Arresto cardiaco

L'arresto cardiaco è il fallimento del sistema cardiovascolare. Questa condizione rappresenta un'emergenza medica assoluta, in quanto è reversibile solo per un breve periodo di tempo, dopo il quale ogni tentativo rianimatorio risulterà inutile ai fini della ripresa della funzione dell'apparato cardiovascolare.

 

 

L'arresto cardiaco indica il collasso completo di tutte le funzioni vascolari. Grazie alla funzione di pompa del cuore, il sangue viene trasportato attraverso il corpo e quindi distribuito a tutti gli organi e apparati. Il cervello è l’organo che reagisce in modo più sensibile alla concentrazione di ossigeno; se l'apporto di sangue e sostanze nutritive viene meno, si rischiano danni cerebrali irreparabili anche solo dopo pochi minuti di assenza di ossigeno.

Epidemiologia

L'arresto cardiaco causa 50000 decessi l'anno in Italia e 350000 decessi l'anno negli USA e l'80% delle morti è causato dalla cardiopatia ischemica. L'incidenza di morte causata dall'arresto cardiaco improvviso, aumenta notevolmente con l'età ed è maggiore nelle persone di sesso maschile. Ad esempio, l'incidenza annuale negli uomini di 50 anni è di 100 su 100000 abitanti mentre per gli uomini di 75 anni sale e 800 su 100000.

A qualsiasi età, le donne presentano una minore incidenza di morte cardiaca improvvisa rispetto agli uomini.

Nei giovani invece, l’arresto cardiaco è legato a particolari difetti congeniti del cuore o all'abuso di sostanze stupefacenti.

Senza un intervento tempestivo, il tasso di sopravvivenza è del solo 2%; mentre se le manovre rianimatorie avvengono nei primi 5 minuti seguenti all’attacco, il tasso di sopravvivenza sale al 50%.

 

 

Cause

La maggior parte degli arresti cardiaci improvvisi è causata dall'infarto cardiaco che interrompe la circolazione destinata al cuore, in seguito alla diminuizione della concentrazione di ossigeno, l’attività elettrica del cuore diventa caotica e la funzione di pompa del cuore diviene insufficiente a perfondere organi e apparati.

Le condizioni che possono innescare un arresto cardiaco improvviso comprendono:

Arresto cardiaco
  • Occlusione di un'arteria coronaria: rappresenta la causa più comune di arresto cardiaco improvviso in persone di età superiore ai 35 anni.
  • Cardiomiopatia: in questa condizione patologica, il muscolo cardiaco aumenta di dimensioni, è indebolito e non si contrae più in maniera ottimale.
  • Sindrome del QT lungo e sindrome di Brugada: questi disturbi del sistema elettrico del cuore possono causare anomalie del ritmo cardiaco.
  • Sindrome di Marfan: malattia ereditaria che può causare l’allungamento di alcune parti del miocardio, che s'indebolisce e non permette un'adeguata eiezione di sangue.
  • Difetti congeniti del cuore: difetti che compromettono la normale funzione di pompa cardiaca.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di arresto cardiaco includono:

  • sesso maschile;
  • età: il rischio è più alto per gli uomini sopra i 45 anni e per le donne sopra i 55 anni;
  • precedente arresto o infarto cardiaco;
  • storia familiare di arresti cardiaci o malattie cardiache;
  • stress.

Segni e sintomi

 

 

I sintomi che si presentano a causa di un arresto cardiaco includono:

  • collasso cardiocircolatorio improvviso;
  • assenza di polso;
  • assenza di respiro;
  • perdita di conoscenza.

A volte ci può essere la presenza di altri segni e sintomi che precedono un arresto cardiaco improvviso. Questi possono includere:

  • affaticamento;
  • svenimento;
  • annebbiamento della vista;
  • vertigini;
  • dolore al petto;
  • mancanza di respiro;
  • debolezza;
  • palpitazioni;
  • vomito.

