Dolore alla spalla

La spalla è costituita da articolazioni differenti e i suoi movimenti sono regolati da muscoli che in maniera diversa possono concorrere al dolore alla spalla.

 

 

La trattazione di ogni singola patologia è competenza di un medico specialista in ortopedia, ci focalizzeremo su come distinguere un dolore alla spalla preoccupante o meno. La prima cosa che discrimina il dolore è l'insorgenza, lo divideremo in:

  • dolore acuto post-traumatico
  • dolore cronico a seguito di sforzi
  • dolore cronico non legato a nessuna motivazione ricordata

Per quanto riguarda i traumi, il dolore e l'incapacità funzionale dell'articolazione della spalla sono i primi discriminanti per pensare a una visita specialistica.

Dolore alla spalla acuto post-traumatico

Tendenzialmente se il dolore a seguito del trauma tende a diminuire e la funzionalità dell'arto è buona (si può capire semplicemente tentando di muovere il braccio in tutte le direzioni senza avere limitazioni o riacutizzazioni del dolore) si può pensare di rinviare la visita al pronto soccorso, che sarà necessaria se il dolore acuto persiste o si avrà un immobilità della spalla.

Di questo gruppo fanno parte principalmente le fratture e le lussazioni di spalla.

Fratture

 

 

Non esistono le fratture di spalla ma esistono le fratture delle ossa che la compongono.

Colpiscono tutte l'età e tendenzialmente più i maschi, anche se l'essere donna in post-menopausa è un fattore di rischio a causa dell'osteoporosi.

Statisticamente le principali sono la frattura di clavicola, della scapola e della pozione prossimale dell'omero.

Frattura di clavicola: il dolore è localizzato lungo l'osso medesimo, aumenterà in inspirazione, si potrà avere una bozza evidente all'ispezione.

Il trattamento si basa su un bendaggio a 8, viene riservata la chirurgia in caso di frattura con interposizione tra i monconi d'osso di muscoli o altri tessuti, di pluriframmentazione, o di esito estetico non tollerabile per il paziente.

Frattura di scapola: dovute a un trauma diretto, possono localizzarsi in diverse porzioni.

Le più gravi sono quelle che si localizzano a livello della superfice articolare con scomposizione (anche se ben trattate causeranno un precoce logoramento dell'articolazione causando artrosi precoce).

Deve essere applicato un bendaggio di tipo Desault, se la scomposizione è notevole e il paziente è giovane è indicato l'intervento, anche se ovviamente questo deve essere valutato caso per caso.

Fratture d’omero prossimali: le fratture dell'estremo prossimale dell'omero sono relativamente frequenti e rappresentano il 4-5% di tutte le fratture, nell’80% dei risultano essere composte, in quanto la cuffia dei rotatori, il periostio ed il capo lungo del bicipite brachiale si oppongono alla scomposizione. Nel restante 20% dei casi, invece, le fratture risultano essere più o meno scomposte. Importante è il trattamento specialistico il più precoce possibile per evitare eventuali danni vascolari e/o nervosi correlati. Il trattamento può essere incruento (con l'utilizzo di un gesso) o per via chirurgica con delle semplici placche fino alla necessità di una protesizzazione dell'articolazione in caso di una cosiddetta ''esplosione'' della testa omerale.

 

 

Tipica è la frattura dell'omero legata a una frattura del femore nell'anziano.

Lussazioni di spalla

Si definisce lussazione della spalla l'uscita della testa dell'omero dalla glena acetabolare, si verificano generalmente per traumi indiretti (ad esempio caduta sulla mano e sul gomito). La comparsa di questa patologia è legata sia al tipo di trauma che a delle condizioni preesistenti, quali un acetabolo "piatto" o a un ipotrofismo muscolare o lesioni alla cuffia dei rotatori che riducono la stabilità dell'articolazione. Si manifesta con incapacità funzionale dell'articolazione e dolore, che si attenua a seguito della riduzione, ristabilendo anche la motilità.

Dolore acuto o cronico a seguito di sforzi

Questo tipo di dolore può a sua volta essere diversificato in dolore acuto legato a uno sforzo oppure in cronico legato a sforzi ripetuti oppure a tendiniti.

