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I vari tipi di olio di semi
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Le differenze tra i vari tipi di oli
vegetali (ricavati soprattutti dai semi e quindi chiamati
anche oli di semi) riguarda principalmente la composizione
in acidi grassi. La maggior parte degli oli vegetali contengono
in prevalenza grassi mono e polinsaturi, e pochi grassi
saturi, fanno eccezione gli " oli tropicali"
che invece contengono una grossa percentuale di grassi saturi.
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La composizione in acidi grassi dell'olio di
semi non varia solo da specie a specie, ma dipende anche dalle condizioni
climatiche e dal tipo di terreno. Essa può anche essere variata
modificando geneticamente i semi delle piante.
Olio di semi di arachide
Olio di semi di girasole
Olio di semi di lino
Olio di semi di mais
Olio di semi di soia
Olio di semi di colza
Olio di semi di sesamo
Olio di semi di palma
Olio di semi di palmisti
Olio di semi di cocco
Questo olio è estratto dai semi della
pianta Arachis hypogaea della famiglia delle leguminose. Ha una
composizione in acidi grassi simile a quella dell'olio di oliva,
poiché contiene molti acidi monoinsaturi e pochi polinsaturi.
Questa caratteristica lo rende piuttosto stabile alle alte temperature,
per questo motivo è adatto per friggere.
È estratto dai semi di Helianthus annuus
della famiglia delle Composite. La coltivazione del girasole è
tipica dell'est europeo, ma negli ultimi anni si è estesa
anche in Europa e in Italia. L'olio di semi di girasole contiene
una percentuale molto elevata di grassi polinsaturi, in particolare
l'acido linoleico (fino al 75%), e una notevole quantità
di vitamina E (68 mg / 100 gr). Va facilmente incontro a irrancidimento
a causa dell'elevato grado di insaturazione, quindi non è
indicato per cucinare e friggere, e andrebbe conservato in frigorifero
in bottiglie opache.
Esistono oli di girasole ottenuti da piante geneticamente modificate
che hanno un contenuto di acidi grassi modificato a favore di quelli
monoinsaturi: vengono utilizzati per friggere, soprattutto nel Nordamerica,
grazie alla maggior stabilità alle alte temperature.
È estratto dai semi della pianta Linum
usitatissimum, molto utilizzata fino a qualche decennio fa per produrre
capi di abbigliamento. A differenza degli altri oli vegetali, ricchi
di grassi omega 6, l'olio di lino è molto ricco di acido
linolenico, il capostipite dei grassi omega 3. Ne contiene fino
al 58%: per soddisfare il fabbisogno giornaliero di grassi omega
3 ne bastano solamente 6 grammi al giorno!
L'acido linolenico è il più delicato tra gli acidi
grassi: si ossida molto facilmente e di conseguenza il processo
di estrazione dell'olio di lino deve essere fatto accuratamente,
possibilmente in assenza di aria e a temperatura controllata.
Fino a qualche anno fa l'olio di lino spremuto a freddo veniva prodotto
esclusivamente con il metodo Baglioni, a temperatura controllata,
per lo più da piccole aziende biologiche.
Ora che il consumo è aumentato le aziende più grandi
hanno adottato metodi molto meno delicati nei confronti del prodotto,
che viene portato a temperature molto più alte che possono
ossidare l'acido linolenico.
Inoltre nessun produttore propone confezioni totalmente opache che
proteggano l'olio dalla luce; nessun negoziante lo conserva in frigorifero
per proteggerlo dalla temperatura.
La probabilità di trovare un prodotto veramente fresco, quindi,
è molto bassa.
Consigliamo quindi di evitare il consumo di olio di lino, a meno
di non approvvigionarsi direttamente dal produttore, assicurandosi
che utilizzi il metodo Baglioni e che conservi in frigorifero l'olio
così prodotto.
Il prodotto va conservato in frigorifero in bottiglie scure, e va
consumato nel giro di qualche settimana.
Ha un sapore caratteristico di noce, leggermente amarognolo. Quando
irrancidisce prende un sapore sgradevole di pesce.
È estratto dai germi dei semi di Zea mais,
una graminacea tipica del Nordamerica, coltivata anche in Italia.
Ha una composizione simile a quello di girasole, molto ricco di
acido linoleico e vitamina E.
Si ricava dai semi delle numerose varietà
di soia, una leguminosa originaria dell'Asia. È un olio più
completo poiché contiene entrambi gli acidi essenziali, linoleico
(50% circa) e linolenico (8% circa). 20 grammi di olio di
soia non raffinato soddisfano il fabbisogno giornaliero di entrambi
i grassi essenziali. Anch'esso andrebbe conservato in frigorifero,
in bottiglie opache.
Si ricava dai semi di Brassica napus oleifera
e di Brassica campestris, della famiglia delle crucifere. L'olio
che si ottiene contiene una notevole quantità di acido
erucico, una sostanza che viene metabolizzata con difficoltà
dal nostro organismo umano e che si accumula nei grassi del muscolo
cardiaco, causando alterazioni.
La legge impone che nell'olio di semi vari e nelle margarine non
sia presente una quantità maggiore al 5% di acido erucico.
Dato che l'acido erucico è di fatto un veleno per il nostro
organismo, perché consentirne l'uso anche solo di una
piccola percentuale? La risposta è di carattere economico:
l'olio di colza costa poco e il suo uso è molto diffuso negli
oli e grassi utilizzati dalle industrie alimentari.
È estratto dai semi di Sesamum indicum,
è caratterizzato da una eguale percentuale di acido oleico
e linoleico (40% circa). Ha un odore e un sapore caratteristici,
viene utilizzato in molte preparazioni della cucina orientale.
Sono gli oli derivati dalla palma da cocco.
Al contrario degli altri oli vegetali, tutti molto ricchi di grassi
mono e polinsaturi, questi oli sono ricchissimi in grassi saturi,
caratteristica peculiare dei grassi di origine animale.
Non si trovano in vendita per uso alimentare, ma sono molto utilizzati
dall'industria alimentare (sotto la dicitura "oli vegetali")
poiché sono economici e consentono ai prodotti di durare
a lungo, proprio grazie alla scarsa presenza di grassi insaturi.
Sono molto utilizzati dai ristoranti come olio di frittura,
per le ottime caratteristiche di stabilità, di cui spesso
si abusa: gli alimenti fritti con l'olio di palma sono accettabili
(dal punto di vista organolettico) anche dopo una settimana di utilizzo
intensivo!
I grassi saturi, come è risaputo, sono più dannosi
per la salute del cuore e delle arterie rispetto ai mono e polinsaturi.
In realtà solo i grassi saturi a catena lunga alzano in modo
sensibile i valori di colesterolo nel sangue, non quelli a catena
media: non tutti gli oli tropicali sono dannosi per le arterie!
Olio di palma
È estratto dal frutto della palma, Elaeis
giuneensis, è caratterizzato da un notevole contenuto di
grassi saturi a catena lunga, in particolare palmitico, lo
stesso contenuto nel burro. È l'olio vegetale più
dannoso per il cuore e le arterie, proprio a causa dei grassi saturi
a catena lunga.
Olio di palmisti
È estratto dai semi della palma, Elaeis
giuneensis, anch'esso contiene molti grassi saturi ma a differenza
dell'olio di palma questi sono a catena corta, soprattutto laurico
e miristico, molto meno dannosi per le arterie del palmitico.
Olio di cocco
È estratto dalla polpa delle noci di cocco,
è ricchissimo in acidi grassi a catena media (MCT), e quindi,
come l'olio di palmisti, non rappresenta un pericolo per il cuore
e le arterie.
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