Note: Produttore di "Melanzana Rossa di Rotonda", presidio slow
food.
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È piccola e tondeggiante come una mela, di colore arancio intenso con
sfumature verdognole e rossastre: più che una melanzana sembra un caco
o un pomodoro. Non a caso nella parlata locale si chiama merlingiana a
pummadora. La melanzana Rossa di Rotonda (Solanum Aethiopicum) non ha
nulla da spartire con la comune melanzana (Solanum Melongena) giunta in
Europa forse dall'India e provvista di bacche di un bel viola intenso.
Quella di Rotonda è arrivata alla fine dell'Ottocento, probabilmente dall'Africa,
forse importata da alcuni soldati di ritorno dalle guerre coloniali. Sconosciuta
altrove, è una pianta rustica coltivata in tutti gli orti di Rotonda e
ha un sapore più piccante ed esotico delle comuni melanzane. Le piantine
sono poste a dimora in maggio e il primo raccolto avviene nel mese di
agosto per continuare fino ai primi freddi. Anche le modalità di conservazione
sono caratteristiche: le piccole melanzane sono nzertate, cioè legate
a grappoli come si fa per peperoni e pomodorini, e quindi messe ad asciugare
sotto tettoie.
È consumata sott'olio e sott'aceto, quasi mai appena colta, e sono apprezzate anche le foglie, tenere, molto diverse da quelle della comune melanzana, per forma e dimensioni.
La polpa è carnosa, non annerisce nemmeno dopo parecchie ore dal taglio; il profumo è intenso, fruttato (ricorda addirittura il fico d'India); al palato è piccante con un gradevole finale amarognolo.