Paleodieta o dieta paleolitica

La dieta paleolitica, detta anche paleodieta o dieta delle caverne, si basa sull'alimentazione seguita dall'uomo paleolitico, ovvero dall'uomo prima della scoperta dell'agricoltura, avvenuta circa 10000 anni fa. Secondo i fautori della paleodieta, il genoma umano non è praticamente cambiato da allora, mentre l'avvento dell'agricoltura ha modificato in modo sostanziale la dieta dell'uomo, causando i problemi di salute che oggi sono esplosi: obesità, sovrappeso, diabete, intolleranze, allergie, ecc.

La paleodieta, oggi proposta e promossa da molti addetti ai lavori, è stata proposta per la prima volta da Loren Cordain, docente al Dipartimento di Salute e Scienze motorie presso la Colorado State University. Cordain ha scritto molti libri sulla dieta paleolitica: The Paleo Solution, The Paleo Diet Cookbook, The Paleo Diet for Athletes, The Paleo Answer, esiste anche una edizione italiana: La Paleo diet.

Come funziona la dieta paleolitica

Secondo i sostenitori della paleodieta, durante il paleolitico, gli uomini trassero sostentamento da caccia, pesca e raccolta di vegetazione spontanea e bestioline, non esistevano dunque i cereali né tutti i cibi trasformati che conosciamo ora. La corretta alimentazione si dovrebbe dunque basare su alimenti che erano reperibili prima dello sviluppo delle tecniche agricole. La paleodieta consiglia di mangiare cibi il meno elaborati possibile (l'uomo paleolitico non aveva nemmeno a disposizione il fuoco per cuocere i cibi); la carne dovrebbe essere di animali allevati senza l'uso di granaglie o additittura selvatici, che sarebbe più magra e più ricca di principi nutritivi; il pesce, che preferibilmente dovrebbe essere pescato; frutti di mare, crostacei, molluschi; uova, frutta e verdura di ogni tipo, ma di stagione; frutta secca. Per condire è consentito esclusivamente l'olio extravergine d'oliva e particolare importanza è riconosciuta ai pesci grassi e al pesce azzurro, che contengono molti grassi essenziali omega-3.

 

 

 

Cereali, legumi, latticini, cibi industriali sono banditi completamente dalla dieta.

La paleodieta è dunque una dieta leggermente iperproteica (dal 20 al 35%), i carboidrati sono piuttosto limitati (dal 20 al 35%) e i grassi variano di conseguenza e possono raggiungere percentuali rilevanti. Nella sua declinazione più spinta è decisamente una dieta low carb, ma bisogna dire che, non essendo specificate le percentuali dei macronutrienti, può diventare una dieta tutto sommato equilibrata e solo moderatamente ipoglucidica. Una maggiore percentuale di carboidrati va considerata per gli sportivi, che possono anche assumere cereali senza glutine (come il riso), moderatamente. 

Analisi critica della dieta paleolitica

La paleodieta non è definita in modo preciso e dunque può essere declinata in modo equilibrato, e sicuramente contiene alcuni punti interessanti e promossi anche nelle diete equilibrate: limitare il consumo dei carboidrati, soprattutto durante una dieta dimagrante, aumentare le proteine, scegliere carni biologiche o comunque allevate con criterio, magari allo stato brado o semibrado, limitare i cibi con additivi, preferire cibi naturali e poco elaborati, eliminare i grassi idrogenati e favorire il consumo di grassi omega 3.

Tuttavia, alcuni presupposti, primo fra tutti quello di base, cioè che l'uomo si sia "rovinato" con l'avvento dell'agricoltura, sono francamente ridicoli. Proprio grazie all'agricoltura, infatti, l'uomo ha impresso al suo sviluppo un'accelerazione impressionante, e i problemi di salute che deriverebbero dal consumo di cereali di certo non si è sviluppato immediatamente dopo la scoperta dell'agricoltura (perché i problemi si sono manifestati solo ora, dopo 10000 anni?!?!). Come spesso accade, per cercare l'idea sensazionale, spendibile commercialmente, si ignora l'evidenza e si propongono soluzioni estreme che se va bene sono poco praticabili, se va male addirittura dannose.

Paleodieta

Secondo Loren i cereali sarebbero dannosi perché contengono fitati (che ostacolano l'assorbimento dei minerali), il glutine (ai quali alcuni sono intolleranti), sostanze che inibiscono la funzione tiroidea, oltre alla ormai trita e ritrita questione sui carboidrati ad alto indice glicemico, l'insulina, ecc ecc, già trattati parlando della zona e delle diete low carb. Tutto vero, ma si dimenticano due cose. Primo, le sostanze antinutrizionali sono presenti in moltissimi cibi e in quantità normali, non causano alcun tipo di danno: è la dose che fa il veleno, come dice Ippocrate, ogni cibo ha pro e contro e lo stesso vale per i cereali, che presentano sicuramente molti più vantaggi che svantaggi, nelle giuste quantità. Molte sostanze tossiche sono presenti anche nella verdura: eliminiamo anche quella? Secondo, non si può dire che i cereali fanno male perché contengono glutine, perché il glutine è pericoloso solo per gli intolleranti (i celiaci), chi digerisce il glutine correttamente (cioè la stragrande maggioranza delle persone) non ha alcun problema! Tantissime persone sono allergiche alle arachidi, alle fave, o alle fragole, allora cosa facciamo, eliminiamo tutti i cibi che potenzialmente possono causare allergie?

Lo stesso vale per i latticini: non tutti sono allergici o intolleranti e chi non lo è può trarre enorme vantaggio dal consumo di latte e derivati. E i legumi? Sono alimenti fondamentali e utilissimi per la nostra salute: non si capisce perché bisognerebbe eliminarli dalla dieta.

Concludendo, la dieta paleolitica non è di certo una dieta efficace da adottare come stile di vita, perché inutilmente penalizzante, i cibi demonizzati dalla paleodieta vanno controllati nelle quantità come qualunque altro cibo, non ha senso eliminarli. Per quanto riguarda il dimagrimento, sicuramente alcuni dei punti chiave della paleodieta sono condivisibili, ma nel complesso non si tratta di una dieta ottimizzata per il dimagrimento, in sostanza si dimagrisce perché si eliminano talmente tanti cibi dalla dieta che alla fine si mangiano per forza poche calorie.

 

 

 

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