Un arresto cardiaco improvviso però, si verifica spesso senza preavviso.

Diagnosi

La diagnosi di un arresto cardiaco viene posta sulla base dell'anamnesi del paziente, sull'esame fisico e sui risultati di esami specifici. I segni e sintomi d'insufficienza cardiaca sono comuni anche in altre patologie ed è opportuno perciò valutare le seguenti condizioni:

  • Diagnosticare una malattia o condizione che può causare l'insufficienza cardiaca, come ad esempio la malattia coronarica, l'ipertensione arteriosa o il diabete.
  • Diagnosticare eventuali danni al cuore e verificare la capacità di pompa del muscolo cardiaco.
  • Escludere altre cause che possono causare i medesimi sintomi.

La diagnosi e il trattamento precoce possono aiutare le persone affette da scompenso cardiaco a vivere più a lungo.

Gli accertamenti da svolgere per valutare la funzione cardiaca comprendono:

  • Elettrocardiogramma (ECG): questo strumento serve per misurare l’attività elettrica del cuore ed è in grado di rilevare eventuali disturbi del ritmo cardiaco.
  • Esami del sangue: questi vengono effettuati per cercare elettroliti, enzimi cardiaci o sostanze farmacologiche che possono portare ad arresto cardiaco.
  • Diagnostica per immagini: con la radiografia del torace, è possibile valutare la forma e le dimensioni del cuore. Con l’ecocardiogramma, è possibile visualizzare eventuali difetti o danni del cuore. La misura della frazione d’eiezione, permette di stabilire la quantità di sangue pompata dal cuore nel ventricolo sinistro e grazie a questa misurazione si possono individuare difetti funzionali cardiaci.

Terapia

Il trattamento acuto di un arresto cardiaco deve essere eseguito molto rapidamente. Il paziente è in grave pericolo di vita e ogni secondo è fondamentale per prevenire danni cerebrali e per assicurare la ripresa dell'attività cardiaca.

I servizi d'emergenza devono essere prontamente contattati ed è importante iniziare subito le manovre di primo soccorso. In primo luogo sono indicate le manovre di rianimazione cardiopolmonare, allo scopo di mantenere in vita gli organi più importanti del corpo ed evitare un loro danno permanente.

Lo schema attuale prevede l'esecuzione alternata di 30 massaggi cardiaci e due insufflazioni, da eseguire fino a quando non arrivi il personale qualificato; se disponibile a ciò va aggiunto l'uso del defibrillatore automatico.

I soccorritori professionisti possono stimolare l'attività cardiaca con farmaci, come ad esempio l'adrenalina o la procaina.

Se l'attività cardiaca riprende la sua normale attività, la pelle diventa nuovamente di color roseo, il paziente respira e le pupille reagiscono ai riflessi della luce.

Dopo qualche tempo, il paziente riprenderà conoscenza e ciò sarà la prova che l'arresto cardiaco è stato trattato con successo.

Il paziente dovrà poi essere necessariamente ricoverato in una struttura ospedaliera, nella quale verranno effettuati accertamenti per capire la causa dell’arresto cardiaco.

Prevenzione

La prevenzione di un arresto cardiaco è indirettamente possibile. L'infarto è la causa più comune di un arresto cardiaco, il quale può essere prevenuto con le seguenti misure:

  • Dieta equilibrata: mantenere il peso forma con una dieta adeguata, può aiutare a prevenire l'arteriosclerosi e il grasso viscerale, spesso cause di un arresto cardiaco.
  • Esercizio aerobico regolare: soprattutto chi esercita una professione sedentaria, dovrebbe prestare ancora più attenzione a una compensazione del movimento nel suo tempo libero. Sport molto adatti sono per esempio il nuoto, il jogging e andare in bicicletta.
  • Fumo: i vasi sanguigni dei fumatori si restringono e l'ossigeno viene trasportato nell'organismo in maniera non ottimale.

 

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