Note: L'azienda trasforma il "fico dottato cosentino", presidio
Slow Food.
I primi si chiamano fioroni e si raccolgono da metà giugno a metà luglio per un consumo prevalentemente fresco; il raccolto migliore per l'essiccamento dei fichi sulle cannizze e l'intreccio in crocette, trecce e palloni tradizionali, è invece quello dei forniti, dai primi di agosto a settembre. I fichi cosentini appartengono alla Bifera Dottato, una delle 700 varietà coltivate nel mondo. Particolarmente buoni, nel Cosentino, e soprattutto nella Valle del Crati, i Dottati hanno trovato un habitat ideale, un ambiente collinare moderatamente ventilato, non arido ma nemmeno troppo piovoso. Dopo la raccolta sono posti a essiccare per una settimana al sole sulle cannizze (graticci di canne legate da rametti di gelso), sollevate da terra per evitare l'umidità e riposte al chiuso tutte le sere. I fichi vengono rigirati più volte e sono pronti per essere cotti al forno, aromatizzati e farciti, quando, schiacciandoli tra le dita, dalla buccia non fuoriesce più la polpa. Ci vogliono tre chili di fichi freschi per ottenere un chilo di fichi secchi.
Negli anni Cinquanta la provincia di Cosenza produceva 650 mila quintali di fichi freschi, oggi arriva a stento ai 10 mila quintali.