Analizzando i dati ottenuti sui singoli alimenti,
i ricercatori hanno evidenziato i più importanti fattori
da cui dipende l’indice di sazietà.
Densità calorica - L'indice di sazietà
diminuisce quando aumenta la densità calorica (le calorie
per 100 g) dell’alimento. Infatti, un maggior peso a parità
di calorie significa un maggior riempimento gastrico, che genera
una sazietà maggiore.
Fibre - L'indice di sazietà aumenta all’aumentare
della quantità di fibre dell’alimento. Questo concetto
è abbastanza intuitivo in quanto le fibre hanno zero calorie,
ma devono transitare nello stomaco e nell’intestino rallentando
la digestione degli alimenti e prolungando quindi il senso di sazietà.
Macronutrienti - I cibi ricchi di proteine ma poveri
di grassi, come la maggior parte della carne e del pesce (esclusi
carni e pesci grassi), hanno indici piuttosto alti, mentre quelli
ricchi di carboidrati (la pasta, il pane bianco, i dolci) e/o di
grassi (frutta secca, olio, burro) hanno indici di sazietà
molto bassi.
Osservando la tabella presente in fondo all'articolo, si nota immediatamente
che i cibi più sazianti sono le verdure e gli ortaggi, la
frutta (con qualche eccezione), le carni e i pesci magri, lo yogurt.
La variabile che più influenza l’indice di sazietà
è senza dubbio la densità calorica (le kcal per 100
g): osservando bene la tabella si nota come,
aumentando
le calorie per 100 g (riportate nella seconda colonna),
l’indice di sazietà diminuisca in modo proporzionale.
Visto che l’indice di sazietà è un valore che
va da 0 a 5, possiamo idealmente definire un limite a 2,5, al di
sopra del quale gli alimenti hanno una sazietà medio-alta,
e al di sotto del quale hanno una sazietà medio-bassa. Tale
limite, rapportato alla densità calorica, corrisponde a 150
kcal per 100 g: i cibi con più di 150 kcal per 100 g non
sono particolarmente sazianti, quelli con meno di 150 kcal per 100
g, al contrario, conferiscono una buona sazietà.
È piuttosto interessante valutare alcune eccezioni, come
i
popcorn, che hanno circa 350 kcal per 100 g ma
possiedono un indice maggiore di 2,5: sono così sazianti
perché hanno un rapporto tra peso e volume fuori dal comune,
molto superiore a quello di qualunque altro cibo. La loro sazietà
così elevata è dovuta soprattutto al tempo necessario
per mangiarli (per mangiare 100 g di popcorn occorrono diversi minuti,
per mangiare una identica quantità di panettone, che ha le
stesse calorie, occorrono poche decine di secondi). Mangiare per
un tempo superiore ha lo stesso effetto che mangiare la stessa quantità
di cibo più lentamente: ci si sazia di più e più
a lungo.
Anche i
bastoncini di crusca da colazione hanno
un indice molto alto, a dispetto delle 240 kcal per 100 g, valore
che li collocherebbe tra i cibi meno sazianti: in questo caso la
sazietà è dovuta alla quantità di fibre per
100 g fuori dal comune (circa 25 g, contro i 3 g della verdura e
della frutta, e i 6-8 g dei cereali integrali), che riempiono lo
stomaco e rallentano il transito intestinale, senza apportare calorie.
Se invece dei singoli alimenti consideriamo
un
piatto cucinato, ovvero un insieme si singoli alimenti
che hanno subito trasformazioni più o meno importanti con
la cottura, le cose si semplificano. Infatti i cibi cucinati possono
essere raggruppati in categorie (primi a base di pasta, risotti,
secondi di carne, di pesce, zuppe, e via discorrendo), all'interno
delle quali il contenuto di fibre e la ripartizione dei macronutrienti
è piuttosto costante: per questi piatti, quindi, le eccezioni
come quelle dei popcorn o dei bastoncini di crusca non possono verificarsi,
e quindi la densità calorica rappresenta un ottimo indice
per predire il potere saziante.
Per ogni categoria di piatti è possibile quindi identificare
un intervallo della densità calorica all'interno del quale
la sazietà varia in modo progressivo e abbastanza lineare.
Per esempio, per i primi e i secondi piatti tale intervallo va dalle
80 alle 150 kcal per 100 g, per i dolci al cucchiaio dalle 100 alle
300. Questa caratteristica è molto utile perché è
alla base della teoria che porta a definire un
modello
di cucina ideale.
La tabella che segue riporta gli indici di sazietà
dei vari cibi, calcolati utilizzando la formula che trovi su internet
alla pagina:
www.nutritiondata.com/topics/fullness-factor.
Questo indice, che è stato battezzato "fullness factor" (letteralmente
indice di pienezza, FF nella tabella) dai suoi inventori, è un numero
che varia da 0 a 5. Gli alimenti con indice di sazietà superiore
a 2,5 sono considerati molto sazianti, quelli di cui ci si può cibare
abbastanza liberamente senza rischiare di eccedere: per esempio
frutta, verdura, carne, pesce, yogurt bianco, ricotta. Quelli con
indice inferiore a 2,5 sono poco sazianti: la loro assunzione andrebbe
sempre valutata attentamente, per evitare di eccedere con le calorie.
| ALIMENTO |
FF |
kcal/100 g |
Germogli di soia
|
4.6 |
20 |
Cocomero |
4.5 |
20 |
Pompelmo |
4.0 |
20 |
Carote |
3.8 |
20 |
Arance |
3.5 |
40 |
Pesce alla griglia
|
3.4 |
100 |
Yogurt magro bianco
|
3.4 |
45 |
Petto di pollo alla
griglia |
3.3 |
120 |
Mele |
3.3 |
50 |
Bistecca alla griglia
|
3.2 |
130 |
Bastoncini di crusca
da colazione |
3.2 |
240 |
Popcorn |
2.9 |
400 |
Patata lessa |
2.5 |
90 |
Banana |
2.5 |
70 |
Ricotta di mucca
|
2.5 |
150 |
Riso integrale bollito
|
2.3 |
150 |
Spaghetti bolliti
|
2.2 |
160 |
Riso bianco bollito
|
2.1 |
160 |
Pizza |
2.1 |
280 |
Arachidi |
2.0 |
600 |
Gelato |
1.8 |
200 |
Pane bianco |
1.8 |
290 |
Cornflakes |
1.7 |
350 |
Uva secca |
1.6 |
250 |
Snickers barretta
|
1.5 |
450 |
Miele |
1.4 |
300 |
Zucchero |
1.3 |
400 |
Patate in sacchetto
|
1.2 |
500 |
| Burro |
0.5 |
760 |