La dieta delle combinazioni alimentari

La dieta delle combinazioni alimentari, o teoria delle associazioni alimentari, è un modello alimentare messo a punto dal Dott. Herbert M. Shelton.

Secondo questa teoria l'alimentazione adottata ai giorni nostri dalla maggior parte delle persone è scorretta perché si basa sul presupposto che il nostro organismo sia in grado di assimilare e digerire qualsiasi alimento indipendentemente da come questo viene fornito. Da questa erronea convinzione dipenderebbero i numerosi problemi digestivi di cui soffrono milioni di persone e da cui derivano malattie più gravi come il cancro al colon.

I punti fondamentali della teoria sono quelli riportati in questo articolo, riveduti e corretti secondo una visione a 360 gradi dell'alimentazione. Come mostreremo in questo articolo, infatti, è assurdo costruire un modello alimentare solo al fine di ottimizzare il processo digestivo.

Considerazioni sulla teoria delle combinazioni alimentari

L'errore della teoria delle combinazioni alimentari è quello di considerare l'evento nutrizionale fondamentalmente imperniato sul momento della digestione e di individuare associazioni corrette o scorrette sulla base del livello di digeribilità che le varie combinazioni esprimono.

Questo modo di considerare il problema è semplicistico poiché le implicazioni della nutrizione non riguardano solo la digestione, la digeribilità costituisce solo un parametro parziale.

Da solo offre una visione insufficiente per valutare un pasto che potrebbe quindi essere facilmente digeribile ma sbilanciato nutrizionalmente o viceversa.

 

 

 

Dieta delle combinazioni alimentari

Affinché il processo metabolico possa avvenire nei migliore dei modi, è necessario che l'organismo disponga dei vari principi nutritivi e questo non è possibile consumando un unico alimento per pasto, poichè pochissimi alimenti contengono le giuste proporzioni di carboidrati, proteine e grassi.

Inoltre mantenere separati i macronutrienti può limitare l'assorbimento di alcuni principi nutritivi contenuti negli alimenti.

Ad esempio spremere un po' di succo di limone su una bistecca (secondo la teoria delle associazioni alimentari non bisognerebbe unire acidi e proteine), favorisce l'assorbimento del ferro contenuto nella carne grazie alla vitamina C presente nel succo del limone.

Combinare i cibi è quindi una necessità.

L'uomo si caratterizza per la sua grande capacità adattiva e questo vale anche per l'alimentazione. Il nostro apparato digerente è storicamente adattato alla digestione di qualunque tipo di cibo.

 

 

Non sarebbe plausibile la teoria secondo cui l'uomo possiederebbe un istinto naturale per l'associazione dei cibi. Da sempre l'uomo si è adeguato a mangiare secondo la disponibilità offertagli dell'ambiente circostante e questa disponibilità si è di volta in volta modificata nel corso dei periodi storici e dei luoghi dove si è trovato a vivere.

La digeribilità di un cibo è correlata alla quantità immessa (contenuto di grassi, proteine e carboidrati) e alle modalità di preparazione (fritto, bollito, ecc.).

E' ovvio che a seconda della combinazione alimentare, sarà necessario un tempo digestivo diverso e ci saranno quindi combinazioni più impegnative di altre, ma il nostro apparato digerente risponderà comunque in maniera adeguata a patto che non si sovrappongano fattori negativi come gli eccessi in genere (grassi, quantità, alcool, ecc).

Poi bisogna tenere conto del momento in cui consumiamo un pasto: di norma è meglio evitare pasti abbondanti prima di uno sforzo intenso (come un allenamento per esempio), prima di coricarsi o di un'intensa attività intellettiva.

Così come viene proposta la teoria delle combinazioni alimentari è pressochè impraticabile, però è utile conoscere quali sono le associazioni errate che comunemente commettiamo a tavola così da evitarli il più possibile.

Dopo aver valutato le associazioni favorevoli e sfavorevoli alla luce di tutte queste considerazioni, abbiamo stilato un decalogo per una corretta digestione.

 

 

 

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