La
cottura brasata viene utilizzata
soprattutto per le
carni, rosse o bianche, e la
selvaggina, ma può essere praticata su ogni cibo.
Nel brasato tradizionale l'alimento viene prima rosolato in un grasso,
per sviluppare aromi grazie alle reazioni di Maillard che avvengono
sulla superficie degli alimenti, soprattutto delle carni. Quindi
viene aggiunto un liquido, che può essere molto semplice
e leggero (acqua, vino o brodo) oppure anche molto ricco (panna,
fondi a base di olio o burro), e altri alimenti (in genere verdure)
e aromi che andranno a insaporire la carne e la salsa di accompagnamento
della stessa. Se le verdure vengono soffritte prima di aggiungere
la carne, non sarà possibile rosolarla altrimenti si bruceranno
le verdure. Per rosolare correttamente la carne, le verdure vanno
aggiunte solo dopo questa operazione.
A fine cottura, il liquido può essere trattato in vari modi
(addensato, insaporito, frullato, filtrato, ecc) e utilizzato come
accompagnamento della carne.
La cottura brasata della carne rossa è
ideale per i tagli di seconda e di terza categoria, ricchi di
tessuto
connettivo, che in cottura si inteneriscono e diventano particolarmente
succosi. Tra i tagli più adatti per il brasato troviamo
la guancia di manzo, il campanello (o pesce) e la copertina di
spalla, tre tagli molto ricchi di tessuto connettivo.
Dal punto di vista dello
stress termico,
la cottura brasata non presenta problemi se la
rosolatura
non viene effettuata oppure viene effettuata senza produrre eccessivi
imbrunimenti e senza che la sostanza grassa utilizzata oltrepassi
il punto di fumo.
Dal punto di vista calorico, la cottura brasata di per sé
non crea problemi perché è possibile controllare in
ogni fase la quantità di grassi aggiunti. Infatti la rosolatura
si può tranquillamente omettere o praticare senza l'uso di
grassi o utilizzandone una quantità minima. Il liquido di
cottura non deve necessariamente essere ipercalorico, in genere
è sufficiente che abbia una certa acidità (in genere
si utilizza il vino) soprattutto se si cuoce della carne. Le carni
più adatte per il brasato sono quelle semigrasse di seconda
e terza categoria, con 150-200 kcal per 100 g, come i tagli descritti
in precedenza. Queste carni contengono già la quantità
ideale di grassi e quindi è sufficiente rosolarle con poco
olio o burro (10 g ogni 500 g di carne).