Bacche di Goji

Goji

L'albero del licio, nelle varietà lycium barbarum e lycium chinensis, dà origine a questi frutti, le bacche di goji, nel mondo anglosassone chiamate wolfberry. Il termine "goji" è stato ideato da un botanico statunitense, Bradley Dobos, nel 1973. I goji sono originari dell'Asia meridionale, in special modo vengono coltivati nell'Himalaya, in Mongolia, in Tibet e in Cina, dove si ritiene che queste bacche abbiano innumerevoli poteri benefici sull'organismo.

I goji si presentano come delle piccole bacche rosse di forma ovale molto simili a dei peperoncini e, in proporzione alle loro dimensioni, contengono grandi quantitativi di antiossidanti, vitamine e sali minerali. Da sempre vengono impiegati nella medicina tradizionale orientale per curare numerosi disturbi e per rafforzare il sistema immunitario, tanto che attualmente la loro fama è cresciuta in modo esponenziale fino a elevarli al rango di "frutto antinvecchiamento", "frutto della longevità", "frutto miracoloso", epiteti, a parer mio, un tantino eccesivi, considerando il fatto che sì, è vero che i goji contengono molti nutrienti utili all'organismo, ma per vederne i benefici bisognerebbe assumerne una dose giornaliera cospicua (circa 100 bacche al giorno).

Aggiungo, inoltre, che i goji sono molto costosi e reperibili sono in alcuni negozi specializzati, o essiccati o sottoforma di succhi di frutta.

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