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La cucina cinese
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La cucina cinese differisce dalle
principali cucine orientali in quanto priva di restrizioni
di ordine religioso (come il divieto del consumo di carne
suina o bovina, come avviene per linduismo e lislam).
Ne risulta un modello di cucina che ha sempre avuto come obiettivo
la valorizzazione qualunque alimento.
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In Cina convivono cinque scuole di cucina, ognuna
legata ad una regione.
La cucina cantonese è quella che più si avvicina
alla cucina proposta dai ristoranti cinesi nostrani, i piatti tipici
sono il pollo al limone e il riso alla cantonese.
La cucina del nord, della regione dello Hebei (dove è
situata Pechino) è famosa per i ravioli (jiaozi) e lanatra
laccata (kaoya), piatto molto complesso e raffinato.
La cucina del Sichuan, pressoché sconosciuta in occidente,
è la più piccante. Uno dei piatti caratteristici è
il mapo doufu (tofu) piccante.
La cucina del Fujian è rinomata per le zuppe e le
ostriche.
La cucina del Jiangsu e dello Zhejiang è nota per i pesci
dacqua dolce e di mare, i granchi, e per un piatto molto particolare:
le lingue danatra affumicate.
Gli alimenti della cucina cinese
Uno dei pochi alimenti che non rientrano nella
cucina cinese sono il latte e i suoi derivati, che costituisce
unacquisizione molto recente ed è totalmente assente
nella tradizione, come avviene del resto in quasi tutto l'oriente.
Tra le carni, quella suina è senz'altro la preferita,
seguita da quella di pollo e solo in ultima sede da quella bovina.
La carne ovina è ancora oggi utilizzata solamente dalle minoranze
etniche.
I grassi utilizzati dai cinesi sono derivati dal maiale e
dagli oli di semi (arachidi, soia e colza), non si usa l'olio di
oliva.
Tra le verdure, sono molto diffusi aglio, cipolla, porri,
e verdure a foglia verde, mente carote, zucchine e pomodori hanno
scarso impiego.
La pasta e il pane, entrambi preparati con grano tenero,
sono più diffusi al nord, mentre nel resto del paese il riso
la fa da padrone.
Il ruolo della soia e dei derivati, è molto importante:
i prodotti più conosciuti sono la salsa di soia e il tofu.
La cucina cinese non possiede un'arte pasticcera, i dolci sono relegati
a un ruolo di secondo piano e non prevedono elaborazioni significative.
La cura dell'estetica
Come in ogni cultura culinaria orientale che
si rispetti, la religione e la filosofia hanno un
ruolo fondamentale e questo si riperquote nella cura dell'estetica
dei piatti e nella preparazione dei cibi, che nelle sue massime
espressioni raggiunge livelli veramente alti.
La pratica di tagliare i cibi (e soprattutto la carne) a piccoli
pezzi deriva dalla necessità di mangiare con le bacchette
(kuaizi), il tipo di coltello utilizzato somiglia molto alle nostre
mannarette (i coltelli per spaccare le ossa).
Il Wok è la pentola che si adotta per cucinare qualunque
cosa, data la sua estrema versatilità, le cotture più
gettonate sono quella al al vapore, la bollitura e la frittura (ad
immersione o "saltata").
Le bevande
Attualmente i cinesi consumano birra e
bibite gassate, e saltuariamente superalcolici (brandy
locali e cognac dimportazione)
Il té, soprattutto verde, é molto diffuso e
si adatta a qualunque piatto.
Il vino di produzione cinese ha uno standard qualitativo molto basso,
e comunque i piatti cinesi non sono molto adatti ad essere accostati
al vino.
Meno note alcune bevande fermentate, che si servono calde, prodotte
a partire da cereali. La più famosa é il vino giallo
Shaoxing, reperibile anche nei negozi specializzati italiani.
Hanno una gradazione alcolica intorno ai 18°
Il ristorante cinese
Di tutti i ristoranti etnici, il ristorante
cinese è purtroppo il punto di riferimento verso il basso.
Il boom dei ristoranti cinesi si ebbe negli anni 80,
quando si diffusero in tutte le città di provincia, definendo
lo standard attuale: cuochi improvvisati, qualità degli arredamenti
e degli ingredienti molto bassa, prezzi concorrenziali con quelli
di fast food e pizzerie. Tutto questo ha tagliato fuori tutti coloro
che puntavano sulla qualità (difficile proporre un menù
di qualità per 15 euro...).
La differenza con una pizzeria è evidente: la pizza è
un prodotto povero e quindi è possibile mantenere standard
qualitativi decenti con un prezzo basso, invece al ristorante cinese
si mangiano piatti a base di carne e pesce a prezzi bassissimi e
questo va ovviamente a discapito della qualità e della salubrità.
Per quanto riguarda la salubrità, c'è da sottolineare
l'abuso di grassi (non solo nei cibi fritti!), che rendono i piatti
delle vere bombe caloriche (a tal proposito rimandiamo a questo
articolo), e dimostrano il fatto che i piatti sono buoni non
per la bontà degli ingredienti, ma al solito per l' appetibilità
data dalle calorie. Spesso si esce dal ristorante cinese
sentendosi leggeri perché si mangia mediamente molto meno
rispetto ai comuni ristoranti italiani (questo dovrebbe far riflettere:
si è mangiato meno perché i piatti non erano poi così
buoni...).
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