Stiramento muscolare

Lo stiramento è una lesione di media entità, si differenzia dall'allungamento muscolare per l'entità dell'allungamento che è sempre tale da interrompere un numero variabile (solitamente molto ridotto) di fibre muscolari.

 

 

È un trauma molto frequente in ambito sportivo per mancato o inadatto riscaldamento, ma anche per impreparazione fisica per affrontare un determinato sforzo, problemi di postura, microtraumi, movimenti violenti, recupero insufficiente dopo uno sforzo fisico, o dopo un infortunio.

Infatti non bisogna mai trascurare i tempi di recupero indicati dal medico, a volte volendo recuperare troppo in fretta si rischia di peggiorare la situazione.

Sintomi dello stiramento muscolare

Stiramento muscolare

La sintomatologia tipica è rappresentata da un dolore improvviso, acuto e ben circoscritto alla sede di lesione in corso di un'attività sportiva e non sempre dà una immediata impotenza funzionale.

A volte il dolore è sopportabile e questo spinge l'atleta a continuare la sua attività. Niente di più sbagliato, se si sente un dolore anche di lieve entità, è meglio sempre fermarsi perché si può incorrere in uno strappo muscolare, ben più grave dello stiramento e che richiede un periodo più lungo di recupero.

 

 

Terapia dello stiramento muscolare

Subito dopo lo stiramento muscolare, per 48 ore si adotta il protocollo RICE (Rest, Ice, Compression, Elevation), cioè riposo, applicazione del ghiaccio (per 20 minuti, ogni 2-3 ore, con l'accortezza di non applicare il ghiaccio direttamente sulla pelle), compressione con bende elastiche ed elevazione dell'arto colpito.

Se il paziente ne ha necessità si possono somministrare FANS (antinfiammatori) e miorilassanti.

 

 

Prima di ricominciare l'attività fisica bisogna controllare che la guarigione sia completa perché la cicatrice (il processo di guarigione del muscolo) costituisce una zona di minore resistenza dove frequentemente possono avvenire recidive.

È opportuno quindi non eseguire nessun tipo di attività fisica per le prime due settimane, perché solo dopo questo periodo di tempo inizia la fase di guarigione vera e propria, con recupero della forza. Col passare del tempo, il dolore lascia spazio ad una sensazione di fastidio quando il muscolo viene allungato, in questa fase non bisogna pensare di essere guariti, ma occorre avere pazienza e procedere per gradi.

Dopo i primi 10 giorni si può ricorrere a terapie come la tecarterapia, ma senza attendersi troppo: solo il riposo funziona sicuramente.

Una volta cessato il dolore, nel camminare e salire le scale, si può iniziare la fase riabilitativa, con esercizi per riacquistare la forza (prima concentrica, poi eccentrica) e la sensibilità propiocettiva.
Un esame ecografico finale può evidenziare la formazione di fibrosi, che va trattata il prima possibile tramite la fibrolisi.

 

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