Il prosciutto cotto è prodotto con le cosce o le spalle dei maiali, che vengono sottoposte a salagione a secco o in salamoia, o tramite iniezione della salamoia nelle vene, vengono poi lavate e asciugate, disossate e cotte all'interno di stampi metallici o tramite cottura sotto vuoto.
Il prosciutto cotto è un alimento molto diffuso ma che andrebbe valutato con molto più scetticismo da parte dei consumatori. In generale il prosciutto cotto è qualitativamente inferiore a quello crudo, e quindi anche i metodi di allevamento dei maiali risentono di questa peggior qualità. Scegliere un prosciutto cotto magro spesso vuol dire acquistare un prodotto fatto con maiali esteri, prodotti con metodi di allevamento intensivi e di scarsa qualità. E soprattutto contiene sempre nitriti, conservanti potenzialmente nocivi che andrebbero evitati.
Esistono alcune produzioni di prosciutto cotto artigianali, sto parlando della spalla cotta, diffusa nella zona di Parma e provincia ma particolarmente famosa è quella di San Secondo, prodotta nell'omonimo paese. Questi prodotti spesso sono privi di nitriti ma utilizzano solo nitrato e vitamina C, e dunque sono più salubri e molto, molto più gustosi.
La politica migliore sarebbe quella di limitare il consumo di prosciutto cotto a situazioni eccezionali e non adottarlo dunque nell'alimentazione abituale, puntando se possibile a prodotti di qualità. In alternativa si può preparare a casa in poco tempo un ottimo arrosto di maiale che può, una volta raffreddato, fare le veci del prosciutto cotto.