Il primo segno che deve far sospettare la presenza
di emorroidi è la perdita di sangue rosso
vivo, senza dolore, al momento della defecazione. Spesso alla presenza
asintomatica di sangue si associano sensazione di fastidio, prurito,
prolasso, edema, dolore e perdite di muco.
Il fastidio e il dolore sono causati
dalla parte esterna delle emorroidi, mentre il prurito può
essere dovuto a scarsa pulizia dell'orifizio anale dopo la defecazione,
che viene impedita dall'edema intorno all'ano, e dall'aumentata
produzione di muco da pare dei tessuti prolassati.
In presenza di sangue nelle feci bisogna comunque sottoporsi ad
una accurata visita dallo specialista, soprattutto per escludere
malattie gravi associate a tale sintomo.
Una volta fatta la
diagnosi di emorroidi,
la malattia va trattata correggendo lo stile di vita ed eventualmente
con trattamento farmacologico.
Occorre innanzitutto adottare una
dieta
equilibrata, che consenta di mantenere il peso forma, anche
tramite una corretta attività fisica che aiuta anche a sconfiggere
la
stitichezza, nemico numero 1 delle
emorroidi. Se questo non dovesse bastare, si può aumentare
la quantità di fibra tramite il consumo di cibi integrali,
ed eliminare i cibi irritanti come il cioccolato, i fritti, le spezie.
Il prurito può essere alleviato con lavaggi, anche frequenti,
con acqua tiepida e sapone acido, asciugando tamponando delicatamente.
Importante anche non stare seduti sul water a lungo ed evitare di
sollevare oggetti pesanti.
I prodotti da applicare localmente in commercio sono a base di cortisonici
(che leniscono l'infiammazione, il prurito e l'edema) e anestetici
(che alleviano il dolore) associati fra loro e con altre sostanze.
Solo in caso di inutilità dei provvedimenti dietetico-comportamentali
e farmacologici, si dovrà ricorrere a
trattamenti
chirurgici, diversificati a seconda delle gravità
della malattia.
Le trombosi emorroidarie si trattano con interventi in anestesia
locale.
Nel 2° grado il trattamento delle emorroidi è ambulatoriale
con scleroterapia, legatura elastica, infrarossi o laser-criochirurgia.
I gradi più avanzati di patologia emorroidaria si avvalgono
del trattamento chirurgico:
escissione delle emorroidi
(tecniche secondo Milligan–Morgan o secondo Ferguson), la
quale si associa però a dolore postoperatorio molto intenso;
legatura delle emorroidi;
prolassectomia
secondo Longo, che consente un ottimo decorso postoperatorio ma
utilizza strumenti particolari e piuttosto costosi: si asporta una
sezione circolare di mucosa e vasi con risalita all'interno delle
emorroidi e loro riassorbimento.
Sono possibili
complicanze postoperatorie: sepsi,
emorragia, ritenzione urinaria, stenosi (restringimento del canale),
incontinenza fecale recidiva.