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Formaggio: istruzioni per l'uso
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In questa breve guida prenderemo in considerazioni
tutti gli accorgimenti per degustare al meglio questo alimento così
importante e ricco di fascino.
Prima di iniziare, ti consigliamo di capire come
funziona il gusto.
Temperatura
Chi ama il vino sa che la temperatura è
fondamentale: per il formaggio vale lo stesso principio, anche se
il discorso è molto più semplice.
Infatti ogni vino ha una temperatura ottimale di degustazione, mentre
i formaggi vanno assaggiati a temperatura ambiente a prescindere
dal tipo.
Putroppo non sempre c'è la possibilità di preparare
le porzioni e lasciarle riscaldare per mezz'ora, tempo necessario
per raggiungere la temperatura ambiente, quando si può, comunque,
è bene farlo perché il profumo e l'aroma, ma anche
il sapore vengono attenuati dalla bassa temperatura.
Taglio
Per quanto riguarda la scelta del coltello,
vale la regola che più la pasta è molle e più
la lama deve essere sottile e stretta, poiché una superficie
grande a contatto con la pasta produrrà fette sbavate e imperfette.
Al limite, per paste molto molli si può usare un filo
metallico.
Con i formaggi a pasta dura, invece, vanno usati coltelli
a lama larga e spessa.
Con formaggi che presentano una grana grossolana, come il
Grana o il Parmigiano, ma anche alcuni pecorini stagionati, si usa
il classico coltello a mandorla che "spacca" il formaggio
per esaltarne la granulosità.
Esiste una regola generale per tagliare il formaggio: ogni porzione
dovrebbe avere una quantità uguale di crosta.
Seguendo questo criterio nascono i vari tipi di taglio, che dipendono
dalla forma dei formaggi: le forme cilindriche e basse vanno divise
a metà, poi tagliate a fette e se queste risultano troppo
grandi bisogna porzionarle trasversalmente in modo tale da ottenere
liste con due porzioni opposte di crosta.
Le forme cilindriche alte vanno divise a piccoli cilindretti e poi
tagliate a spicchi.
Conservazione
Dal momento in cui viene tagliato, il formaggio
entra in contatto con l'ambiente esterno ma soprattutto con l'ossigeno
dell'aria, che lo porta a un graduale peggioramento delle caratteristiche.
È quindi importante acquistare quantità piccole di
formaggio, cosa che spesso è resa difficile da rivenditori
che tendono a "provarci" porzionando fette troppo grandi.
Il formaggio porzionato va conservato in frigorifero, le
fette devono essere separate e conservate all'interno della carta
oleata, i formaggi stagionati possono essere conservati all'interno
di un canovaccio di cotone, nella parte bassa del frigorifero.
Analisi sensoriale
L'analisi sensoriale del formaggio è molto
simile a quella di molti altri alimenti: se ne valuta l'aspetto
visivo, tattile, le caratteristiche olfattive e gusto-olfattive,
e l'esame della struttura in bocca.
Aspetto visivo e tattile
Le prime caratteristiche che vengono analizzate
in un formaggio sono la forma, le dimensioni e le caratteristiche
della crosta.
Quest'ultimo dato ci informa sulle caratteristiche di lavorazione,
vediamo qualche esempio:
- le croste fiorite si caratterizzano
per la presenza di muffe sulla superficie (come nel camembert
e nel brie);
- le croste lavate caratterizzano i
formaggi maturati lavando la crosta con siero, salamoia, olio
o alcol;
- croste lisce, rugose o canestrate
a seconda del contenitore nel quale è stata posta la cagliata
per dare la forma al formaggio.
La crosta di un formaggio qualsiasi deve esser priva di spaccature
o fessurazioni, pulita, se presenta muffatura questa deve avere
una distribuzione uniforme.
Il colore della crosta deve essere omogeneo e senza eccessive sfumature.
La durezza della crosta è un indicatore del grado di affinamento
del formaggio.
Anche l'esame della pasta può darci molte informazioni
sul formaggio. Il colore dipende dal tipo di latte, dall'alimentazione
del bestiame e dall'affinamento. In generale, i formaggi caprini
e ovini avranno un colore chiaro, i formaggi molto stagionati in
genere avranno colori con tonalità più intense, dal
giallo paglierino al dorato.
L' unghiatura è la parte sottostante la crosta, che
assume generalmente un colore più scuro, è più
spess ed evidente nei formaggi stagionati. Deve essere presente
ma non troppo spessa ed evidente.
L' occhiatura è la presenza di piccoli buchi all'interno
della crosta, causate da fermentazioni che sono volute in alcuni
formaggi ma rappresentano difetti in altri: è bene che sia
ripartita regolarmente, con dimensioni dei fori omogenee.
La consistenza della pasta si esamina al tatto: può
essere molle, semidura o dura, elastica, granulosa, untuosa, secca,
ecc.
Esame olfattivo
I profumi che un alimento può offrirci
sono molteplici, e infatti l'analisi olfattiva è la più
complessa tra le analisi sensoriali.
La cosa più difficile è quella di identificare, dandogli
un nome e quindi facendo un paragone diretto, un particolare
odore che percepiamo distintamente.
Le principali famiglie degli odori riferiti al formaggio sono:
- odori lattici (latte fresco, latte acido, latte bollito,
yogurt, burro, panna, ecc.);
- odori vegetali (erba, muschio, fieno, ecc.)
- odori speziati (pepe, noce moscata, zafferano, chiodi di
garofano, ecc.);
- odori floreali;
- odori di tostato (cioccolato, caramello, vaniglia, di bruciato,
di affumicato, ecc.);
- odori animali (stalla, cuoio, pelo di animale, ecc.)
Esame gusto-olfattivo
Come gusti si possono riconoscere unicamente
il dolce, il salato, il piccante, l'acido, l'amaro e l'astringente.
Gli aromi, ovvero le sensazioni olfattive che ritornano per
via retronasale, saranno simili ai profumi percepiti con l'olfatto
ma modificati, resi più complessi.
La persistenza gusto-olfattiva è la durata del sapore, che
può variare da qualche secondo fino a oltre 30 secondi.
Da ultimo, si potrà valutare la consistenza in bocca, che
può essere dura, elastica, deformabile, fine, granulosa,
gommosa, ecc.
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