Bretagna - Cancale, Dinard, Pordic, Lannion

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Giorno 1 - Mar 14/8/2007
Cancale - Dinard

Partiamo la mattina presto da Joulloville verso la Bretagna. La giornata è molto uggiosa e riusciamo a smontare la tenda appena prima dell'inizio della pioggia. Le tappe intermedie sono Cancale, villaggio famoso per il mercato delle ostriche, Saint Malò e Dinard, dove c'è una piscina olimpionica con acqua salata riscaldata, dove abbiamo intenzione di fare un allenamento.

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Cancale è un piccolo paese, reso semideserto dal tempo da lupi: gran vento, mare molto mosso, suggestivo anche se piuttosto fastidioso. Le ostriche ci sono, e tante. Qui te le aprono e te le servono su un piatto apposito per 50 centesimi, se vuoi il limone sono altri 50 centesimi, il coltello costa 2 euro. Vedo un italiano che mangia delle ostriche (innaffiandole con abbindante limone), gli chiedo come sono... "Buonissime"! Mi fido e le compro dallo stesso banchetto, 12 ostriche misura 2, 4 euro, più 2 di coltello (ormai sono un esperto).
Purtroppo rimango piuttosto deluso: sono un po' vuote, e soprattutto non sono per niente dolci. Lo faccio presente al mio compagno di merende che mi dice "a me piacciono... Sanno di mare". Vorrei dirgli che se vuole sentire il sapore del mare, basta bere un bicchiere di acqua di mare... Ma mi astengo.

Bretagna vacanza

A Cancale c'è il museo dell'ostricoltura, le visite guidate (in francese) iniziano alle 11 e decidiamo di andare. Ci sono anche visite in inglese e in tedesco, a orari differenti. Filmino di 20 minuti, spiegazione della gentile accompagnatrice, e poi dettagliatissima visita nei locali di trasformazione, dove ci vengono spiegati per filo e per segno le varie fasi della raccolta, della selezione, della pulitura e del confezionamento delle ostriche. Mancava solo l'assaggio finale... Peccato.

Ripartiamo alla volta di Dinard, incredibile come la marea abbia lasciato in secca le barche che al mattino galleggiavano nell'acqua! Uno spettacolo incredibile, ma questo sarà solo l'inizio del marea-show.


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Arriviamo a Saint Malò, dove troviamo orde di turisti, parcheggiamo ugualmente e andiamo in centro, nella città vecchia... Da dimenticare, fiumi di turisti e negozi altrettanto per turisti, nulla di interessante per il gourmet in cerca di prodotti "veri", ma nemmeno per il turista curioso di scoprire usi e costumi del luogo.
Arriviamo a Dinard, riusciamo incredibilmente a parcheggiare vicino alla piscina olimpionica con acqua di mare riscaldata... Che però apre dopo mezz'ora. Abbiamo un piccolo languorino che plachiamo con una gallette al burro servita in un piccolo ristorantino, praticamente è una crepe fatta con la farina di grano saraceno, che gli conferisce un aroma molto particolare, condita col burro salato. L'esperienza in piscina è interessante, anche se l'acqua di mare non è proprio gradevole e dopo un po' brucia la gola. Ripartiamo tonificati verso est, decidiamo di stabilirci poco dopo Saint Brieuc, e troviamo un capeggio a Pordic, vicino alla punta omonima, in mezzo al verde e vicino al mare, molto bello ed economico (13 euro al giorno). La sera facciamo una passeggiata sul lungomare, la vista sull'oceano è sempre mozzafiato, e il tramonto posticipato dalla latitudine (il buio arriva dopo le 21.30) consente sempre suggestive passeggiate dopocena.


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Giorno 2 - Mer 15/8/2007
Saint Brieuc

Il mercoledì il mercato è a Saint Brieuc, all'ufficio del turismo ci dicono che è aperto anche se è a ferragosto. Saint Brieuc è una cittadina carina con un bel centro storico, c'è il mercato coperto con diversi produttori chiusi, e qualche bancarella al di fuori, nella piazza della cattedrale. I prodotti sono i soliti, di nuovo ci sono le bancarelle che sfornano a ritmo serrato le gallette breton, e le crepes tradizionali di farina di frumento.
Troviamo una boulangerie che ci ispira e acquistiamo un dolce tipico bretone: il kouign amman (che significa torta al burro in lingua bretone), una bomba fatta con una pasta sfoglia ricchissima di burro e zucchero (infatti il gusto è quello del burro con lo zucchero). Il gusto è favoloso (e ci mancherebbe fosse altrimenti!) ma lo zucchero della glassatura si attacca ai denti e lo rende quasi immangiabile... Un prodotto (quello acquistato qui) con dei difetti evidenti. Prendiamo anche una brioche con fichi secchi che al contrario è buonissima.

