Questa tendenza è confermata (oltre che
dalla stazza della maggior parte degli chef) da un sondaggio condotto
nel 2003 sul nostro sito: il 73% degli intervistati non riesce a
conciliare l'amore per la cucina con la salute perché vive
in uno stato di sovrappeso, oppure perché alterna periodi
nei quali si gode la vita a tavola e periodi di dieta ferrea.
È evidente quindi che nella società moderna un modello
di cucina che abbia come obbiettivo esclusivo il gusto dei piatti
non si possa sposare con la salute, in particolare con il mantenimento
del peso forma. Chiunque abbia a cuore la propria salute deve per
forza di cose mettere dei "vincoli" salutistici al proprio
modo di mangiare, e quindi di cucinare.
Lo scopo della cucina ideale è
fissare vincoli salutistici che siano il miglior compromesso possibile
tra salute e gusto.
Molti appassionati rifiutano di cercare questo compromesso (o falliscono
nel tentativo di cercarlo) perché non accettano di sottostare
ai vincoli della cucina "dietetica", ritenendola incompatibile
con la buona tavola: piuttosto che rinunciare alla loro passione
accettano il sovrappeso.
Per capire quali debbano essere questi vincoli, proviamo a immaginarci
un pasto ideale, ovvero un pasto in cui mangiamo:
- a sazietà;
- piatti che riteniamo appetibili;
- la giusta quantità di calorie, quella che ci consente
di mantere il peso forma;
Il concetto di calorie è ormai noto ed è su quello
che si basano tutte le ricette dietetiche proposte, per esempio,
dai professionisti o nei giornali femminili. È banale preparare
un piatto con TOT calorie.
Ma è altrettanto banale dimostrare che non è sufficiente:
anche i piatti di alcuni chef di alta cucina hanno poche calorie,
ma non saziano perché le porzioni sono microbiche.
Le caratteristiche chiave di un modelo di cucina veramente ideale,
che in pochi considerano, sono la
sazietà e l'
appetibilità
dei piatti: è su questi parametri che bisogna giocare per
impostare vincoli salutistici efficaci.
Ognuno di noi ha un appetito diverso, e quindi ognuno di noi dovrebbe
mangiare piatti con un indice di sazietà tarato sul proprio
appetito. Attualmente la maggior parte della popolazione non mangia
cibi sufficientemente sazianti, e va in sovrappeso!
Notare come sia assurda, alla luce di quanto detto, la provocazione
di Sirchia e di altri esperti di alimentazione, di
diminuire
le porzioni per controllare il sovrappeso. Tale posizione equivale
ad affermare che gli italiani sono dei "mangioni" e che
puntualmente ad ogni pasto esagerano con le quantità. Vendere
ogni giorno i piatti della tradizione italiana come salutari, e
poi consigliare di limitare le porzioni per evitare il sovrappeso,
è un insulto alla nostra intelligenza.
In realtà quasi sempre chi è sovrappeso non riesce
a limitarsi perché non riesce a gestire lo stimolo della
fame, a causa di una alimentazione composta da piatti poco sazianti.
Lo scopo della cucina ideale è
quello di dettare le regole per preparare piatti con un indice
di sazietà sufficientemente elevato.
Scopriamo quali sono
questi vincoli.