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| Allenamento in palestra:
gli errori degli uomini |
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La palestra è il
luogo sicuramente più frequentato da coloro che si
vogliono migliorare il proprio fisico con l'attività
fisica, e forse proprio per questo in nessun altro ambiente
sportivo c'è una così alta concentrazione di
persone che si allenano male. |
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Dedicherò questo articolo agli errori
più frequenti commessi dagli uomini, mentre
alle donne sarà dedicato un'articolo a parte.
I maschi che frequentano la palestra praticano soprattutto il bodybuilding,
cioè l'allenamento con i pesi finalizzato all'aumento della
massa muscolare e della forza, non a caso con la massa muscolare
messa per prima... Anzi, potrei tranquillamente dire il volume
muscolare. La maggior parte dei maschi che frequenta la
palestra non è interessata tanto all'aumento della prestazione
atletica, quanto all'aspetto estetico. Niente di male, se non fosse
che troppo spesso l' ideale
estetico diventa l'unica motivazione, e per di più è
antisalutistico (perché
punta tutto sui muscoli).
Ma andiamo per gradi, e vediamo quali sono questi errori uno ad
uno.
Il controllo del peso
L'attività aerobica e
il controllo della massa grassa vengono troppo
spesso trascurati da chi pratica solo il bodybuilding.
I due fattori sono strettamente correlati ed entrambi sono necessari
per ottenere i benefici sulla salute dello sport.
Moltissimi frequentatori di palestra, superati i 30 anni, iniziano
ad accumulare grasso superando abbondantemente la soglia salutistica
del 12%. Talvolta questo aumento di massa grassa è addirittura
gradito, perché li fa sembrare ancora più grossi,
quando il grasso si distribuisce uniformemente invece di accumularsi
solo sull'addome. In realtà a mio parere più si è
muscolosi più si dovrebbe avere una massa grassa inferiore,
altrimenti il fisico diventa antiestetico, troppo appesantito. La
propria muscolatura, anche se possente, non dovrebbe trasparire
quando si è vestiti, un soggetto che appare "grosso"
anche quando è vestito o è un culturista professionista,
oppure è un soggetto troppo grasso.
Scusa... Ma le gambe dove sono?
Entrate in palestra nell'ora di punta, rimanete
un paio d'ore e contate quanta gente fa squat (l'esercizio
nella foto): saranno più che sufficienti le dita di una mano.
In molte palestre non c'è nemmeno il power rack,
la gabbia necessaria per fare squat in modo sicuro... Il che la
dice lunga. Quanti istruttori inseriscono nelle schede di allenamento
lo squat? Io non ne ho mai incontrati...
Tanti, troppi maschi frequentatori di palestra trascurano
l'allenamento delle gambe, puntando tutto sulla parte superiore
del corpo.
Il risultato? Scarsi risultati in generale, poiché gli esercizi
per le gambe e il tronco sono fondamentali per costruire una base
di forza generalizzata sulla quale si può poi lavorare per
sviluppare TUTTI i muscoli; o peggio, una fisico ridicolmente sproporzionato,
con petto e braccia ben sviluppate, dorso poco "profondo"
e gambe sottili sottili.
Chi pratica anche la corsa o meglio il ciclismo in genere si salva,
anche perché oltre ad avere gambe allenate di per sé
è più portato ad allenarle anche in palestra (spesso
ci va proprio per quello).
Allenare le gambe costa tanta fatica e rende poco, questo è
il pensiero del frequentatore medio della palestra. Meglio costruire
un bel petto e delle belle braccia, da sfoggiare con magliette attillate...
Come dire, apparire è meglio di essere... Peccato che al
posto di un fisico slanciato, ben piazzato e muscoloso, si ottiene
spesso un fisico goffo e sproporzionato.
La tecnica di esecuzione degli esercizi
Una delle soddisfazioni di praticare il bodybuilding
è quella di vedere come settimana dopo settimana i kg sollevati
aumentano. Purtroppo quando si arriva allo stallo molti iniziano
a trascurare la tecnica pur di aumentare i kg sollevati.
Ho visto gente fare alzate laterali con manubri da 20 kg, aiutandosi
con slanci delle gambe, e ciò nonostante non riuscendo ad
sollevarli che per la metà dell'escursione richiesta dall'esercizio.
Questi soggetti dovrebbero al massimo utilizzare manubri da 8 kg...
Otterrebbero un risultato senza rischio di infortuni. Così,
non ottengono nulla e rischiano solo di farsi male, salvo la soddisfazione
di dire che fanno alzate laterali con 20 kg. E nessun istruttore
che gli dicesse qualcosa... Tutto normale!
Altri si fanno aiutare dal compagno di allenamento fin dalla prima
ripetizione, di fatto facendo l'esercizio con un peso reale inferiore
a quello "nominale", quando il compagno dovrebbe al massimo
aiutare nelle ultime 2 ripetizioni, e solo per consentire una perfetta
esecuzione.
La corretta esecuzione degli esercizi è
fondamentale per non farsi male e per ottenere risultati dall'allenamento.
Pochissimi curano questo aspetto, dando per scontato che i movimenti
siano "naturali". In realtà per imparare la corretta
esecuzione di un esercizio possono volerci settimane.
Esercizi multiarticolari? No grazie!
Gli esercizi che rendono di più sono quelli
multiarticolari, quelli che coinvolgono le grandi
masse muscolari e che coinvolgono più gruppi
muscolari contemporaneamente. Esercizi come squat, stacchi
da terra, trazioni alla sbarra, trazioni al pulley, lento avanti,
distensioni su panca, crunch e sollevamento delle gambe alla panca
inclinata, dovrebbero rappresentare il nucleo centrale dell'allenamento.
Gli esercizi di isolamento dovrebbero essere praticati solo per
alcuni muscoli e sempre a scopo di stabilizzare le articolazioni,
non con funzioni di potenziamento (per esempio, intrarotatori ed
extrarotatori, pullover respiratorio, abduttori).
E invece si dedicano intere sessioni di allenamento agli
esercizi di isolamento per i tricipiti, i bicipiti, i polpacci,
i piccoli muscoli che non cresceranno mai se non supportati da un
tronco forte e ben sviluppato e che, anche se crescono, saranno
antiestetici! Per non parlare dei sovraccarichi alle articolazioni
che gli esercizi di isolamento comportano, portando a sempre più
frequenti infiammazioni dei tendini dei polsi, del gomito, delle
spalle e delle ginocchia. E se l'esecuzione non è curata,
come spesso accade, il sovraccarico aumenta e con esso la probabilità
di infortunio.
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