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Il gusto: tatto e sensazioni chimiche indifferenziate
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Concludiamo il nostro breve viaggio nel gusto
con due aspetti molto importanti e poco noti: il tatto
e le cosiddette sensazioni chimiche indifferenziate, responsabili
del sapore piccante, astringente, fresco, ecc.
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Il tatto
Il tatto non è solamente inteso come la
sensazione che proviamo quando tocchiamo con mano un alimento, ma
anche la sensazione tattile che proviamo in bocca.
Anche in questo caso il termine tatto va inteso in senso allargato,
sarebbe più corretto parlare di somestesia, che comprende
l'insieme delle sensazioni meccaniche e termiche.
Infatti la "sensibilità tattile" è
intesa come quella in grado di rilevare le stimolazioni meccaniche
applicate alla superficie della pelle e delle mucose, mentre le
deformazioni attive e passive dell'insieme dei muscoli e delle articolazioni
vengono rilevate dalla cosiddetta "sensibilità cinestesica".
Quando portiamo un cibo alla bocca, entra in funzione la sensibilità
tattile della mucosa boccale e delle labbra, che è molto
superiore a quella di molte altre aree del corpo. Si prende conoscenza
della forma, dimensione, e proprietà della superficie del
cibo durante la insalivazione, masticazione e la deglutizione. L'interazione
con la dentatura, i muscoli e le articolazioni informa sulle caratteristiche
di consistenza.
Un cibo può essere più o meno duro, elastico, friabile,
adesivo, e in base a queste sensazioni può essere giudicato
positivamente o negativamente. Le sensazioni tattili sono più
importanti di quello che sembra: pensate al gelato, spesso la differenza
tra un gelato buono e uno cattivo è rappresentata dalla cremosità,
dalla assenza di grumi, dalla scioglievolezza, tutte sensazioni
tattili.
Sensazioni chimiche indifferenziate
Sono le sensazioni che proviamo in bocca, ma che
non sono percepite da apposite cellule gustative, ma da terminazioni
nervose libere, sensibili a stimoli di vario tipo, da parte di sostanze
chimiche diverse.
Gli esempi più noti riguardano il piccante, che provoca
una sensazione di calore o bruciore, il mentolo che provoca
una sensazione di freddo, i tannini del vino rosso o del
tè che provocano astringenza, causata dall'inibizione della
salivazione che provoca un senso di secchezza della bocca.
Tali sensazioni non sono riportate tra i sapori poiché non
vengono rilevate da apposite cellule specializzate, ma semplicemente
da terminazioni nervose libere presenti sulla lingua e nel
cavo orale, che vengono stimolate dalle sostanze chimiche presenti
nei cibi.
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| TEORIA (E PRATICA) DEL GUSTO |
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