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Il vino
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Il vino (dall'ebraico yine, che
significa bollire, fare effervescenza) è il prodotto
che si ottiene (secondo il DPR 162/65 e successive modifiche)
dalla fermentazione alcolica totale o parziale dell'uva
fresca, ammostata o del mosto d'uva.
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I maggiori produttori di vino sono, oltre all'Italia,
la Francia e la Spagna, e negli ultimi anni anche la California,
la Nuova Zelanda e l'Australia, il Cile e l'Argentina. La regione
italiana con la più ampia superficie coltivata a vite è
la Sicilia, mentre le più rinomate per la qualità
dei loro vini sono la Toscana (con il Chianti) e il Piemonte con
il Barolo.
Componenti dell'uva
L'uva contiene innumerevoli sostanze che concorrono
alla produzione del vino.
Partendo dalla superficie del grappolo, troviamo la pruina,
una cera cuticolare formata da più di 100 componenti, che
protegge l'acino dall'evaporazione dell'acqua al suo interno. La
pruina trattiene anche i microorganismi responsabili della fermentazione
alcolica, ma anche quelli responsabili delle alterazioni del vino.
La buccia contiene sostanze coloranti, responsabili della
distinzione in uva bianca e nera. Sono composti da acidi fenolici
(responsabili dell'aroma nei vini bianchi); antociani (i coloranti
delle uve rosse), essi sono solubili in soluzione idralcolica, quindi
passano nel mosto - vinificazione in rosso - solo se le bucce rimangono
un tempo sufficiente a contatto con il mosto stesso; i flavonoli
o flavoni, che conferiscono la colorazione gialla; i tannini
non idrolizzabili; e più di 400 sostanze aromatiche
che determinano gli aromi primari (quelli del vino giovane), secondari
(quelli del vino maturo) e terziari (quelli del vino invecchiato).
La polpa contiene prevalentemente acqua, zucchero e acidi.
La disposizione di questi ultimi non è uniforme: gli acidi
si concentrano di più al centro dell'acino e gli zuccheri
all'esterno, quindi da una pigiatura leggera si otterrà un
mosto più dolce rispetto a una pigiatura spinta.
I vinaccioli contengono tannini sulla superficie e grassi al loro
interno. È importante non frantumarli durante la pigiatura
per evitare la formazione di alcol metilico.
Vendemmia
La vendemmia avviene quando l'uva raggiunge
la maturazione, il che dipende da molti fattori. Per stabilire il
momento giusto si può calcolare l'indice di maturazione,
espresso come % di zucchero diviso per l'acidità totale.
Se la vendemmia è ritardata e il clima umido, l'uva può
essere contaminata da una muffa, il Botrytis cinerea, che determina
gravi alterazioni (diminuzione dell'acidità e alterazione
del colore). In alcuni casi (come nel Tokai, nei vini dei Castelli
romani e quelli della valle del Reno) questa alterazione è
sfruttata per ottenere vini dalle caratteristiche particolari. Subito
dopo il raccolto, l'uva deve essere stoccata senza rischiare di
danneggiarla. Per evitare l'inizio di processi fermentativi, viene
cosparsa con metabisolfito di potassio.
Mosto
L'uva viene pesata e messa nella pigiadiraspatrice,
che allontana i raspi e, volendo, anche i vinaccioli. Il composto
così ottenuto è chiamato mosto, che contiene prevalentemente
zuccheri (15-35%) divisi in modo eguale tra fruttosio e glucosio,
entrambi fermentescibili. Da 1 g di zucchero si ottiene 0,6 g di
alcol durante la fermentazione tumultuosa.
Il mosto può essere corretto per migliorare le caratteristiche
del vino.
La correzione più frequente è l'arricchimento di zuccheri
tramite aggiunta di mosto concentrato, filtrato dolce (mosto parzialmente
fermentato) o mosto muto (la cui fermentazione è stata bloccata
con anidride solforosa - SO2). L'aggiunta di saccarosio è
vietata in Italia ma non in altri paesi.
