Moscardino

Il moscardino (Eledone moschata) è un mollusco cefalopode che appartiene agli ottopodi, possiede cioè otto tentacoli muniti di ventose, che utilizza per cacciare e per riprodursi, uno di questi tentacoli, infatti, svolge nel maschio la funzione di organo copulatore e viene chiamato ectocotile.

Il moscardino ha un corpo ovale a forma di sacco, è molto simile al polpo, anche se presenta una testa più piccola con occhi più sporgenti e i suoi otto tentacoli hanno una sola fila di ventose, anziché due come nel polpo.

La sua pelle è liscia di colore grigio-bruno. Ha una lunghezza media di 15-20 cm, e può raggiungere massimo i 40 cm compresi i tentacoli, il suo peso varia dai 100 ai 700 grammi. Si nutre di molluschi bivalvi e di crostacei, e vive al massimo due anni. Il suo nome, moscardino, gli deriva dal fatto che, appena pescato, emana un caratteristico odore di muschio.

Zone di diffusione del moscardino

Moscardino

Il moscardino è un mollusco molto diffuso in tutto il mar Mediterraneo, in Italia si trova soprattutto in Alto e Medio Adriatico, dove la sua pesca rappresenta oltre la metà della produzione nazionale.

Predilige i fondali sabbiosi e fangosi e si muove tra i 15 e i 90 m di profondità.

La pesca del moscardino

Il moscardino viene pescato con reti a strascico e la sua pesca avviene tutto l'anno. A sua volta viene usato come esca, perché le sue carni, come tutte quelle dei cefalopodi, sono ricche di una sostanza cosiddetta luciferina che, a contatto con l'ossigeno disciolto nell'acqua, si ossida producendo una luce verdastra fosforescente che attira i pesci predatori, per questo viene usato maggiormente di notte per cacciare i saraghi.

 

Il moscardino in cucina

Le carni del moscardino sono ricche di sodio e di potassio e sono molto apprezzate in cucina, specialmente quelle degli esemplari più piccoli, di non più di 10 cm. Il moscardino viene di solito venduto sui luoghi di pesca, ma viene anche commercializzato fresco o congelato nel restante mercato italiano. Una volta acquistato, si consiglia di battere le carni del moscardino per farle risultare più tenere, di eviscerarlo, spellarlo e sciacquarlo bene sotto acqua corrente. Il moscardino si presta a svariate preparazioni, fritto, in umido, stufato con vino bianco e alloro, secondo una tradizionale ricetta marchigiana, o anche come accompagnamento di paste e risotti.

 

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