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Idrogenazione e grassi "trans"
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alla campagna contro i grassi trans
Gli acidi grassi insaturi sono tali in quanto presentano almeno
un doppio legame tra atomi di carbonio. Ogni acido grasso polinsaturo
può esistere sotto forma di due isomeri, cioè due
molecole che hanno la stessa formula, ma si differenziano tra loro
a causa della posizione nello spazio degli atomi di idrogeno adiacenti
al doppio legame C e H, come mostrato in Figura 1.
Figura 1 - La differenza tra la forma
cis e trans è solo nella forma spaziale della molecola
| Il grasso che si ottiene ha caratteristiche
fisiche simili ai grassi saturi e quindi han un punto di
fusione più elevato rispetto ai grassi "cis"
con pari grado di insaturazione. Infatti a causa della disposizione
"trans", le molecole sono lineari e possono "impacchettarsi"
efficientemente tra loro. La forma "cis", invece
presenta un angolo (gli atomi di H sullo stesso lato provocano
una distorsione della molecola) e le molecole non interagiscono
tra loro altrettanto bene. |
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In natura, la stragrande maggioranza degli acidi grassi sono nella
forma
cis, gli isomeri trans sono presenti in piccola percentuale soprattutto
nei latticini e nelle carni grasse, nella misura del 5 - 8% rispetto
al quantitativo totale di grassi.
Alcuni processi industriali possono aumentare notevolmente la quantità
di questi grassi negli alimenti.
Vediamo quali sono i più importanti:
Il processo di idrogenazione dei grassi polinsaturi
Gli acidi grassi polinsaturi, contenuti negli oli
di origine vegetale, sono particolarmente instabili, e quindi vanno
incontro rapidamente ad ossidazione e irrancidimento. Il processo
di idrogenazione, messo a punto all'inizio del XX secolo, consente
di aggiungere atomi di idrogeno alla molecola di grasso, saturandolo
parzialmente o totalmente.
L'olio viene riscaldato a una temperatura variabile da 120 a 210
gradi (di solito 170-180 gradi) in presenza di un catalizzatore
(il nichel è il più usato, ma anche il rame e il platino)
e di idrogeno. Dopo che la reazione è avvenuta, avviene una
deodorazione, in modo identico al processo di raffinazione.
L'acido grasso diventa "meno insaturo", e quindi meno
soggetto a irrancidimento, cosa molto gradita alle industrie alimentari
che possono allungare di molto la vita dei prodotti. Grazie
al punto di fusione più elevato la margarina si presenta
solida a temperatura ambiente.
Il processo di idrogenazione produce i "grassi (o oli) vegetali
parzialmente idrogenati", che sono presenti in grandi quantità
nella margarina, ma anche nei prodotti da forno confezionati, nelle
basi per dolci, negli oli per friggere, nelle patatine fritte, negli
snack, in molti di prodotti del Mc Donald's, ecc.
Provate a prendere un panetto di margarina e appoggiatelo sul tavolo della
cucina: rimarrà inalterato per giorni, senza essere attaccato da
microorganismi, grazie ai grassi parzialmente idrogenati!
I grassi così ottenuti, a causa dell'elevata temperatura che
si raggiunge durante il trattamento, sono di tipo trans, nella misura
del 25% - 45% rispetto al quantitativo totale di grassi.
Il processo di raffinazione degli oli vegetali
Il processo di raffinazione è utilizzato per ottenere tutti
gli oli di semi non spremuti a freddo (e quindi la stragrande maggioranza
degli oli di semi), e l'olio d'oliva non vergine (il comune olio di oliva).
L'olio viene estratto con l'utilizzo di soventi chimici, che vengono poi
eliminati per distillazione.
Esso viene successivamente reso commestibile con l'utilizzo di sostanze
alcaline che ne abbassano l'acidità, riportandola a valori accettabili.
Questo processo produce una piccola quantità di acidi grassi
insaturi di tipo trans, nella misura del 5% rispetto al quantitativo totale
di grassi (quindi in una bottiglia di olio di semi da un litro ci
sono circa 5 grammi di grassi trans).
Effetti sulla salute dei grassi trans
Come dovrebbe essere noto a tutti i grassi che assumiamo hanno un effetto
positivo o negativo sul livello di colesterolo nel sangue, a seconda che
essi siano saturi o insaturi.
Ci si può chiedere quale sia l'effetto degli acidi grassi trans.
Gli studi scientifici riguardo gli effetti di questi grassi sui fattori
di rischio delle malattie cardiovascolari sono iniziati negli anni '60,
e tutt'ora non sono stati raggiunti risultati definitivi.
I risultati ottenuti dagli studi epidemiologici effettuati su un grande
numero di persone appartenenti a diverse popolazioni, dal 1960 ad oggi,
sono riassunti nei seguenti punti.
1- L'assunzione di un'elevata quantità di acidi grassi
trans fa diminuire il rapporto tra colesterolo buono (HDL) e quello
cattivo (LDL) in modo maggiore rispetto a qualsiasi altro tipo
di grasso.
In pratica si abbassa quello buono e aumenta quello cattivo, mentre
i grassi saturi fanno aumentare anche la quota del colesterolo buono.
2- L'assunzione di moderate quantità di acidi grassi
trans, soprattutto se assunti in associazione a grassi polinsaturi
naturali (di tipo cis), aumenta il rischio di contrarre malatie cardiovascolari
in maniera minore rispetto ai grassi saturi.
3- C'è una notevole differenza nelle quantità di acidi
grassi trans assunte da popolazioni diverse. Fortunatamente, le
popolazioni dei paesi del bacino del mediterraneo (tra cui l'Italia)
presentano livelli di assunzione piuttosto bassi.
Come comportarsi con i grassi idrogenati
Gli studi effettuati fin'ora dimostrano inequivocabilmente
che gli acidi grassi di tipo trans sono da considerarsi più
dannosi di quelli saturi, poichè alzano il livello del
colesterolo LDL e non quello HDL, aumentando il rischio caerdiovascolare.
Ma le malattie cardiovascolari non sono l'unico fattore da considerare.
Infatti questo tipo di grassi non sono riconosciuti dal nostro
organismo, che cerca di utilizzarli per proteggere le membrane cellulari
come se fossero "cis".
In realtà la protezione fallisce e la cellula si trova con
minor difese. Inoltre, la membrana cellulare non funziona
correttamente nella gestione dei micronutrienti attraverso
ad essa.
Inoltre il processo di idrogenazione utilizza il nichel (un
prodotto potenzialmente nocivo) come catalizzatore, che in teoria
dovrebbe essere rimosso ma non è escluso che ne rimanga una
certa quantità.
Concludendo, possiamo dire che è opportuno eliminare dalla
propria alimentazione i grassi idrogenati.
Per farlo, basta eliminare i prodotti contenenti margarina e grassi
e oli (parzialmente) idrogenati: da tenere sotto controllo biscotti,
dolci, merendine, gelati, prodotti di pasticceria, prodotti surgelati
e liofilizzati.
Fonte: "Trans Fatty Acid in Human Nutrition",
J. L. Sébédio e W. W. Christie, The oily press, 1998.
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