Corso AIS per diventare sommelier

L'AIS (Associazione Italiana Sommelier) è stata fondata a Milano il 7 luglio 1965 da Gianfranco Botti, Jean Valenti,  Leonardo Guerra ed Ernesto Rossi; oggi ha ancora sede a Milano, ma con delegazioni in ogni provincia italiana. Il 6 aprile 1973 ha ottenuto il riconoscimento giuridico dello Stato, inoltre l'AIS è socio Fondatore e Membro della Worldwide Sommelier Association.

 

 

Lo scopo dell'associazione è quello di formare la figura del sommelier, e di valorizzare e promuovere il prodotto vino, soprattutto nell'ambito della ristorazione.

Dalla data della sua fondazione, l'AIS si è sviluppata moltissimo e oggi è di gran lunga l'associazione più importante per quanto riguarda la formazione di esperti nell'assaggio e nel servizio del vino, con più di 30000 soci su tutto il territorio nazionale.

Il corso dell'AIS

Il corso AIS per diventare sommelier consiste in tre livelli, solo al termine del terzo livello si deve sostenere un esame, scritto e orale, per diventare sommelier a tutti gli effetti.

Il primo livello AIS affronta le tematiche che riguardano la tecnica della degustazione e del servizio, nonché della viticoltura e dell'enologia.

Il secondo livello AIS riguarda soprattutto l'enografia nazionale e solo in parte quella internazionale, con uno studio approfondito delle Denominazioni di Origine delle varie regioni italiane.

Il terzo livello AIS tratta soprattutto la tematica dell'abbinamento tra cibo e vino e approfondisce ulteriormente la tecnica di degustazione.

 

 

sommelier AIS

Il costo dei vari corsi è abbastanza alto (circa 600 euro per ogni corso di 12 lezioni, dunque poco meno di 2000 euro per l'intero iter formativo) sebbene il materiale didattico fornito sia di livello abbastanza alto. Maggiori informazioni sui corsi si possono trovare sul sito dell'AIS.

Ad ogni incontro si degustano in media 3 vini, molti frequentatori dei corsi si lamentano della scarsa qualità dei vini offerti, in relazione al costo del corso.

Il corso AIS non è complesso e l'esame finale è superato dalla quasi totalità degli iscritti. Una volta diventati sommelier, si può proseguire l'iter formativo, che diventa molto più selettivo, ecco quali sono le altre figure previste dall'associazione:

  • Degustatore
  • Relatore di I, II e III livello
  • Esperto di tecniche di servizio
  • Direttore di corso
  • Commissario di esame

 

 

Tutte queste qualifiche si ottengono partecipando ai relativi seminari di un giorno, e superando l'esame specifico.

Le attività dell'AIS

L'associazione organizza non solo i corsi che abbiamo descritto sopra, ma anche degustazioni guidate, aperte a soci e non; visite guidate e viaggi organizzati; corsi specifici su vari temi (come l'École de Champagne); concorsi per sommelier a livello nazionale ed internazionale.

Pro e contro dell'AIS

Sicuramente l'AIS è un'associazione molto potente dal punto di vista economico, e quindi politico. Ha suscitato molto scalpore (o quantomeno dovrebbe averlo suscitato) il tentativo nel 2012 (tramite l'emendamento 41 bis al Ddl sulla semplificazione) da parte della senatrice del PDL Laura Bianconi di assegnare all'AIS il controllo e la gestione di tutti i concorsi enologici italiani, che allo stato attuale è gestita da Assoenologi. Per capire la gravità dell'operazione (fortunatamente non andata a buon fine) ricordo che AIS è una delle tante associazioni di sommelier in Italia (sono decine), e che non esiste un albo nazionale dei sommelier (mentre esiste quello degli assaggiatori di vino ONAV). Laura Bianconi è presidentessa dell'Associazione Luigi Veronelli, di cui fanno parte i parlamentari "amici del vino", associazione che ha sede nell’hotel Rome Cavalieri, guardacaso negli stessi locali dove hanno sede Bibenda (editore dei testi AIS) e la delegazione AIS di Roma. Come spesso accade in Italia, molte decisioni vengono prese (o si tenta di farlo) in modo ben poco democratico e a favore di soggetti privati che sono completamente svincolati da qualunque genere di controllo pubblico.

Questi interessi economici che sono senza dubbio notevoli AIS li difende in modo piuttosto aggressivo: basti pensare che AIS impedisce ai propri associati di utilizzare alcune terminologie per promuovere iniziative e corsi al di fuori dell'associazione.

Detto questo, all'appassionato che vuole approfondire le proprie conoscenze nel campo dell'assaggio del vino, conviene seguire il corso AIS? La risposta è sì, se si intende lavorare nel campo della sommellerie o all'interno dell'associazione, la risposta è sni se si intende semplicemente fare un corso per interesse personale. La maggior parte delle nozioni teoriche che vengono spiegate nei corsi AIS si possono apprendere semplicemente studiando sui testi, mentre l'aspetto più importante, quello dell'assaggio guidato, che non si può fare autonomamente, può essere trattato in modo più approfondito in altri corsi (come quello ONAV), e nelle degustazioni organizzate da AIS o ONAV o altre associazioni; oppure partecipando a fiere ed eventi sul vino.

Facciamo un esempio: partecipando al corso ONAV si spendono 400 euro, dunque si risparmiano 1600 euro rispetto al corso AIS, degustando 70 vini contro i circa 100 dell'AIS, ma con i 1600 euro risparmiati si può partecipare a circa 50 degustazioni guidate bevendo almeno 300 vini! La teoria dell'assaggio è più o meno quella in tutti i corsi, quello che fa la differenza tra un assaggiatore esperto e uno mediocre è l'esperienza.

 

 

 

 

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