolore per rallentamento della conduzione nervosa dolorifica. La sua efficacia è maggiore per il dolore acuto rispetto a quello cronico.
  • Infiammazione: sempre nelle ore successive al trauma s'innescherà il meccanismo dell'infiammazione, con rossore, calore, gonfiore e limitazioni del movimento. Il freddo diminuisce il metabolismo cellulare e induce vasocostrizione, che permette un miglior controllo dell'estensione della reazione infiammatoria. Diversi studi hanno dimostrato come la combinazione di riposo-ghiaccio-compressione-elevazione (R.I.C.E.) sia la più efficacie nel controllare l'infiammazione se applicata entro 48-72 dal trauma.
  • Edema: più tardivamente (da 72 ore a 7 giorni dal trauma) compare l'edema associato a gonfiore mentre il calore e il rossore scompaiono. In questa fase l'obiettivo è di promuovere la fagocitosi del materiale cellulare morto, controllare il gonfiore extra-articolare e risolvere quello intra-articolare. L'applicazione del freddo unito a un massaggio muscolare, all'elevazione e alla compressione promuovono il deflusso del liquido extracellulare nelle vie linfatiche e promuovono la circolazione ematica che facilita la fagocitosi delle cellule morte.
  • Gonfiore intra-articolare: questa fase compare dopo circa 7-10 giorni dal trauma e, oltre al gonfiore, è possibile siano ancora presenti dolore e riduzione della mobilità. L'obiettivo della terapia è di far defluire il liquido intra-articolare verso quello extra-articolare. Ciò si ottiene mobilizzando l'articolazione interessata da parte di un fisioterapista per tutta l'ampiezza del movimento (ROM, range of motion).
  • Gonfiore extra-articolare: compare insieme a quello intra-articolare (7-10 giorni dopo il trauma) e l'obiettivo è quello di eliminare il gonfiore e di riportare alla normalità il movimento e la funzione articolare. La combinazione di un massaggio muscolare, che attivi la contrazione, di un massaggio tissutale, dell'elevazione e della compressione favorisce la risoluzione del quadro patologico.

Tempi e modi di somministrazione

 

 

L'applicazione del freddo è indicata per ogni localizzazione corporea interessata da un trauma, diretto o indiretto. In base alla parte coinvolta sarebbe opportuno adottare differenti tecniche di applicazione; nei casi in cui l'area infortunata sia di dimensioni ridotte, con minima presenza di muscolo e grasso (ad. esempio le falangi) la durata del mantenimento del freddo deve essere significativamente minore (3-5 minuti) rispetto ad articolazioni più grandi e profonde, come ad esempio le anche, che necessitano di tempi di applicazioni più lunghi (20 minuti circa). È inoltre dimostrato come l'applicazione intermittente del ghiaccio (ad es. 10 min. di applicazione e 10 min. di riposo) sia più efficacie, nel contenere l'infiammazione acuta, rispetto al mantenimento di 20 minuti consecutivi del freddo.

 

 

I tempi di somministrazione dipendono inoltre dall'obiettivo terapeutico:

  • Riduzione dolore: per ridurre il dolore conseguente al trauma è sufficiente una somministrazione di breve durata (ca. 5 minuti) e meno intensa (si utilizza la borsa del ghiaccio).
  • Riduzione infiammazione: la riduzione dell'infiammazione è la diretta conseguenza della riduzione del metabolismo cellulare, per ottenere ciò l'applicazione del ghiaccio deve durare 10-15 minuti ed è indicata un'intensità di raffreddamento maggiore (immersione dell'articolazione nella vasca di ghiaccio).

Effetti collaterali

I possibili effetti collaterali derivanti dall'applicazione della crioterapia sono i seguenti:

  • Inibizione funzione muscolare: il freddo può temporaneamente inibire la funzione muscolare con aumento del rischio d'infortuni o re-infortunio.
  • Ustioni da ghiaccio: soprattutto in soggetti anziani con ridotta sensibilità. Dovrebbero perciò utilizzare tecniche poco intense e interporre sempre del materiale isolante fra la fonte di freddo e il tessuto cutaneo.
  • Lesioni nervose: più frequenti quando il freddo è associato alla compressione. Per assicurare la presenza del flusso sanguigno sarebbe opportuno valutare, durante il trattamento, la vascolarizzazione capillare.
  • Freddo generalizzato e diminuzione della temperatura interna: brividi ed erezione dei peli sono segni della diminuzione della temperatura centrale che potrebbe compromettere la salute del paziente (soprattutto in pazienti anziani con comorbilità).
  • Riduzione ampiezza movimenti: il freddo contribuisce all'accorciamento delle fibre di collagene del tessuto connettivo. 

È infine controindicata in soggetti affetti da disfunzioni circolatorie, arteriopatie periferiche, emoglobinuria, sindrome di Raynaud, infezioni e quando vi è sofferenza cutanea a rischio di necrosi.

 

 

 

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