I salumi si possono dividere in magri, semigrassi
e grassi: il divario nutrizionale tra le tre categorie è
notevolissimo.
I
salumi magri sono ottime fonti proteiche, hanno un indice
di sazietà molto alto e sono molto più appetibili
della carne fresca a parità di grassi. Solitamente la quantità
di grassi varia dal 4 al 10%. In genere i salumi contengono una
quantità notevole di sale (che ne conferisce la sapidità
e quindi l'appetibilità), dunque è bene evitarli nelle
diete iposodiche.
Tra i salumi magri citiamo il prosciutto cotto e crudo privati del
grasso visibile, la bresaola, il lombo di maiale stagionato.
I
salumi semigrassi sono poco diffusi nella grande distribuzione,
ma molto interessanti. Con un contenuto in grassi tra il 10 e il
20%, sono alimenti che si possono mangiare in quantità decente
con un apporto calorico che rimane accettabile. Un salume grasso
ha circa 420 kcal per 100 g, uno semigrasso 280, e l'appetibilità
spesso non è inferiore. In parole povere, spesso tutti i
grassi oltre il 20% sono "regalati": apportano poco gusto
ma moltissime calorie.
Tra i salumi semigrassi citiamo la ventricina e il prosciutto crudo
non sgrassato, e il capocollo privato del grasso di confine, quello
facilmente asportabile.
I
salumi grassi sono alimenti ipercalorici, con basso indice
di sazietà che difficilmente possono trovare spazio in una
alimentazione ipocalorica. La quantità di grassi è
in genere superiore al 30%: non possono essere utilizzati come alimento
principale di un pasto ma solo come contorno, come piccola concessione.
Diciamo che sono salumi che vanno degustati, più che mangiati,
oppure utilizzati in abbinamento ad altri alimenti ipocalorici,
o ancora usati per cucinare.
I salumi che possono essere usati in altre preparazioni, come la
pancetta e il guanciale, che possono essere usati come grassi alimentari
al posto dell'olio di oliva, sono invece molto interessanti perché
se usati nelle giuste quantità consentono di preparare piatti
molto appetibili con poche calorie. Proprio per questo motivo questi
alimenti sono apprezzati ed utilizzati nella
cucina
Sì.
Tutti i salami, il cotechino, la
pancetta,
i
ciccioli,
il
guanciale,
il
ciauscolo,
il
lardo,
la
coppa
di testa, sono salumi grassi.
I salumi realizzati con
tagli interi o tagliati in modo grossolano
sono facilmente discriminabili in grassi e magri, in quanto si può
vedere a occhio quanto grasso contengono. Inoltre, solitamente il
grasso è localizzato e quindi facilmente separabile dalla
parte magra. Per esempio il lombo di maiale, il prosciutto, la bresaola
sono tagli magri o facilmente sgrassabili; la pancetta, il lardo
e il guanciale sono tagli decisamente grassi.
La quantità di grassi dei salumi realizzati con
carne
macinata (salami, cotechini, salsicce secche, mortadella, ecc.),
al contrario, è difficile da quantificare. Di solito, comunque,
si tratta di salumi grassi, in rari casi i lardelli (i pezzettini
di grasso contenuti nei salumi) sono grandi e facilmente asportabili.
I salumi di qualità sono abbastanza difficili
da trovare (salvo alcune eccezioni come il prosciutto di Parma,
il culatello di Zibello, ecc.), tanto che molti salumi prodotti
con metodi tradizionali sarebbero addirittura sgraditi alla maggior
parte dei consumatori, abituati al gusto "piatto" dei
salumi industriali.
A prescindere dal gusto, che tutto sommato è una questione
soggettiva, chi produce salumi senza conservanti è sicuramente
sensibile a tutti gli aspetti qualitativi del prodotto e dunque
anche le caratteristiche organolettiche saranno rispondenti a standard
elevati.
Quindi quasi sempre scegliere un salume senza conservanti significa
scegliere un salume di qualità elevata.
Come abbiamo visto, il problema dei salumi è
la presenza dei
nitriti (E249 ed E250) e dei
nitrati
(E251 ed E252), presenti nella grande maggioranza dei prodotti industriali
e artigianali.
Questi composti si legano all'azoto contenuto nelle proteine della
carne formando nitrosammine, composti altamente cancerogeni.
Secondo l'AIRC (Ass. It. Ricerca sul Cancro)
il consumo di insaccati
con conservanti è una della cause accertate di cancro allo
stomaco.
Il consumo di salumi con nitriti, al pari di quello di margarina
e grassi idrogenati, è sconsigliabile in una alimentazione
salutista.
Il prosciutto crudo senza conservanti si trova abbastanza facilmente
in tutta Italia, poiché alcune grandi marche (es. il Prosciutto
di Parma) producono da sempre senza conservanti.
Con un po' di costanza, è possibile trovare uno o più
piccoli produttori che non usano conservanti e instaurare con essi
un rapporto di fiducia.
Riassumendo, il nostro consiglio è di:
- consumare tranquillamente salumi senza
conservanti o con nitrati e vitamina C;
- limitare il consumo di salumi conservati con nitrati;
- evitare il consumo di salumi conservati con nitriti.