Granseola

La grancevola (maja squinado) è un crostaceo decapode della famiglia dei Majidae, e viene comunemente chiamata granseola, nome che deriva dall'unione dei due termini di lingua veneta "granso" (granchio) e "seola" (cipolla), per la forma del suo carapace simile ad una cipolla o ad un cuore rovesciato.

Tutto il dorso è ricoperto di spini e tubercoli, ed è dotata di cinque paia di zampe sottili e molto lunghe adatte per muoversi nei fondali sabbiosi e rocciosi, due delle quali, quelle vicine agli occhi, sono provviste di chele.

La granseola è di colore bruno con sfumature che vanno dal rosso all'arancione a seconda del fondale in cui vive, è capace, infatti, di mimetizzarsi nascondendosi tra le rocce e le alghe. È un crostaceo che può raggiungere grandi dimensioni, fino a 25 cm di lunghezza e 18 cm di larghezza, senza contare le zampe, e fino a 500 g di peso.

Ad intervalli regolari la grancevola rinnova il proprio carapace, attraverso una muta, e durante questo periodo rimane indifesa e vulnerabile a qualsiasi attacco.

Zone di diffusione della granseola

La granseola è presente in tutto l'Oceano Atlantico orientale, dall'Irlanda alla Guinea, e nel Mar Mediterraneo, è diffusa, inoltre, in tutte le coste italiane. Solitamente vive su fondali sabbiosi e detritici fino a 100 m di profondità, ma in Sardegna è possibile incontrarla anche a profondità inferiori.

Tecniche di pesca della granseola

Granseola

La granseola si pesca con nasse, tremagli e reti a strascico. La sua pesca è molto intensiva nell'alto Adriatico, soprattutto nelle lagune venete, dove le nasse (trappole a maglie sottili) sono generalmente posizionate al largo la sera, e recuperate la mattina seguente per sostituire l'esca e scaricare il pescato. La granseola viene anche allevata e a volte è meglio ricorrere a questa fonte di approvvigionamento per ragioni igieniche e per avere la garanzia della certificazione di origine.

La granseola in cucina

Quando si procede all'acquisto di una granseola occorre assicurarsi che sia ancora viva. Di solito viene tenuta in vasche piene d'acqua fino al momento della vendita. Il periodo migliore per il suo consumo è quello invernale quando le carni degli esemplari femmina sono più sode e prelibate. Per aprirla sono necessarie le apposite pinze, ma si può usare anche uno schiaccianoci. In alternativa, è possibile acquistare la granseola surgelata o in scatola, anche se sarà meno saporita, nonostante abbia un prezzo molto elevato pari a quello dell'aragosta.

 

 

La granseola è ricca di potassio, fosforo e sodio, è un alimento ipocalorico (circa 50 kcal per 100 g) ed è una fonte importante di proteine. Ha un sapore dolce e gustoso che si presta bene ad impreziosire antipasti, aperitivi e primi piatti, e che si abbina bene con lo zenzero o con il radicchio.

In Veneto, dove si ha il maggior consumo di granseola, la si prepara lasciandola intera nel suo carapace con della salsa di pomodoro o in bianco condita solamente con succo di limone e prezzemolo.

 

- Consiglia questo articolo su Google

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Alimentazione


Polifosfati

I polifosfati sono additivi utilizzati in svariati alimenti, spesso a sproposito, e hanno una certa criticità dal punto di vista degli effetti sulla salute.


Addensanti (additivi alimentari)

Gli addensanti sono additivi alimentari utilizzati per assicurare agli alimenti determinate caratteristiche fisiche, come aspetto, consistenza, stabilità nel tempo.


Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA)

Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) sono sostanze cancerogene che si sviluppano a causa delle alte temperature e quindi anche nella preparazione di svariati alimenti.


Valeriana o songino

Valeriana: un tipo di lattuga da non confondersi con la valeriana officinalis. Scopriamo le sue proprietà e come utilizzarla in cucina.

 


Diossine e PCB: cosa sono e come difendersi dai rischi alimentari

Le Diossone e i PCB sono tra i contaminanti ambientali e alimentari più pericolosi: ecco come arrivano nel cibo e come evitarli.


Vini Supertuscan

Supertuscans: i grandi vini rossi toscani che hanno deciso di fare a meno delle denominazioni Doc e Docg.


Vino rosé Pamplemousse

Vin de Pamplemousse, la bevanda a base di vino e succo di pompelmo che viene dalla Francia.


Vino blu (Gik)

Il primo vino blu del mondo (prodotto dalla compagnia Gik), realizzato a tavolino da un'azienda spagnola, ha destato scalpore e curiosità.

Accedi ai servizi gratuiti

Se sei già registrato, clicca qui per accedere ai servizi gratuiti:

  • Database Alimenti
  • Calcola Ricetta
  • Slot Machine

Altrimenti, clicca qui per registrarti gratuitamente.