Vega test e l'EAV

Il Vega test è un test non convenzionale (non accettati dalla medicina convenzionale) per rilevare le intolleranze alimentari.

Il Vega test nasce nel 1976, ad opera del Dr. Helmut Schimmel, come un'elaborazione dell'E.A.V. o Elettroagopuntura di Voll. Il funzionamento di base prende lo spunto dal fatto che sul corpo umano vi sono dei percorsi energetici (detti "meridiani") sui quali compaiono dei punti in cui la corrente scorre con più facilità, questi punti sono gli stessi utilizzati dall'agopuntore per effettuare i suoi interventi terapeutici. Prendendo come riferimento uno di questi punti è possibile misurare la microcorrente che scorre nel corpo del paziente in presenza dei vari rimedi, trovando in questo modo quello più adatto.

L'apparecchio per il Vega test emette una debole corrente elettrica continua che scorre dall'apparecchio a un cilindro di ottone, coperto con una garza umida contenente la sostanza da testare. Il paziente tiene in una mano il cilindro di ottone venendo in contatto con la sostanza da testare. L'apparecchio è poi collegato ad una sonda, con cui l'operatore tocca "punti dell'agopuntura" sul corpo del paziente. L'apparecchio misura il passaggio di corrente attraverso il corpo del paziente, l'informazione viene riportata su un indicatore a lancetta o uno schermo di calcolatore, che fornisce una lettura numerica su una scala da 0 a 100.

Secondo il Vega test, uno scostamento dai valori "normali" di tensione (da 45 a 55 Volt) indicano la positività dell'alimento.

Sottoposto ad un rigoroso test in doppio cieco [1], il Vega è risultato assolutamente incapace di distinguere i pazienti allergici da quelli non allergici, in paragone ai test convenzionali.





Vega test

Il Vega test presenta un problema deontologico molto più serio rispetto al suo utilizzo come test per le intolleranze: infatti molti medici "alternativi", tramite fiale-test chiamate "nosodi", contenenti sostanze diverse da alimenti, diagnosticano al paziente varie malattie anche gravi, nel caso queste fialette risultassero positive al loro esame.

In altri termini ci sono medici che, tramite una fialetta messa a contatto con la pelle o in un contenitore, diagnosticano non solo una serie infinita di intolleranze alimentari, ma anche se quel paziente ha o sta per avere un cancro, una ipertrofia della prostata, se ha una candidosi o mille altre malattie.

[1] 3. Lewith T et al 2001 — Is electrodermal testing as effective as skin prick tests for diagnosing allergies? A double blind, randomised block design study. B M J ; 322:131-134.

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