In commercio è sempre più diffusa la marmellata senza zucchero e la marmellata 100% frutta. Vediamo perché, nella maggior parte dei casi, questi prodotti sono da evitare.
Sfruttando l'equivoco legislativo legato al termine "senza zucchero", e l'ignoranza dell'acquirente medio, molte aziende propongono prodotti senza zucchero che in realtà hanno proprietà dietetiche identiche a quelle delle marmellate comuni.
Per legge il termine "senza zucchero" significa "senza saccarosio". Ma lo zucchero non è solo il saccarosio, esistono anche il glucosio e il fruttosio, zuccheri con un potere dolcificante leggermente diverso, e con un potere calorico identico. Oltre a questi zuccheri semplici, estratti per raffinazione, esistono concentrati naturali di zuccheri come il miele, lo sciroppo d'acero, il malto di cereali, lo sciroppo di frutta concentrato.
Ma andiamo per gradi, capendo perché il termine "marmellata senza zucchero" ha poco senso. La frutta è un alimento che contiene una miscela di zuccheri, soprattutto glucosio e fruttosio, che hanno proprietà nutritive molto simili a quelle del saccarosio: sono cariogene, hanno le stesse calorie per 100 g, per farla breve, un eccesso di glucosio, fruttosio e saccarosio è ugualmente dannoso per l'organismo. Nella marmellata questi zuccheri vengono concentrati per evaporazione fino a raggiungere la % di zuccheri totali per 100 g desiderata. Se parto da 1000 g di mele, che hanno il 10% di zuccheri, e le cuocio fino a farle diventare 250 g, avrà una marmellata con il 40% di zuccheri, pur non avendo aggiunto 1 g di zucchero! Se al kg di mele aggiungo 500 kg di zucchero e cuocio la marmellata per pochi minuti, ottenendo una perdita di peso trascurabile, avrò sempre una marmellata con il 40% di zuccheri, pur avendo aggiunto 500 g di zucchero in un kg di frutta! Quindi ho un prodotto con le stesse calorie, anche se contiene zucchero aggiunto: ora dovrebbe essere chiaro perché, dal punto di vista delle calorie totali, lo zucchero aggiunto non interessa gran che.
Veniamo alla marmellata "100% frutta". Nel primo caso, ho una marmellata 100% frutta, composta da sole mele, nel secondo caso no. Notiamo la differenza nella resa: se uso lo zucchero, la resa è del 150%, ovvero con 1 kg di frutta ottengo 1,5 kg di marmellata, nel primo caso la resa è del 25%: con 1 kg di frutta ottengo 250 g di marmellata. Fare una marmellata VERAMENTE senza zucchero, quindi, costa tanto. Allora le aziende cosa fanno per salvare capra e cavoli? Semplice, usano al posto dello zucchero dei surrogati dello zucchero composti dal 100% di frutta, tipicamente il succo di mele, di uva o di ciliegie concentrati. Questi sciroppi vengono ottenuti dal succo di frutta concentrato per evaporazione fino ad ottenere una concentrazione di zuccheri molto elevata. Nutrizionalmente parlando, il prodotto ottenuto è equivalente allo zucchero.
A questo punto un dubbio sorge spontaneo: quello sulla qualità della frutta utilizzata per produrre questi sciroppi. Il sospetto che la frutta utilizzata per produrre il succo concentrato non sia di prima qualità è più che legittimo.
Ma c'è di più: utilizzando il succo di frutta concentrato, si inquina il gusto della marmellata. Capita spesso di sentire il retrogusto di mela nelle marmellate che utilizzano il succo concentrato al posto dello zucchero. Ma questo è il male minore, il gusto si abitua a tutto... Non possiamo non sottolineare, però, che una marmellata di ciliegie prodotta con saccarosio al posto del succo di mela concentrato averà un gusto più puro e, ribadisco, le stesse caratteristiche nutrizionali a parità di calorie per 100 g.
Per chi pensa, poi, che il saccarosio sia un veleno, rimandiamo a questo articolo.
Concludendo, una marmellata 100% frutta dovrebbe essere composta da un unico ingrediente: la frutta, senza surrogati dello zucchero. Una marmellata di ciliegie 100% frutta dovrebbe avere un unico ingrediente: le ciliegie. Se contiene surrogati dello zucchero (succhi di frutta concentrati), consiglio di lasciarla sugli scaffali.
Come abbiamo visto, non necessariamente una confettura con meno calorie sarà migliore: essendo un prodotto dolce, lo deve effettivamente essere. Quindi non ha senso mangiare una marmellata da 100 kcal, se di fatto è poco più dolce di un succo di frutta! Le qualità organolettiche della marmellata dipendono ovviamente dalla qualità della frutta utilizzata e dalla quantità di frutta utilizzata.
I prodotti artigianali e/o biologici non necessariamente sono garanzia di maggiore bontà.
Come criterio generale, a parità di zucchero contenuto per 100 g, una confettura è migliore se contiene più frutta per 100 g di prodotto.
Riassumendo, una marmellata deve avere le seguenti caratteristiche: