Mangiare fuori casa

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[...] Dato che è da qualche mese che cerco di seguire lo stile di vita che te proponi (lo trovo molto valido e giusto per chiunque) volevo chiederti come fai a calcolare le calorie mangiando fuori o a casa di altri. So che te l'hanno già chiesto un'infinità di volte ma io proprio faccio fatica anche perchè non so come la gente o i ristoratori cucinano le pietanze e le calorie potrebbero variare di molto. Ad essere sincere il problema non è al ristorante (lì posso decidere quindi mi posso regolare) ma quando mangio a casa di mia suocera o altri familiari che è un pochino problematico....ieri ha fatto il purè di fave ad esempio (stessa cosa con la parmigiana di melanzane), come faccio a calcolare le calorie di quei piatti? Una parmigiana se cucinata bene può anche avere poche calorie ma dipende sempre..... Grazie della risposta.

Mangiare fuori casa

Molte persone non riescono a dimagrire o a mantenere il peso forma proprio perché non riescono a gestire i pranzi fuori casa.

I problemi delle occasioni conviviali sono due:

  1. le calorie dei cibi consumati;
  2. il tempo di permanenza a tavola.

Il primo punto è importante, perché un conto è mangiare piatti Sì e un conto è mangiare piatti della cucina tradizionale, molto più calorici. Tutto sommato, però, conoscendo sé stessi, e questo è possibile dopo qualche anno di alimentazione controllata, non importa sapere esattamente quante calorie ha un piatto, si può andare a "sensazione".

Come spiego nell'articolo sul mangiare fuori casa, il reale problema è il tempo di permanenza a tavola, molto superiore rispetto al normale.

Dunque, se la cena dai suoceri è una occasione conviviale, allora la devi gestire come tale... Inserendola nel conto delle occasioni conviviali e valutando se ne vale la pena. Io preferisco mangiare con gli amici e quindi dai suoceri non ci vado mai a mangiare, oppure ci vado ma in giornate normali, durante la settimana, quando si sta a tavola 30 minuti, si saluta e si va via e soprattutto senza tanto preavviso, altrimenti ci si ritrova con un pranzo matrimoniale di 7 portate e allora sono dolori.

Prima di andare a mangiare dai miei mi sincero sempre che non ci siano solo salsiccia e costolette, ma che ci sia sempre verdura e qualcosa di buono e sano da mangiare.

Spesso non si va volentieri a mangiare dai suoceri, ma ci si va per fare un favore al coniuge oppure per abitudine o convenzione sociale: io preferisco mettere le cose in chiaro e non frequentare persone con cui non amo passare il mio (poco e prezioso) tempo... Risolvendo (parzialmente) anche il problema del mangiare troppo fuori casa.

Lo stesso vale per gli amici: io frequenterei volentieri un gruppo di amici che però hanno uno stile di vita incompatibile col mio, visto che si ritrovano sempre al ristorante, a orari incompatibili con i miei, spendendo cifre che non sono disposto a spendere. Non frequentarli mi dispiace, ma la mia qualità di vita peggiorerebbe ergo...

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