Le altre correzioni più comuni sono l'aumento di acidità
tramite l'aggiunta di acidi; l'aggiunta di tannini, di sostanze
azotate e di coloranti.
Uso dell'anidride solforosa in enologia
La SO2 è una sostanza irritante,
dal sapore sgradevole, che può causare mal di testa e altri
disturbi. In USA è vietata, insieme ai suoi derivati, nei
cibi per bambini e in Svizzera e Australia alcuni derivati sono
proibiti come additivi negli alimenti.
L'azione principale dell'anidride solforosa e dei suoi derivati
è quella antisettica selettiva: usata a concentrazioni di
5-30 g/100 litri di mosto inibisce la crescita dei microorganismi
indesiderati ma non quella dei lieviti. A dosi di 130-180 g/hl rende
il mosto infermentescibile (mosto muto).
La SO2 ha anche altre funzioni: rende solubili le sostanze coloranti,
determinando vini più colorati e brillanti (ma dosi eccessive
hanno una azione decolorante); e ha azione acidificante e antiossidante
(che aiuta a evitare l'intorbidimento del vino).
L'anidride solforosa viene utilizzata in diversi momenti: dalla
conservazione dei vasi vinari al trattamento delle uve, alla solfitazione
del mosto a quella del vino.
Al momento della immissione al consumo, la dose massima consentita
è pari a 160 mg/l per i vini rossi e 200 mg/l per quelli
bianchi e rosati.
La legge prevede anche l'utilizzo di acido sorbico (max 200 mg/l)
come antimicrobico, che però non può sostituire l'SO2.
È consentito anche l'uso di acido ascorbico, antiossidante
che favorisce lo sviluppo dell'aroma.
Vinificazione
La vinificazione attualmente avviene in contenitori
di acciaio inox. Può avvenire in bianco o in rosso: in quest'ultimo
caso le vinacce vengono lasciate nel mosto durante la fermentazione,
in questo modo le sostanze coloranti, i tannini e gli acidi in esse
contenute vengono estratte determinando le caratteristiche tipiche
dei vini rossi. La vinificazione può prevedere un riscaldamento
delle uve fino a 80 gradi prima della fermentazione (per estrarre
più colore più velocemente) e può avvenire
in continuo.
Avviene grazie ai saccaromiceti, microorganismi che trasformano
gli zuccheri in alcol. Per legge possono essere addizionate colture
selezionate di batteri, come avviene nei formaggi.
Quando il tecnico lo ritiene opportuno, si procede alla svinatura:
il cosiddetto vino-fiore viene trasferito in contenitori di legno
o cemento dove continuano la fermentazione e altre trasformazioni.
Le vinacce vengono torchiate per estrarre altro vino (molto ricco
in tannino) il quale viene o meno aggiunto al vino-fiore a seconda
delle caratteristiche che si vogliono ottenere.
Nella vinificazione in bianco le vinacce vengono allontate prima
della fermentazione. Mancando l'azione chiarificante dei tannini,
viene aggiunta SO2 (20-40 g/hl) per separare le sostanze in sospensione
(defecazione), ed eventualmente anche bentonite per allontanare
le proteine responsabili dell'intorbidamento.
Dopo la svinatura il vino può subire
numerosi trattamenti o "correzioni" atti a migliorarne
le caratteristiche commerciali.
Taglio: mescolanza di due o più vini con diverse caratteristiche,
al fine di migliorare varie proprietà (per esempio aumentare
la gradazione alcolica).
Rifermentazione: consiste nel rifermentare il vino che contiene
ancora zuccheri, aggiungendo vinaccia fresca o colture microbiche
selezionate.
Concentrazione: avviene portando il vino a temperatura di
congelamento e separando la parte acquosa che solidifica. Oltre
al taglio, è l'unico sistema ammesso in Italia per aumentare
la gradazione alcolica.
Correzione dell'acidità: avviene con aggiunta di acidi
(per aumentarla) o con aggiunta di basi (per diminuirla).
Aumento del colore: avviene tagliando con vini più
colorati, oppure chiarificando con l'uso di carboni vegetali.
