|
| Salmonella |
 |
|
|
Scoperta più
di un secolo fa da un medico di nome Salmon, la Salmonella,
nelle sue varie forme, è l'agente batterico più
comunemente isolato in caso di infezioni alimentari sia sporadiche
che epidemiche.
Esistono molte specie facenti parti del genere Salmonella.
Le più note e quelle di interesse alimentari fanno
parte della specie Salmonella enterica.
|
 |
Tra queste, vi sono oltre 2000 sierotipi diversi:
in ogni paese si riscontra una prevalenza di alcuni tipi (circa
200 negli USA), con pochi sierotipi che causano la maggioranza degli
episodi patologici. Almeno negli USA, a partire dagli anni ottanta,
sono stati due sierotipi della specie Salmonella enterica, il sierotipo
typhimurium e il sierotipo enteritidis
(detto anche SE, identificato a partire dagli anni ’80) a
causare la maggioranza delle malattie.
L'infezione da Salmonella
La Salmonella vive nell'apparato
intestinale degli uomini e degli animali, e può essere trasmessa
attraverso cibi contaminati da feci, che non presentano alcuna alterazione
alla vista o all'olfatto: la carne cruda, le uova, il pollame, il
latte non pastorizzato e i derivati, la maionese fresca, le creme
e i succhi di frutta non pastorizzati sono gli alimenti più
a rischio. Tuttavia, anche le verdure possono contenere salmonelle,
se conteminate con concime animale (letame).
Nella maggior parte dei casi, la Salmonella causa diarrea,
febbre e crampi addominali tra le 12 e le 72 ore dopo l'infezione.
Siccome questi sintomi sono molto generici, spesso chi contrae l'infezione
non si rivolge al medico e conseguentemente non rientra nelle statistiche
e non è possibile isolare ed identificare l'agente patogeno.
I sintomi causati dall'infezione da Salmonella scompaiono nel giro
di 4-7 giorni, senza bisogno di particolari trattamenti.
Solo in alcuni casi la diarrea può essere così grave
da richiedere ricovero in ospedale, dove il paziente viene curato
con un trattamento di reidratazione e con antibiotici per prevenire
la diffusione dell'infezione ad altri organi attraverso il flusso
sanguigno.
Purtroppo, molti ceppi di Salmonella sono diventati resistenti
agli antibiotici, anche a causa dell'uso di antibiotici
negli allevamenti di animali, soprattutto dei polli.
In rari casi, le persone affette da Salmonella possono avere conseguenze
più a lungo termine, come artriti (per esempio la sindrome
di Reteir) e irritazione agli occhi, difficili da trattare.
La mortalità è molto bassa, con rischi
maggiori per anziani, bambini molto piccoli, persone debilitate
(es., convalescenti, malnutriti) o immunodepressi.
Prevenire l'infezione da Salmonella
La cottura degli alimenti abbatte
totalmente il rischio di infezione da Salmonella, tuttavia questo
non è sufficiente poiché spesso capita che il batterio
venga trasferito ad alimenti crudi o cotti in precedenza dalle mani
di chi manipola tali alimenti. Dunque, la pratica più importante
per evitare la contaminazione da Salmonella rimane quella di una
rigorosa igiene da parte di chi tratta gli alimenti, a tutti i livelli
della filiera. Solo un radicale cambiamento nelle pratiche di manipolazione
e trattamento dei cibi, oltre a un'accurata igiene personale del
personale che tocca gli alimenti, può infatti far sperare
in un abbassamento del numero di infezioni riscontrate, che sono
ancora molte anche considerando che la maggior parte non vengono
considerate tali a causa dei sintomi, generici, della malattia.
I consigli da seguire per evitare la contaminazione, oltre ovviamente
a non consumare carne (pollame in primis) e uova crudi o poco cotti,
sono di ordine igienico e prevedono il lavarsi accuratamente le
mani prima di manipolare gli alimenti in preparazione, e di evitare
la contaminazione crociata tra alimenti infetti, mantenendo separate
le carni crude da quelle cotte, e manipolando il cibo crudo a rischio
contaminazione con strumenti diversi da quelli utilizzati per gli
alimenti da mangiare senza ulteriore cottura. Per esempio, è
sempre bene tagliare la carne cruda su un tagliere apposito, non
su quello utilizzato per le verdure o per il formaggio.
Anche la corretta conservazione è fondamentale:
infatti la Salmonella è patogena solo se vengono ingeriti
un certo numero di batteri. Se si conservano correttamente in frigorifero
(a temperatura non superiore ai 4°C) gli alimenti a rischio,
si limita la proliferazione batterica e la probabilità di
infezione diminuisce drasticamente.
Salmonella nei bambini
Quando si dice che il bambino ha "preso
una salmonella" significa è stato affetto da
una gastroenterite batterica da salmonelle minori (si esclude cioè,
per esempio, la salmonella del Tifo).
