Nel corso del XX secolo è scoppiata l'epidemia
del sovrappeso e
dell'obesità
e sono nate di conseguenza tantissimi metodi per cercare di risolvere
il problema, e cioè le diete.
Nella sezione
alimentazione
abbiamo trattato un elenco della maggior parte di queste diete esaminandone
i pro e i contro. Alcune diete sono diventate più famose
di altre, ma nessuna è riuscita nell'intento di risolvere
il problema, e nemmeno di arginarlo tant'è che attualmente
nei paesi europei il sovrappeso e l'obesità continuano a
crescere mentre gli Stati Uniti si sono stabilizzati su una incidenza
che supera abbondantemente il 60%, e dove una persona su quattro
è obesa.
Tuttavia
esistono diete che funzionano meglio di altre,
e guardacaso sono quelle che propongono un cambiamento radicale
delle abitudini alimentari del soggetto. Ma perché queste
diete funzionano?
Come tutti sanno (o dovrebbero sapere) per perdere
peso bisogna mangiare meno calorie di quante se ne consumano.
Tutte le diete che funzionano fanno
mangiare meno calorie.
Non esiste nessuna diete perseguibile a lungo termine che fa assumere
al soggetto più calorie o la stessa quantità di calorie
rispetto a quand'era in sovrappeso, nessuno di chi lo afferma è
mai stato in grado di dimostrarlo in modo preciso e inequivocabile.
Queste diete, tuttavia, spesso non fanno riferimento alle calorie,
anzi negano questa evidenza affermando che le calorie non contano
nulla o quasi. Questo fatto è curioso, eppure è proprio
su questo che si basa il successo di queste diete e dopo vedremo
il perché.
Il nostro organismo è molto flessibile. Il nostro apparato
digerente è in grado di funzionare perfettamente con una
miscela di carburante (il cibo che ingeriamo)
molto
variabile come composizione. Dunque, esistono mille metodi per
assumere meno calorie, ma alcuni funzionano più di altri.
Perché?
Un metodo che funziona deve sconfiggere
il senso di fame.
La fame è una sensazione molto spiacevole che spesso è
la causa di abbandono delle diete.
Tutti i metodi che funzionano aumentano l'
indice
di sazietà e diminuiscono l'
indice
di appetibilità dei cibi che compongono la dieta, abbassando
il
set point e di conseguenza
innescano il meccanismo del dimagrimento. Entrambi questi indici
dipendono soprattutto dalla densità calorica dei cibi: diminuendo
le calorie per 100 g aumenta la sazietà e diminuisce l'appetibilità,
così ci si sazia con meno calorie e si dimagrisce.
Qualunque dieta che funziona fa assumere una minor quantità
di cibi ipercalorici, e li sostituisce con cibi meno calorici e
quindi più sazianti. Anche in questo caso, esistono tanti
modi per farlo.
Un metodo che funziona deve essere
semplice da seguire.
È molto più semplice eliminare alcuni cibi o intere
categorie di cibi dalla dieta per ridurre l'introito calorico senza
far provare una fame eccessiva al soggetto. Se ti dico di mangiare
solo 70 g di pasta invece che i soliti 150, difficilmente otterrò
un successo, perché per molti pesare i cibi rappresenta una
complicazione inaccettabile. Ma se sono così bravo da convincerti
che la pasta è veleno e ti faccio smettere di mangiarla per
sempre, otterrò molto probabilmente un buon risultato in
termini di dimagrimento. Smettere di mangiare un alimento è
un consiglio molto semplice da seguire dal punto di vista pratico,
ma può essere difficile farlo dal punto di vista psicologico,
per esempio perché la pasta è un cibo molto amato
da tutti gli italiani.
Tantissime diete, come la
dieta
a zona, il metodo
Montignac
e le
diete
low carb (eliminano buona parte dei carboidrati), la
dieta
vegetariana (elimina la carne), quella delle
combinazioni
alimentari (impone vincoli molto restrittivi all'abbinamento
dei cibi), funzionano esattamente in questo modo: demonizzando e
imponendo vari paletti il cui scopo (anche se non dichiarato) è
quello di farti mangiare meno calorie eliminando cibi poco sazianti
a favore di cibi più sazianti, ottengono un discreto successo
se vengono seguiti alla lettera.
Ma c'è un rovescio della medaglia: quanto più i consigli
sono semplici da seguire, tanto più il soggetto non deve
studiare né capire il perché la dieta funziona, tanto
più i consigli rendono la dieta restrittiva e quindi difficile
da seguire dal punto di vista psicologico. Pensiamo a Matrix e a
quello che mangia chi lotta contro il sistema: mangiando cibi che
hanno un cattivo sapore (poco appetibili) è impossibile ingrassare,
ma ci si priva di un piacere della vita.
