Le
analisi del sangue sono un
esame
veloce e indolore e forniscono una grande
gamma di informazioni per la salute del soggetto, dunque sono fondamentali
per il monitoraggio dello stato di salute anche in assenza di sintomi,
come strumento di prevenzione. Non a caso, secondo l'accezione comune,
con l'espressione "analisi del sangue" si intende un pannello
di esami che da un'idea generale dello stato di salute dell'organismo
sulla base della funzione dei suoi vari organi e apparati, dalla
quale dipendono i livelli delle sostanze misurate con le analisi
del sangue. Per questo andrebbero effettuate
almeno una
volta l'anno anche in soggetti sani e giovani.
Gli
esami del sangue rappresentano di solito il
primo step quando si è alla ricerca di una
diagnosi,
sono fondamentali
prima di un intervento chirurgico,
sono esami necessari come monitoraggio di una situazione particolare
(per esempio dopo la cura di un
tumore).
Pur essendo le analisi del sangue un esame semplice
e soddisfacente, soprattutto per il paziente, il quale ha i suoi
risultati con dei tempi tutto sommato rapidi (fatta eccezione per
la ricerca di alcuni parametri più sofisticati), non ci si
può tuttavia scordare che dopo il semplice prelievo, quella
provetta di sangue verrà sottoposta a tutta una serie di
analisi chimiche grazie a dei macchinari che lavorano con estrema
precisione nella ricerca di molecole biochimiche per loro natura
molto sensibili.
Ecco perché è indispensabile seguire alcuni consigli
che riguardano la
dieta e l'
esercizio fisico.
Per quanto riguarda l'alimentazione, bisogna mangiare come sempre,
poichéuna riduzione drastica dell'apporto calorico la sera
prima delle analisi del sangue potrebbe alterare alcuni parametri
causando una diminuzione del volume plasmatici, cioè della
parte liquida del sangue, di circa il 30% e un aumento della creatinina
plasmatica. Anche un
eccesso di cibo e di nutrienti
particolari (come un eccesso di grassi o di zuccheri) potrebbe portare
a dei valori alterati artificiosamente.
Normalmente
le analisi del sangue si effettuano a digiuno
(8-10 ore dal pasto serale), bisogna quindi non assumere
nulla la mattina, se non un sorso d'acqua, ovviamente non zuccherata,
lo zucchero potrebbe infatti alterare il valore glicemico, facendo
sospettare erroneamente un pre-diabete. Bisogna inoltre evitare
il caffé (e il thè) in quanto, stimolando la secrezione
di ormoni che regolano l'attività della lipasi, potrebbe
causare un aumento dei
trigliceridi
nel sangue.
Per quanto riguarda
l'esercizio fisico intenso e prolungato,
è bene che esso venga evitato almeno il giorno prima del
prelievo di sangue, soprattutto nel caso in cui tra le analisi si
voglia analizzare l'enzima muscolare creatina chinasi (CK), il cui
valore risulterebbe aumentato di circa il 40%.
Infine, se si assumono
farmaci, di qualunque tipo
(anche un antinfiammatorio come l'aspirina o il paracetamolo) è
bene specificarlo perché potrebbero interferire con il risultato
di alcuni esami.
Dalle
analisi del sangue possiamo
avere un
quadro riassuntivo e superficiale del
nostro stato di salute, in particolare del midollo osseo (emocromo),
del
fegato (
transaminasi,
fosfatasi alcalina, gamma-GT, bilirubina), del
rene
(creatina, azotemia), del
metabolismo (glicemia,
colesterolo, trigliceridi, proteina C reattiva, ormoni tiroidei,
calcio, paratormone, etc.).
Inoltre nel sangue si possono ricercare i
markers tumorali,
cioè specifici
indicatori biologici che
ci fanno sospettare la presenza di un tumore, come il PSA per il
carcinoma alla prostata. In realtà, la maggior maggior parte
dei marcatori tumorali andrebbero usati solo in fase di conferma
diagnostica e di monitoraggio della malattia, per ridurre al minimo
la possibilità dei falsi positivi con relative angosce ingiustificate.
Insieme al
valore dell'esame del sangue,
ogni laboratorio di analisi indica un
intervallo di normalità,
ottenuto da medie sulla popolazione. Ogni laboratorio utilizza dati
propri, che in linea di massima sono allineati agli altri ma possono
essere leggermente diversi. Gli scostamenti possono dipendere anche
dalle metodiche utilizzate nei rilevamenti.
Scostamenti piccoli dalla normalità non hanno quasi significato
clinico e non devono essere fonte di preoccupazione.
Inoltre, bisogna sempre valutare lo scostamento percentuale dell'analisi:
se il valore di un esame è 15 e deve essere 5, lo scostamento
è del 200% mentre se il valore è 300 e quello normale
200, lo è solo del 50% ma può fare più paura
perché in valore assoluto lo scostamento è più
elevato.
In alcuni casi i parametri non hanno un significato preciso da soli,
ma vanno integrati con altri parametri, come nel caso del
colesterolo
totale e quello HDL che vanno sempre valutati insieme per definire
l'indice di rischio cardiovascolare.