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La dieta dissociata
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Il principio della dieta dissociata
è noto anche ai meno esperti.
Questa dieta si basa molto semplicemente sulla regola di non
associare carboidrati e proteine nello stesso
pasto. Tale regola è così generica che in realtà
bisognerebbe parlare di diete dissociate, ovvero tutte quelle
che mantengono la dissociazione tra macronutrienti, ma che
differiscono per altri particolari.
Il fatto di dissociare carboidrati e proteine è uno
dei tanti stratagemmi senza alcun valore scientifico, che
fa dimagrire in modo proporzionale al peggioramento della
qualità della vita a tavola.
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La cosa grave è che un grandissimo numero di dietologi,
pur sapendo benissimo (si spera) che le diete dissociate non hanno
alcuna valenza scientifica, continuano a proporle ai propri clienti
come oro colato.
La dieta dissociata può funzionare solamente come stratagemma
per far mangiare meno calorie al soggetto. Come tutti gli stratagemmi,
è destinato a fallire nel 90% dei casi. Vediamo alcuni motivi
di questo fallimento...
1- La dieta dissociata non ha valenza scientifica
Ovvero, a parità di calorie ingerite, dissociare
non serve a nulla, nel senso che si dimagrisce in modo equivalente
o addirittura di meno, come dimostrato da uno studio pubblicato
sul Journal of Obesity (aprile 2000). Per un mese due gruppi di
obesi hanno seguito una dieta da 1100 kcal: il gruppo che
ha seguito la dieta dissociata è dimagrito 1,5 kg in meno,
in media, rispetto al gruppo che seguiva una dieta bilanciata.
2- Dieta dissociata e digestione
Alcuni asseriscono che carboidrati e proteine
non debbano essere assunti insieme perché vengono digeriti
con meccanismi che entrano in conflitto tra loro. Questo concetto
è alla base della teoria della dieta delle combinazioni
alimentari.
A parte il fatto che la digestione non c'entra nulla con il dimagrimento,
un fisico sano è perfettamente in grado di digerire qualunque
combinazione di cibo, la discriminante più importante è
la quantità di cibo.
Si digerisce meglio un pasto bilanciato da 500 kcal che un mega
piatto di pasta da 1200 kcal!
3- Dieta dissociata, appetibilità e sazietà
Un modello alimentare che funziona, che consente
cioè di coniugare il mantenimento del peso ideale con il
piacere di mangiare, deve massimizzare la sazietà dei
cibi e delle preparazioni mantenendo l'appetibilità,
ovvero la bontà..
Dissociare vuol dire diminuire la sazietà dei cibi.
Infatti associando carboidrati e proteine andiamo a rallentare la
digestione, ma in modo del tutto fisiologico, nel senso che andiamo
ad evitare che avvenga in modo troppo veloce, portandoci ad avere
fame troppo presto.
Dissociare vuol dire anche diminuire l'appetibilità dei
cibi. Questo può portare a non eccedere con le calorie
perché ci si "stanca" prima, mancando la possibilità
di passare ad altro. Pensiamo al pasto a base di proteine: chi è
in grado di mangiarsi un kg di carne magra o 5 scatolette di tonno
al naturale?
Vediamola sotto un altro punto di vista: la dieta dissociata è
monotona e riduce il piacere di mangiare. Risultato: il soggetto
mangia meno! Tristissimo...
4- Dieta dissociata e alimenti
Tutti gli alimenti sono costituiti da carboidrati,
proteine e grassi. Certamente esistono cibi costituiti quasi esclusivamente
da carboidrati o proteine, ma sono la minoranza.
La stessa pasta contiene ben il 12,5% di proteine. Ma se
mangio 80 g di pasta, che contiene 10 g di proteine, perché
non posso mangiare 100 g di pane e 50 g di carne, che hanno circa
la stessa ripartizione carboidrati - proteine?
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