Nella suddivisione classica i frutti si distinguono
in frutti semplici, frutti aggregati, infruttescenze e falsi frutti.
I frutti semplici sono formati solo dall'ovario
del singolo fiore, questi si dintinguono a loro volta in frutti
secchi, che a maturità hanno un contenuto di acqua piuttosto
basso; e frutti carnosi, ricchi di parenchimi che trattengono una
notevole percentuale di acqua (la maggior parte della frutta commestibile).
I frutti aggregati derivano dall'evoluzione di
più pistilli posti sullo stesso ricettacolo, che rimangono
uniti anche nel frutto (es mora di rovo, lampone). Le infruttescenze
derivano da evoluzioni di infiorescenze cioè i singoli frutti
derivano da pistilli di fiori diversi che formavano un’infiorescenza
più o meno compatta (es ananas).
I falsi frutti derivano dalla trasformazione del
pistillo insieme ad altre parti del fiore (es mela e pera, il frutto
vero è il torsolo).
La maggior parte della
frutta fresca
contiene molta acqua (fino al 90 % e oltre), poche proteine e pochi
grassi, salvo alcune eccezioni come
l'avocado
e il
cocco, che contengono molti grassi.
Gli
zuccheri della frutta fresca variano dal 5
al 20%, le
calorie per 100 g da 20 a più
di 100 per i frutti più dolci e maturi.
La frutta è la fonte principale di molte vitamine idrosolubili
e di minerali, ha un indice di sazietà medio-alto e quindi
andrebbe assunta quotidianamente. Tuttavia, a causa del contenuto
calorico non bassissimo, non andrebbe mai consumata "senza
limiti" perché un consumo smodato può causare
un eccesso di calorie che può portare al sovrappeso.
Nella frutta sono presenti anche altre sostanze bioattive come alcuni
enzimi digestivi (nell'
ananas e nella
papaya)
o sostanze psicoattive come nel
cacao
o nel caffè.