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Parmigiano Reggiano
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Si attribuisce ai monaci Cistercensi
di Chiaravalle, all'inizio del millennio scorso, la produzione
di un formaggio a pasta dura in grado di conservare a lungo
le caratteristiche nutritive del latte. Testimonianze storiche
dimostrano che già nel 1200-1300 il Parmigiano Reggiano
aveva raggiunto quella tipizzazione perfetta che si è
conservata sostanzialmente immutata fino ai nostri giorni.
Le forme di Parmigiano Reggiano di allora, infatti,
erano cilindriche e pesavano 32 kg: erano dunque del tutto
simili alle attuali.
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Questo significa che la produzione casearia del comprensorio del
Parmigiano Reggiano ha sicuramente origini molto più antiche,
dal momento che si può ragionevolmente supporre che lo "standard"
del Parmigiano-Reggiano sia un'evoluzione di antichi formaggi, già
citati da autori latini, determinata dal costante perfezionamento
delle tecniche di caseificazione.
Caratteristiche del Parmigiano Reggiano
La zona di produzione del Parmigiano
Reggiano è piuttosto limitata: comprende le province di Parma, Reggio
Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno, e Mantova
alla destra del fiume Po. In questa zona avviene sia la produzione
del latte sia la trasformazione in formaggio.
Il Parmigiano Reggiano è un formaggio
a latte crudo, il latte deve essere prodotto con mucche alimentate
secondo un preciso disciplinare, che prevede, tra l'altro, che il
35% del foraggio sia di provenienza aziendale e che il 70% provenga
dalla zona di produzione; ma la caratteristica più importante,
che differenzia il Parmigiano Reggiano dal Grana Padano, è
il divieto di utilizzare insilati, ovvero foraggi
conservati nei silos, i quali vanno incontro a fermentazioni che
possono compromettere il gusto del formaggio.
Fino al 1983 il Parmigiano Reggiano si poteva produrre
solamente dal primo aprile all'11 novembre, poi la legge
venne abrogata e si consentì la produzione tutto l'anno.
A seconda del periodo di produzione, si parla di Parmigiano di
testa (da marzo a maggio) e di Parmigiano tardivo: le
caratteristiche cambiano a seconda della stagione poiché
in primavera ed estate il bestiame si alimenta con erba fresca e
con foraggio secco negli altri periodi dell'anno.
La produzione del Parmigiano si differenzia da quella del Grana
in alcuni punti che meritano un articolo
a parte.
Il Tosone è il Parmigiano Reggiano di un giorno: ovviamente
non si può chiamare parmigiano, si trova solo nelle zone
di produzione, è un formaggio fresco piuttosto insapore,
di solito viene mangiato impanato e fritto.
Come scegliere il Parmigiano Reggiano
Esistono differenti tipologie di Parmigiano Reggiano.
Una prima differenziazione riguarda la verifica di qualità
e il tempo di stagionatura.
Il Parmigiano-Reggiano "prima stagionatura"
presenta difetti di lieve o media entità nella struttura
della pasta e/o sulla crosta, ma senza alterazioni delle caratteristiche
organolettiche tipiche del prodotto. Al marchio ovale a fuoco viene
aggiunto sulla crosta, lungo tutto lo scalzo, uno speciale contrassegno
costituito da solchi paralleli posti sulla scritta a puntini.
Il Parmigiano-Reggiano EXTRA è quello che
supera, trascorsi 18 mesi di stagionatura, un ulteriore esame di
"espertizzazione" del Consorzio richiesto volontariamente
dal detentore del formaggio.
Negli ultimi anni sono nate ulteriori certificazioni di qualità,
come quella del Parmigiano Reggiano di Montagna
e il Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse, prodotto
esclusivamente con latte di razza Reggiana.
