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Il formaggio fuso e le sottilette
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Il formaggio fuso è uno dei prodotti caseari
più diffusi. Tecnicamente si definiscono formaggi fusi i prodotti
ottenuti per fusione a caldo di uno o più formaggi
con l'ausilio di additivi emulsionanti, i sali di fusione,
e con eventuale aggiunta di acqua o di altri prodotti derivati
del latte (latte in polvere, grasso del latte, ecc.) o diversi
(grassi vegetali, ecc.), condimenti e altri additivi come
conservanti, stabilizzanti, ecc.
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Il formaggio fuso è uno dei prodotti
caseari più diffusi. Tecnicamente si definiscono formaggi fusi i
prodotti ottenuti per fusione a caldo di uno o più
formaggi con l'ausilio di additivi emulsionanti, i sali di fusione,
e con eventuale aggiunta di acqua o di altri prodotti derivati del
latte (latte in polvere, grasso del latte, ecc.) o diversi (grassi
vegetali, ecc.), condimenti e altri additivi come conservanti, stabilizzanti,
ecc.
I formaggi fusi sono stati inventati alla fine del 1800 per
aumentare la conservabilità dei prodotti esportati oltreoceano,
e sono diventati una realtà industriale notevole negli anni
successivi. Il primo brevetto per i formaggi fusi fu della Svizzera
Gerber nel 1910, in seguito l'evoluzionesi spostò negli USA,
dove la Kraft americana brevettò le sottilette nel
1930 e il confezionamento in film plastici (sottilette moderne)
negli anni '50 e '60.
Produzione del formaggio fuso e delle sottilette
Il processo di fusione dei formaggi ha lo scopo
di trasformare la massa di caseina che costituisce i formaggi
in un composto omogeneo, semifluido e viscoso, che diventa liquido
se riscaldato sopra una certa temperatura. Per fare ciò vengono
aggiunti sali di fusione (polifosfati) in grado di trasformare,
in associazione all'agitazione e al calore, il paracaseinato di
calcio del formaggio in paracaseinato di sodio, un composto privo
di reticolo proprio e in grado di fondersi in una massa omogenea.
Il formaggio fuso non può essere fatto con formaggi difettosi
(marci, infestati da parassiti, putrescenti), ma in genere viene
prodotto con formaggi di qualità medio-bassa, ma comunque
commestibili.
I formaggi più utilizzati per produrre le sottilette e i
formaggi fusi sono l'Emmenthal, il Cheddar, il Gouda, l'Edam, il
Gruyere, la Fontina, il Provolone, l'Italico.
Convenienza dei formaggi fusi
Le sottilette e i formaggi fusi
in genere presentano indubbi vantaggi dal punto di vista della praticità,
della facilità di conservazione e della versatilità,
sono spesso corredati di valori nutrizionali che rimangono standard
durante tutto il periodo di produzione.
Tuttavia i formaggi fusi sono prodotti sconsigliabili in un modello
alimentare che consenta di coniugare salute e gusto, per i seguenti
motivi:
- le sottilette e i formaggi fusi contengono
additivi potenzialmente nocivi come i polifosfati, che sottraggono
calcio all'organismo e quindi in dosi massicce diventano pericolosi;
- le sottilette e i formaggi fusi non
sono prodotti con formaggi di qualità medio-alta e
quindi non possono avere le caratteristiche organolettiche elevate;
L'ultima caratteristica vanifica il potenziale vantaggio dei formaggi
fusi light, che non consentono di risparmiare calorie a parità
di sapore: basta scegliere un formaggio grasso di qualità,
molto saporito, per insaporire i piatti in modo maggiore con le
stesse (o meno) calorie.
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