Tale malattia si manifesta in genere con vomito e scariche diarroiche
contenenti muco (catarro), spesso con striature di sangue e colorito
verdastro. Nella fase acuta è spesso presente la febbre,
anche alta, e solo occasionalmente danno origine a una grave sintomatologia
(soprattutto nei bambini sotto l'anno di vita).
Il trattamento prevede la somministrazione di soluzioni reidratanti
orali che servono per ridare al bambino l'acqua ed i sali che perde
con il vomito e la diarrea, e diminuzione della quantità
di cibo nelle prime 12-24 ore.
I fermenti lattici possono essere utili in quanto antagonisti delle
salmonelle quali colonizzatori dell'intestino.
Nella maggioranza dei casi non sono necessarie cure antibiotiche
perché non accorciano i tempi di malattia e spesso allungano
i tempi di persistenza delle salmonelle nelle feci che possono persistere,
con il bambino in perfetta salute, anche dei mesi.
Il ricovero e l'uso di antibiotici sono necessari per i casi più
gravi e in bambini sotto l'anno di età.
Il miglioramento si valuta in funzione della diminuzione del vomito
e delle scariche di diarrea, in base alla velocità dello
stesso si potrà effettuare la reintroduzione del latte (poco
all'inizio) ed aumentare le quantità di latte e degli altri
cibi nei giorni successivi.
Alcuni casi di infezioni da salmonella
1990: meloni “canteloupe”
contaminati con il serotipo chester, causarono almeno 245 casi di
salmonellosi in 30 stati USA.
1990: pomodori contaminati con il serotipo javiana
causarono almeno 174 casi di salmonellosi.
1991: più di 400 casi furono riportati dal
CDC negli Stati Uniti e Canada, causati da meloni del tipo cantaloupe
provenienti dal Texas (o forse Messico). I batteri erano del sierotipo
poona.
marzo 2001: un grosso focolaio, con oltre 688 casi,
è stato identificato in quattro prigioni della Carolina del
Sud; il veicolo erano uova contaminate con SE, provenienti da una
fattoria che le aveva fornite alla prigione nonostante i risultati
dei test fossero positivi. Queste uova erano contenute nella insalata
di tonno.
marzo 2001: in California 31 casi di salmonella
sono stati attribuiti a germogli di alfalfa contaminati da Salmonella
serotipo Kottbus. I germogli non erano stati trattati adeguatamente
(ovvero non con la soluzione apposita raccomandata dall’FDA)
e i test ambientali sull’acqua di irrigazione erano stati
condotti impropriamente.
maggio e giugno 2001: in Queensland (Australia)
41 casi di salmonellosi dovuti a Salmonella bovismorbificans. Grazie
ad uno studio caso-controllo, la fonte è stata individuata
in una specifica catena di ristoranti ed in un alimento a base di
insalata. Presso il produttore di insalata, si è trovato
che una macchina usata nella produzione (per il taglio) era contaminata.
dicembre 2001: 28 persone si sono ammalate dopo
aver mangiato in un ristorante coreano in Australia meridionale.
Il cibo incriminato con uno studio caso controllo e con l’analisi
di laboratorio era un budino al mango. Si è concluso che
il dipendente, che si era ammalato due giorni prima, sia stato il
responsabile.
agosto 2002: 141 persone si sono ammalate di salmonellosi,
con 18 casi confermati analiticamente, dopo aver mangiato pomodori
confezionati tagliati a dadini, in sei diversi ristoranti di Disney
World, in Florida. Poiché vi era in concomitanza un evento
sportivo per trapiantati di organo, molti di loro, una categoria
a grande rischio, si sono ammalati.
settembre - dicembre 2002: in Inghilterra sono
state riportate alle autorità 23 focolai, rispetto a 36 nell’intero
2001; in quel breve periodo del 2002, vi furono più di 1000
casi con 17 morti tra gli infetti; tre focolai furono nazionali,
con 450 casi. Si è scoperto, con una grossa investigazione
di 8501 uova, che la causa erano uova spagnole usate nelle mense.
primi di luglio 2002, A Posillipo, Napoli, 128
di 300 partecipanti ad un banchetto nuziale sono stati colpiti da
salmonellosi, con diarrea acquosa.
L'indagine epidemiologica ha fatto sospettare che il veicolo del
patogeno fosse la salsa olandese (servita insieme ad una spigola),
preparata con uova fresche lasciate per 5 ore a temperatura ambiente
(oltre i 30°C). Almeno 3 persone sono state ricoverate e altre
9 si sono rivolte al pronto soccorso.
|
| PATOLOGIE |
|
Intolleranze e allergie
Stomaco e intestino
Igiene dentale
Igiene alimentare
|
|