Asparagi

L’asparago è probabilmente originario della Mesopotamia antica e delle zone circostanti i fiumi Tigri ed Eufrate. Il termine asparago deriva dal latino asparagus, che significa germoglio. I Romani diedero questo nome alla pianta dell’asparago per due motivi: in primo luogo perché la parte commestibile è soltanto quella apicale del germoglio, secondo perché si riteneva che l’asparago possedesse delle benefiche proprietà curative in grado di rigenerare il corpo umano e ridargli nuova linfa.

Appartenente alla famiglia delle Liliacee, viene identificato in botanica con il nome Asparagus officinalis.

Asparagi

Gli asparagi sono piante poliennali di lunga durata, costituite da un fusto sotterraneo che si allunga all'inizio dell'estate e tende a portarsi verso la superficie del terreno.

Tali fusti, detti turioni, sono di colore bianco finché non spuntano in superficie, a contatto con la luce diventano dapprima di colore rosa e violaceo, e poi verde più o meno intenso.

Il turione rappresenta la parte edibile degli asparagi, tenera e carnosa, di sapore dolciastro che ricorda quello dei germogli di bambù.

Gli asparagi hanno notevoli proprietà diuretiche e contengono asparagina o acido aspartico, che conferisce all'urina il tipico odore. La comparsa dell'odore di asparagi nell'urina è associata all'efficienza del sistema renale: se il sistema è efficiente l'odore si sente nella minzione immediatamente successiva all'ingestione di asparagi.

Alcuni soggetti non avvertono l'odore di asparago nelle urine a causa di un'anosmia congenita (l'anosmia è l'incapacità di avvertire gli odori), altri soggetti invece, sempre a causa di una anormalità di tipo genetico, producono un'urina priva dell'odore di asparago.

Accedi ai servizi gratuiti

Per utilizzare i nostri servizi devi registrarti gratuitamente.

- Consiglia questo articolo su Google, clicca

Ultimi articoli pubblicati