Dolore acuto legato a uno sforzo o trauma: tipica in caso di sforzi elevati o iperestensioni muscolari per traumi, soprattutto, sportivi, aggravato, a volte, dal poco allenamento del muscolo. Può essere legato a una patologia a livello muscolare o tendineo. Richiede solitamente l'uso del ghiaccio, il prima possibile, per ridurre il gonfiore (il ghiaccio posizionato dopo qualche ora serve a poco o nulla), riposo funzionale ed eventuali antinfiammatori. Si deve ricorrere a una visita specialistica se il dolore o l'incapacità funzionale persistono. Importante è sospettare l'eventuale rottura tendinea o un infortunio di tipo muscolare (si ha un forte dolore e un'incapacità di mobilizzazione del braccio attiva, mentre la mobilizzazione passiva è mantenuta) che deve essere indirizzata al pronto soccorso.

Dolore cronico da infiammazione tendinea: infiammazione di uno o più tendini della spalla con tipico dolore continuo con esacerbazioni legate a particolari movimenti a seconda del tendine interessato. Può seguire una patologia acuta come le precedenti descritte oppure uno sforzo ripetuto e continuo. Necessita di riposo e terapia antinfiammatoria.

Dolore alla spalla

Dolore da sforzi ripetuti e microtraumatismi: dovute a sollecitazioni delle strutture anatomiche continue ripetute per un notevole numero di volte in posizioni spesso non ergonomiche che ne causa infiammazione e microtraumatismi. Si parla soprattutto di patologie lavorative e richiederebbe un trattamento preventivo e di correzione della modalità di svolgimento del lavoro. I lavori a rischio sono quelli che richiedono movimenti ripetuti, soprattutto se con forza, mantenimento di posizioni per lunghi tempi, utilizzo di piani di lavoro ad altezze non indicate o di strumenti non ergonomici o con vibrazioni (tipico esempio è il martello pneumatico). Nella spalla può causare soprattutto una sindrome da conflitto della cuffia dei rotatori (conosciuta una volta come periartrite)

Si deve trattare la patologia (che sarà principalmente un'infiammazione del tendine o nella membrana sinoviale che contiene alcuni tendini) con riposo, ghiaccio per ridurre l'edema, una terapia antinfiammatoria sotto consiglio medico.

Più che la terapia precedente è necessaria comunque una modificazione dell'attività che ha causato questo problema. È inutile curare il problema al tendine se la causa del problema persiste.

Dolore cronico non legato a nessuna motivazione ricordata

Di questa categoria fanno parte moltissime malattie, ortopediche e non.

Artrosi della spalla: solitamente poco comune in quest'articolazione (colpisce solitamente di più quelle sotto carico), ma comunque presente, è legata all'età e alla storia del paziente (più si sottopone a stress e sforzi l'articolazione più precocemente si potrà avere la comparsa di questa patologia). La terapia è focalizzata a ridurre il dolore con anti-infiammatori non steroidei (FANS) e in caso di elevata gravità del dolore o limitazioni funzionali del movimento si può anche arrivare alla protesizzazione.

Artrite reumatoide: anche in questo caso la patologia che non colpisce usualmente la spalla, ma in alcuni casi è comunque possibile un suo coinvolgimento.

Osteite di tipo infettivo: anche questa poco frequente. Legata alla presenza di malattie infettive importanti, setticemie o ferite ''sporche'' mal curate.

Tumori: il dolore tipico è sordo, continuo e tende ad aumentare gradualmente. Solitamente è descritto come un piccolo fastidio che diventa sempre più importante e non regredisce con la cura di anti-infiammatori. Le età più colpite sono sotto i 20 anni e sopra i 65. Ricordiamo che il dolore così descritto però è simile a quello causato dalle tendiniti. Mai trascurare un dolore che non regredisce nei modi tradizionali e richiedere sempre una visita specialistica!!

Ci sono esempi di dolore alla spalla legata ad altre patologie, ricordiamo tra queste l'infarto, le coliche biliari o le colecistiti acute (dolore all'apice della scapola) e in alcuni casi è stato riscontrato anche nelle pancreatiti.

 

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