Correzione dei tannini: la diminuzione si effettua con l'aggiunta
di albumina o gelatina, l'aumento con l'aggiunta di tannino enologico.
Chiarificazione: viene effettuata con filtrazione (meccanica
o per adsorbimento).
Centrifugazione: effettuata dopo la sgrondatura e la torchiatura
per allontanare i lieviti; durante o dopo la fermentazione.
Chiarificazione: un tempo venivani aggiunti sangue bovino,
albume d'uovo o latte; attualmente si utilizza la caseina, la gelatina,
la colla di pesce o composti minerali come la bentonite, la silice
o il ferrocianuro di potassio e l'acido metatartico.
Refrigerazione: consiste nel mantenere il vino a temperature
di poco superiori a quella di congelamento (da -4 a -8 gradi) per
almeno 5-6 giorni. In questo modo si ottengono diversi vantaggi:
solubilizzazione dell'anidride carbonica eventualmente aggiunta,
aumento della gradazione alcolica, precipitazione di sostanze indesiderate,
diminuzione della carica microbica e dei processi di invecchiamento
precoce.
Pastorizzazione: pratica poco attuata, accelera la maturazione
del vino e distrugge i microorganismi in esso presenti.
Invecchiamento
La maggior parte dei vini è consumata l'anno
successivo la vinificazione. Solo alcuni vengono destinati all'invecchiamento:
quelli con elevato contenuto di alcoli, polifenoli, acidi, che affinano
notevolmente le loro caratteristiche organolettiche. L'invecchiamento
di solito dura dai 3 ai 5 anni, solo pochissimi vini sopportano
invecchiamenti superiori. Dopo aver raggiunto il top delle caratteristiche
organolettiche, il vino diventa "passato" e inizia un
declino più o meno rapido fino a diventare imbevibile.
I vino bianchi sono i meno adatti all'invecchiamento: la maggior
parte dopo 1-2 anni assume un sapore amaro, un aroma di rancido
e un colore ambrato.
L'invecchiamento avviene solitamente in due fasi: la prima in presenza
di ossigeno (in botti di legno) e la seconda in assenza di ossigeno
(in bottiglia). Le principali trasformazioni sono:
- colore: passaggio al rosso-mattone
e al giallo-bruno grazie alla precipitazione dei polifenoli;
- cessione di sostanze da parte del legno della botte:
tannini, sostanze volatili, prodotti dell'idrolisi dell'emicellulosa
e della lignina;
- formazione di acetali che conferiscono profumi e aromi
tipici del vino invecchiato;
- resinificazione che conferisce il sapore resinoso al
vino;
- formazione di esteri.
Sono stati fatti diversi tentativi di produrre invecchiamenti in
modo rapido, con energiche ossidazioni e sbalzi di temperatura atte
a riprodurre le variazioni climatiche stagionali.
Classificazione dei vini
I vini sono classificati, per legge secondo l'uso.
Vini da taglio: destinati a correggere la gradazione alcolica,
il colore, l'estratto di altri vini.
Vini da tavola: comprendono la maggioranza dei vini consumati,
ad esclusione di quelli con certificazione di origine ( IGT,
DOC e DOCG).
Vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD):
termine comunitario a cui corrispondono, a livello nazionale, le
DOC e le DOCG.
Vini speciali: comprendono i vini liquorosi, i vini aromatizzati
e i vini spumanti. I vini liquorosi si ottengono aggiungendo
ad un vino base con gradazione non inferiore a 12 gradi, la mistella
(un prodotto ottenuto da mosto reso infermentescibile mediante l'aggiunta
di acquavite di vino o di alcol), alcol o mosto concentrato; la
gradazione alcolica è compresa tra 16 e 22 gradi. Tra questi
i vini liquorosi aromatici (Moscato, Aleatico), i passiti
(Vin Santo), i conciati (Porto, Madera). I vini aromatizzati
(come il Vermuth) si ottengono da vino addizionato con zucchero,
alcol e sostanze aromatiche. I vini spumanti sono naturali
(l'anidride carbonica deriva dalla fermentazione) o gassificati
(addizionati di anidride carbonica).
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