Il Parmigiano Reggiano offre il meglio di sè tra
i 26 e i 30 mesi. Non è facile trovare forme di
parmigiano oltre i 30 mesi, che non siano già "passate",
ovvero che abbiano perduto l'ampiezza di aromi tipica del prodotto
al massimo della sua espressione, e che abbiano acquisito aromi
sgradevoli e sapori estranei, il piccante in primis.
Prima di puntare su stagionature estreme, oltre i 30 mesi, consiglio
sempre di comparare il prodotto con la stagionatura "ideale",
dai 26 ai 30 mesi. Sconsiglio anche di acquistare un Parmigiano
Reggiano sotto i 24 mesi di stagionatura, quando non ha ancora acquisito
la friabilità e gli aromi che lo contraddistinguono.
La caratteristiche peculiari del Parmigiano Reggiano, che ne determinano
la qualità, sono:
- la friabilità e
la solubilità, ovvero la tendenza a sbriciolarsi
e a sciogliersi in bocca;
- l'assenza di piccante e di amaro;
- la sapidità;
- la complessità degli aromi e l'intensità
degli stessi.
Produzione del Parmigiano Reggiano
Il latte intero viene fatto riposare per 8-15
ore in vasche poco profonde, che facilitano l'affioramento della
crema, che viene asportata fino ad ottenere un latte con il
2.2-2.5% di grasso (all'origine si ha circa il 4%).
Preparazione del latte
Il latte intero viene fatto riposare per 8-15
ore in vasche poco profonde, che facilitano l'affioramento della
crema, che viene asportata fino ad ottenere un latte con il
2.2-2.5% di grasso (all'origine si ha circa il 4%).
Sieroinnesto
Il latte viene travasato in caldaie a forma di
campana rovesciata con un doppiofondo di rame nella cui intercapedine
scorre il vapore. Si scalda così il latte fino a 20-22 gradi
e si aggiunge il sieroinnesto,
una coltura naturale di bacilli termofili (Lactobacillus bulgaricus,
helveticus, casei e fermenti). Questo innesto di ottiene dal siero
del latte lasciato riposare al caldo per 15-30 ore.
Formazione e rottura della cagliata
Il latte viene scaldato a 32 gradi e si aggiunge
il caglio, dopo 10 minuti si forma la cagliata, che viene
rotta con lo "spino", fino a ridurla in piccoli pezzi
della forma di un chicco di frumento. La temperatura viene aumentata
lentamente a 44 gradi per favorire lo spurgo dal siero, e si interrompe
l'agitazione.
Cottura della cagliata
Si riprende l'agitazione e si porta la cagliata
a 55 gradi (il Parmigiano Reggiano è un formaggio
a " pasta
cotta"), dopodiché si interrompe l'agitazione e
si lasciano cadere sul fondo i granuli di cagliata. Si controlla
il pH, che deve essere di 5.9-6, e si preleva il siero che servirà
per l'innesto del giorno dopo.
Messa in forma
I granuli vengono fatti riposare per mezz'ora,
poi vengono estratti dalla caldaia con l'ausilio di robuste tele
e messe in fascere di legno. Dopo ripetuti rivoltamenti e
cambi di tele, vengono poste in fascere metalliche che ne
daranno la forma finale. Dopo almeno 10 ore vengono marchiate.
Salagione
Dopo tre giorni lo spurgo è terminato:
le forme possono essere estratte dalle fasciere e poste a bagno
in una salamoia a 18-20 gradi per poco meno di un mese. Le forme
galleggiano nella salamoia, e quindi non sono immerse completamente:
devono essere rigirate 2 volte al giorno per consentire la diffusione
uniforme del sale.
Maturazione
Le forme vengono sistemate sulle "scalere"
alla temperatura di 15-18 gradi e umidità dell'85% per i
primi 7 mesi, e a 12-16 gradi e il 90% di umidità per il
periodo residuo.
Dopo circa un anno vengono battute per controllare la presenza di
eventuali cavità interne e quindi messe in vendita: il Grana
dopo 15 mesi, il Parmigiano dopo 18-24 e a volte anche 36 mesi.
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