A differenza di altre DOP, che almeno abbassano
i limiti di legge o meglio consentono solo il nitrato e non il nitrito,
le DOP calabre si limitano a rispettare i limiti di legge, vanificando
il larga parte il compito di una DOP, ovvero di
differenziare
un prodotto di qualità da un prodotto qualunque.
In questo articolo trattiamo la
pancetta di Calabria
DOP, la
salsiccia di Calabria DOP e la
soppressata
di Calabria DOP.
È un grande peccato che l'unica regione del sud che abbia
proposto una politica molto prolifica di certificazione non abbia
puntato in modo completo sulla qualità e la genuinità
dei prodotti, meritando la bocciatura su tutta la linea.
Importante: stiamo criticando i disciplinari di produzione
e non i produttori calabri di salumi. In Calabria, come
in qualunque altra regione italiana, esistono centinaia di produttori
di salumi che utilizzano solo ingredienti genuini e non utilizzano
additivi potenzialmente dannosi per la salute (una selezione di
questi produttori li potete trovare nel
nostro
archivio).
La
pancetta di Calabria è una pancetta
tesa, ovvero si presenta in forma rettangolare, non viene pertanto
arrotolata come quella piacentina.
I suini utilizzati per la produzione della pancetta di Calabria
devono avere le stesse caratteristiche di quelli utilizzati nella
produzione di
Capocollo.
Data la presenza di
nitriti,
sconsigliamo il consumo di pancetta di Calabria.
La "Pancetta di Calabria" è ricavata dal sottocostato
inferiore dei suini.
La pancetta con cotenna deve avere un peso variabile dai 3 ai 4
chili, deve essere tagliata a forma rettangolare e avere uno spessore
compreso tra 3 e 4 centimetri.
Dopo la preparazione viene sottoposta a
salatura, per un
periodo da quattro ad otto giorni. Successivamente la pancetta viene
lavata con acqua e bagnata con aceto di vino. La parte superficiale
può essere ricoperta con polvere di peperoncino.
Per la confezione della Pancetta di Calabria è ammesso luso
di ingredienti naturali quali sale (cloruro di sodio), pepe nero
in grani ed in polvere, pepe rosso piccante, pepe rosso dolce, crema
di peperoni, aceto di vino.
Possono inoltre essere impiegati: caseinato, acido ascorbico e/o
sale sodico, lattato di sodio, nitrato di sodio e/o di potassio,
nitrito di sodio e/o di potassio. Il loro utilizzo è
limitato a quanto consentito e fintanto che sia previsto dalle vigenti
disposizioni di legge.
Segue quindi un periodo di stagionatura di almeno trenta giorni,
in locali con umidità relativa e temperatura controllate.
La
salsiccia di Calabria è un salume
a breve stagionatura ricavato dallimpasto, ben amalgamato,
delle carni della spalla e della sottocostola dei suini che rispettano
gli stessi vincoli imposti nella produzione di
capocollo
di Calabria, con lardo, ingredienti aromatici naturali e, purtroppo,
svariati additivi.
Le carni ed il lardo vengono lavorati quando la temperatura interna
è compresa tra 0° e 3°C. La percentuale di grasso
contenuto nellimpasto deve essere compresa tra il
15 ed
il 20 per cento. Limpasto viene insaccato in budella naturali
di suino, successivamente forate e quindi intrecciate a mano nella
caratteristica forma a catenella.
Per la confezione della salsiccia di Calabria è ammesso luso
di caseinato, acido ascorbico e/o sale sodico, lattato di sodio,
nitrato di sodio e/o di potassio,
nitrito di sodio e/o di potassio.
Il loro utilizzo è limitato a quanto consentito e fintanto
che sia previsto dalle vigenti disposizioni di legge.
La
soppressata di Calabria è un salume
simile alla salsiccia, ma più stagionato e di forma diversa.
L impasto della carne, tritata a medio taglio, è ricavato
dal prosciutto e dalla spalla di suini che rispettano gli stessi
vincoli imposti nella produzione di
capocollo
di Calabria, con grasso ben scelto ricavato dal lardo della
parte anteriore del lombo, vicino al capocollo, ingredienti aromatici
naturali e svariati additivi.
Il grasso deve essere contenuto in una percentuale variabile dal
12 al 15 per cento, e e carni selezionate ed il lardo vengono lavorati
dopo aver raggiunto una temperatura compresa tra 0° e 3°C.
Il macinato è insaccato in budella naturali di suino, forate
e quindi legate a mano con spago naturale. La forma è assimilabile
ad una figura cilindrica leggermente schiacciata, della lunghezza
di cm 15 circa e del diametro di cm 6 circa.
Per la confezione della soppressata di Calabria è ammesso
luso di caseinato, acido ascorbico e/o sale sodico, lattato
di sodio, nitrato di sodio e/o di potassio,
nitrito di sodio
e/o di potassio. Il loro utilizzo è limitato a quanto
consentito e fintanto che sia previsto dalle vigenti disposizioni
di legge.