Si tratta di una
cottura
per concentrazione, le alte temperature sono responsabili della
colorazione superficiale del cibo, a causa degli imbrunimenti causati
da caramellizzazione degli zuccheri, reazioni di maillard e abbrustolimento.
La
cottura arrosto si può eseguire in diversi
modi, dipendentemente dal tipo di di attrezzatura utilizzata.
Lo
spiedo è uno strumento
di cottura molto antico, forse il primo ad essere utilizzato dopo
che l’uomo imparò ad addomesticare il fuoco. Viene
utilizzato soprattutto per le carni. La trasmissione di calore avviene
per
irraggiamento.
In questa cottura arrosto la carne da fare arrosto è infilata
nello spiedo, che viene fatto ruotare lentamente su una fonte di
calore a carbone, legna elettrica o a gas. In questo modo la superficie
esterna dell’alimento si rosola uniformemente, i vapori fuoriescono,
il grasso e i liquidi colano in una leccarda posta
al di sotto dello spiedo. Questi liquidi, eventualmente sgrassati,
vengono in genere utilizzati per preparare la salsa di accompagnamento
oppure serviti insieme alla carne per mantenerla umida.
La cottura arrosto allo spiedo è più lenta di quella
in forno e richiede circa il 20% di tempo in più, la distanza
dalla fonte di calore deve essere proporzionale alla dimensione
del pezzo di carne. Il calo di peso medio è del 30-35%.
Gli spiedi più utilizzati sono quelli verticali, con la fonte
di calore posta a lato dell’alimento, che si possono vedere
in tutte le rosticcerie ambulanti presenti nei mercati alimentari
che propongono ogni genere di carne arrosto. Questi spiedi facilitano
la raccolta del liquido nella leccarda. In Italia non è consuetudine
servire il liquido di cottura insieme al pollo arrosto, ma in Francia,
dove il grasso non è demonizzato come in Italia, il rosticcere
chiede sempre se il cliente desidera il “jus”, e ti
guarda male se non lo vuoi!
Il forno statico cuoce in ambiente secco, la trasmissione
di calore avviene prevalentemente per
irraggiamento
perché l’aria è un pessimo conduttore di calore
e quindi contribuisce in misura minima alla trasmissione del calore
all’alimento da cuocere.
Durante la cottura arrosto si formano dei liquidi che vengono a
contatto con la sostanza grassa, formando vapori che ammorbidiscono
la crosta dell’arrosto e tendono a bruciarsi formando sostanze
amare che rovinano il sapore del fondo di cottura. Bisogna sempre
fare molta attenzione a non far asciugare troppo questo liquido
mantenendo sufficientemente bagnato il fondo della teglia.
Il calo di peso della carne arrostita in forno statico è
piuttosto alto, intorno al 30-40%.
Il
forno a termoconvezione è
in sostanza un forno ventilato. Cuoce prevalentemente tramite
convezione,
in ambiente secco. I tempi di cottura sono più brevi del
10-15% rispetto al forno statico, e il calo di peso delle carni
arrosto leggermente inferiore, pari al 25-30%. Le temperature sono
generalmente più basse di 10-15 gradi.
La trasmissione di calore tramite aria è più uniforme
rispetto all’irraggiamento e non tende a bruciare i liquidi
sul fondo della teglia.
Il forno trivalente può cuocere in ambiente
secco, umido o con cottura mista. Possiede un
generatore
di vapore surriscaldato in grado di generare un ambiente
di cottura con una capacità di trasmettere il calore molto
efficace, molto superiore a quella che si riesce ad ottenere semplicemente
umidificando l’ambiente di cottura. La cottura è per
convezione, a una temperatura compresa tra i 140 e i 170 gradi.
Il vapore consente di cuocere molto velocemente i cibi perché
penetra al loro interno con più facilità, e trasforma
in gelatina il collagene con estrema efficacia, rendendo teneri
i tagli di carne ricchi di connettivo.