 

 

Dal macellaio del mercato coperto prendiamo una fetta di carne di un taglio a noi sconosciuto, la bavette d'aloyau, una carne piuttosto marezzata (con grasso intramuscolare), che scopriremo poi essere la parte sottile che sta all'esterno della lombata; e un trancio di castrato, prendiamo anche un museau, praticamente una coppa di testa fatta con il muso del maiale. Con il muso ci fanno anche un'insalata con cetriolini, che si trova un po' ovunque. Il museau non è eccezionale (la nostra coppa di testa è molto meglio), mentre la carne è buona, ma niente di particolare.

Al pomeriggio faccio la mia prima battuta di pesca nelle acque della punta di Pordic, vicino al campeggio. La visibilità è scarsa e l'unica cosa interessante sono le ostriche selvatiche che si trovano a pochi metri da riva: ne apro qualcuna, e trovo che sono veramente buone, piene di polpa e piuttosto dolci. Putroppo non è comodo mangiarle direttamente dall'acqua, con muta, maschera e tubo, ma per toglierele dalla roccia servirebbe un cacciavite o qualcosa del genere, il mio coltello è troppo piccolo.
Qui tocchiamo per la prima volta con mano la grandiosità della marea: è inquietante pensare che dove sei tu, dopo qualche ora ci saranno 6 metri di acqua in più (le foto rendono bene l'idea: tutte le rocce scoperte più scure verranno coperte dall'altra marea!).


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Giorno 3 - Gio 16/8/2007
Lannion - Grand Marché Régional

Lannion è una città che dista 65 km da Pordic, il Giovedì c'è il Grand Marché Régional, che decidiamo di visitare. Lannion è veramente bella e il mercato è enorme e visitatissimo, le strade della città sono stracolme di persone, ci sono molti turisti ma la differenza con Saint Malò è evidente: il mercato non è per turisti, ma per gente del luogo, l'affluenza è solo aumentata a causa del turismo ferragostano. Al mercato come sempre c'è di tutto, le novità bretoni che troviamo sono alcuni formaggi, a noi sconosciuti perché in Bretagna non esistono formaggi AOC e quindi quelli prodotti sono tipicamente locali, da scoprire unicamente sul posto. Ne scegliamo uno (il Bouse fermier) prodotto nella regione del Finistere, molto buono. Da segnalare la formaggeria del centro (nella foto), situata vicino al mercato coperto, dove acquistiamo un ottimo caprino e che ci sembra avere prodotti molto ben selezionati; e un panificio situato nella piazza del paese dove c'è una fila impressionante (ma molto veloce), e dove c'è la fila, di solito non si sbaglia...

Osservando le bancarelle, si capisce subito che ai bretoni piace la carne, meglio se grassa, e in generale la cucina è piuttosto pesante, e questo si ripercuote sulla loro stazza, tutt'altro che longilinea... Notate per esempio le patate che stazionano in fondo alla griglia da rosticceria dove vengono arristiti prosciutti, polli e pancette: quelle patate vengono cotte immerse nel grasso che cola dalla carne che viene arrostita. E quando comprate un pollo, vi verrà chiesto se volete il "jus", cioè il grasso di cottura (servito a mestoli abbondanti). Io ho rifiutato gentilmente, e la commessa mi ha guardato con stupore!

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Il pomeriggio seconda battuta di pesca, presso la Pointe de Bihic, a pochi km da Lannion. Qui la costa è spettacolare, la solita marea, che lascia all'asciutto centinaia di metri di spiaggia, rende il tutto ancor più spettacolare. La pesca è magra (solo un paio di aragnes, un tipo di granchio presente nell'atlantico), ma l'esperienza comunque indimenticabile. Di rientro facciamo un rapido tour lungo la costa di granito rosa, ma il traffico è notevole e dopo una breve sosta a Perros-Guirec, dove compriamo qualcosa da mangiare per cena, torniamo rapidamente verso la base a Pordic. La Bretagna è la seconda regione turistica di Francia e purtoppo a cavallo del 15 di Agosto il traffico e il caos diventano un po' pesanti da sopportare. Dopocena, come sempre, ci godiamo il tramonto alla Point du Pordic, finalmente tranquilli, solo noi e l'oceano.

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Giorno 4 - Ven17/8/2007
Saint Quai Portrieux

Il mercato al giovedì è a Saint Quai Portrieux, un piccolo paese a nord di Pordic. La giornata è bella e il mercato è carino. Siamo stati particolarmente bravi a fare acquisti: presso un macellaio ambulante vedo una bellissima fetta di carne di razza Limousine, (il travers, praticamente è l'asado argentino, la parte adiacente alle costole che qui in Italia fa parte della bistecca alla fiorentina), ben marezzata, che si rivelerà buonissima, cotta semplicemente in padella. Prendiamo anche della rillette de oie (un patè di carne di oca), grassissimo, ma veramente buono, molto delicato; e della trippa al sugo, anche questa notevole, d'altro canto facciamo una fila di 10 minuti prima di ordinare, e dove c'è fila... In genere non si sbaglia!

Il pomeriggio lo dedichiamo all'allenamento nella vicina piscina comunale, nuova fiammante in quanto inaugurata nel 2006.


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