Imparare a cucinare la
pasta
con le verdure rendendola saziante e compatibile con una dieta
ipocalorica costa tempo e fatica, ma consente di continuare a mangiare
la pasta. Eliminare la pasta dalla dieta è più semplice,
ma la qualità di vita a tavola peggiora, soprattutto se il
soggetto ama la pasta.
Più la dieta è semplice
da seguire, più i vincoli che impone sono psicologicamente
difficili da "digerire".
Dunque, il problema di ideare una dieta che funziona non è
tanto nella strategia alimentare (come si potrebbe pensare), visto
che esistono mille modi per mangiare meno calorie e tutti funzionano
se seguiti alla lettera, la chiave è nel convincere il soggetto
a seguire per sempre questa strategia.
Come fare per convincere una persona che deve
cambiare per sempre il proprio modo di alimentarsi? Che non può
uscire a cena due volte la settimana e se lo fa, non può
mangiare primo, secondo, contorno e dolce?
Analizziamo i capitoli introduttivi dei testi che trattano le diete
che vanno per la maggiore: in tutti, troviamo un passo che tenta
di dimostrare perché i metodi tradizionali (che il soggetto
ha verosimilmente tentato senza successo) falliscono. In genere
si smontano i capisaldi della medicina, il credere
comune, i concetti di base della dietologia che più o meno
tutti conoscono. Il concetto è: fin'ora hai fallito perché
chi ti ha aiutato ha preso un granchio (non ha capito nulla). Io
ho la verità, da ora in poi sarà tutto più
facile.
Tutti noi siamo alla ricerca della soluzione facile, la scorciatoia,
l'affarone, il desiderio dell'uomo che rende la vita facile a tanti
truffatori.
Si deve dare l'impressione al soggetto,
che probabilmente ne ha già provate tante senza riuscire
a dimagrire, di aver finalmente trovato la verità, e soprattutto
di aver trovato una scorciatoia per risolvere facilmente il problema.
Il secondo elemento, fondamentale, è la
dimostrazione
(pseudo)scientifica del proprio metodo. Si tirano in ballo
condizionamenti sociali, interessi commerciali enormi che nascondono
la verità, e schiere di medici asserviti a lobby potentissime.
Chi conosce come funziona la ricerca scientifica sa che utilizzando
e manipolando opportunamente i risultati degli esperimenti si può
dimostrare qualunque cosa senza incappare in denunce, anche se si
declamano risultati inverosimili.
Utilizzando la riscerca scientifica
in modo scorretto, si dimostra che la propria tesi è quella
giusta.
Il concetto che deve passare è questo: ora sai che il sistema
fino ad oggi ti ha imbrigliato in una situazione senza scampo, ma
io ti do il sistema per uscirne. Leggete gli articoli sulla
dieta
del gruppo sanguigno, delle
combinazioni
alimentari, dei detrattori dello
zucchero,
dei fautori della dieta del paleolitico, e chi più ne ha
più ne metta. Di bizzarre teorie, con basi scientifiche che
poggiano su fondamenta di cartapesta, ma spiegate in modo molto
convincente ai non addetti ai lavori, ce ne sono a decine, molto
diverse tra loro, ma tutte con queste caratteristiche in comune.
Ma perché è necessario questo lavaggio del cervello?
Come abbiamo detto,
esistono mille diete
e molte di queste funzionano, nel senso che seguendole
si dimagrisce e si mantiene il peso forma. La maggior parte delle
persone è sovrappeso perché la spinta a mangiare più
del dovuto è incredibilmente forte nella nostra società
e serve una notevole motivazione per seguire un regime alimentare
ipocalorico. Per dimagrire bisogna essere diversi dalla massa (che
è in sovrappeso), bisogna andare controcorrente e resistere
a molte tentazioni, tutto questo necessita di una forte motivazione.
Più la dieta è semplice da seguire, maggiori saranno
le restrizioni e maggiore dovrà essere il potere persuasivo,
il "lavaggio del cervello".
Più la dieta è difficile da seguire, minori saranno
le restrizioni, minore sarà la necessità di convincere
il soggetto a fare scelte impopolari e drastiche.
Una cosa è certa: solo le persone che hanno la possibilità
di mettere in campo questa motivazione riescono a dimagrire nel
momento in cui lo faranno applicando uno dei metodi, tra i mille,
che funzionano.
Chi, al contrario, non ha la possibilità di mettere in campo
questa motivazione, fallirà perché non in grado di
applicare con il dovuto rigore nessuno di questi metodi.
A mio parere la massima qualità di vita viene raggiunta utilizzando
un metodo scientifico (e non pseudoscientifico), che prenda in considerazione
il motivo vero che rende una dieta efficace: una dieta in grado
di
abbassare il set point.