I cibi che normalmente utilizziamo nella nostra
alimentazione sono centinaia: è improponibile conoscere con
esattezza le calorie per 100 g di ognuno di essi (se non per gli
addetti ai lavori), ma conviene riferirsi a valori medi che funzionino
per intere categorie di alimenti. Di fronte a un cibo variabile,
cioè di un cibo le cui calorie per 100 g non sono fisse ma
dipendono da fattori difficilmente incontrollabili dal consumatore
come maturazione, varietà, metodo di preparazione, un soggetto
dotato di una buona coscienza alimentare deve essere in grado di
stabilire quante calorie ha per 100 g con una approssimazione del
15-20%. Questo significa che per i cibi che hanno più di
200 kcal per 100 g, è sufficiente individuare le calorie
per 100 g per multipli di 50, per i cibi che hanno meno di 200 kcal
per 100 g per multipli di 20.
Per esempio, se dico che un formaggio fresco ha 250 kcal per 100
g non commetto un errore significativo perché ne può
avere dalle 220 alle 280; la carne semigrassa 170 (ne ha dalle 150
alle 190). E la frutta?
Di seguito riporto le calorie dei frutti più
diffusi (ho omesso quelli particolari, come castagne e i frutti
lipidici, che hanno più del doppio delle calorie e vanno
considerati come alimenti a sè), sono valori medi ricavati
da fonti italiane (INRAN), europee (database francese) e americane
(USDA).
Come si può vedere, i valori variano senza soluzione di continuità
tra le 20 e le 90 kcal per 100 g. Per semplificare questi valori
si possono adottare due strategie:
- si utilizza un valore medio di 50 kcal
per 100 g;
- si utilizzano due valori medi, dividendo la frutta in due categorie.
Il primo approccio è perfetto se il consumo di frutta è
limitato in quantità e in frequenza, per chi ama la frutta
e ne mangia tanta, è bene adottare un approccio diverso.
Il secondo approccio prevede di dividere la frutta in due categoria:
- frutta ipercalorica, da
60 kcal in su, per la quale si utilizza un valore medio di 80
kcal.
- frutta normocalorica, con meno di 60 kcal,
per la quale si utilizza un valore medio di 40 kcal per 100 g.
Frutta ipercalorica
Banane 89.00
Fichi 74.00
Mandarini 72.00
Litchi 70.00
Loti o kaki 65.00
Melagrane 63.00
Uva 61.00
Kiwi 61.00
Frutta normocalorica
Fichi d'india 53.00
Mele fresche 53.00
Mango 53.00
Mandaranci 53.00
Ciliege 50.00
Arance 47.00
Prugne 42.00
Amarene 42.00
Pere fresche 41.00
Ananas 40.00
Albicocche 39.00
Pesche 39.00
Pesche con buccia 39.00
Mora di rovo 36.00
Lamponi 34.00
Melone d'estate 33.00
Arance, succo 33.00
Cocomero 30.00
Prugne gialle 30.00
Nespole 28.00
Papaia 28.00
Ribes 28.00
Fragole 27.00
Mele cotogne 26.00
Pompelmo 26.00
Mirtilli 25.00
Limoni 11.00
La
frutta ipercalorica è tutto sommato poca:
banane, fichi, mandarini, litchi, kaki, uva, kiwi, ed è quella
che "intuitivamente" ha tante calorie perché particolarmente
dolce. Non bisogna dimenticare, poi, che anche la frutta ipercalorica
può, qualora non fosse particolarmente di qualità
e quindi avesse un basso punteggio in
gradi
Brix, rientrare nella frutta ipocalorica, e che alcuni frutti
normocalorici, di altissima qualità (come alcune varietà
di ciliegie), possono avere più di 80 kcal per 100 g.
Dunque come comportarsi?
Ricordiamo che
l'indice
di appetibilità rappresenta la quantità di calorie
che dobbiamo assumere prima di sentirci sazi. Se consideriamo un
solo cibo, esso
dipende sostanzialmente dalle calorie per
100 g. Se una ciliegia di bassa qualità da 8 gradi
Brix e circa 30 kcal per 100 g ci stanca dopo una piccola porzione
da 200 g, una ciliegia di ottima qualità, da 20 gradi Brix
e 80 kcal per 100 g non ci stanca mai: se siamo ghiotti di ciliegie,
ne possiamo tranquillamente mangiare 1 kg assumendo 800 kcal, contro
le 500 teoriche "da tabella". Ovviamente è improbabile
che si verifichino tali abbuffate di frutta durante una dieta ipocalorica,
cioè quando la nostra alimentazione è controllata
in modo preciso, ma quando questo accade, è opportuno rivedere
al rialzo i valori medi, per evitare di sottostimare il potere calorico
della frutta.
Concludendo, dunque, possiamo comportarci in questo modo:
- per la maggior parte della frutta il valore
medio di 40 kcal per 100 g è una ottima
approssimazione per valutare quante calorie stiamo introducendo.
- per i pochi frutti ipercalorici, possiamo considerare un valore
medio di 80 kcal per 100 g;
- nel caso di scorpacciate di frutta normocalorica particolarmente
dolce, è bene ritoccare al rialzo i valori medi per evitare
di sottostimare di diverse centinaia di calorie il potere energetico
fornito dalla frutta.